A New World Record
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Electric Light Orchestra
Etichetta: Legacy Recordings
Uscita: 1976
Voto: 5/5
“A New World Record” è il disco della vittoria, quello con cui la leggendaria istituzione art rock britannica Electric Light Orchestra ha conquistato definitivamente anche il resto del mondo musicalmente consapevole, che fino a quel momento guardava ancora con un certo scetticismo questo gigante sinfonico in rapidissima ascesa. Con questo album gli ELO hanno ottenuto un successo clamoroso anche fuori dagli Stati Uniti, dove già godevano della fama di una delle band più amate dell’epoca e, cosa forse ancora più importante – con questo disco sono finalmente riusciti a sfondare in patria, dove fino ad allora li avevano snobbati con ostinazione. Ora era finita: gli ELO sono diventati uno dei gruppi di maggior successo commerciale (l’album polverizzava record in classifica e raggiungeva dischi di platino) e una delle attrazioni live più spettacolari del periodo, con concerti sold out nelle grandi arene.
Certo, tutto questo non avrebbe avuto alcun senso se gli ELO non avessero fatto un passo avanti anche dal punto di vista artistico con “A New World Record”, sfornando alcuni dei loro pezzi migliori, quelli che mettono il disco tra i vertici della loro carriera. Il carismatico capobanda Jeff Lynne, cantante, chitarrista e produttore, nonché autore di quasi tutto il repertorio ELO, in quel periodo sfornava classico dopo classico come se niente fosse, e a quanto pare era sorpreso lui stesso dal successo finale dell’album e dei suoi singoli. “A New World Record” ha regalato una valanga di hit pop rock sempreverdi come “Telephone Line”, “Rockaria!”, “Livin’ Thing” e “Do Ya”, che ancora oggi trovano la loro strada verso le radio di tutto il mondo e che si sono piantati per sempre nel cuore di ogni buongustaio del rock.
Dal punto di vista stilistico, nella loro miscela musicale unica, costruita per lo più sull’equilibrio tra prog rock sinfonico e pop rock, gli ELO hanno spostato in modo evidente l’ago della bilancia verso il secondo. L’album si distingue così per tantissimi ottimi pezzi rock melodici, impreziositi da arrangiamenti orchestrali magniloquenti, basati sull’interazione tra archi e tastiere che è il marchio di fabbrica della band, e dalla bravura chitarristica e vocale di Lynne, che arriva dritta dalla scuola di The Beatles. I due violoncellisti, il violinista Mik Kaminski e lo splendido tastierista Richard Tandy hanno creato qui alcuni dei migliori arrangiamenti orchestrali della storia del gruppo, intrecciandoli alla perfezione nello scheletro melodico/pop rock della maggior parte dei brani. A dirla tutta, gli ELO sono sempre stati nettamente più bravi a scrivere pezzi brevi, melodici e di impronta pop rock (quelli che di solito diventavano hit) che a fare i creatori di prog rock sinfonico complesso, e questo album è stato il passo evolutivo logico. Il disco è famoso anche perché qui compare per la prima volta il loro simbolo e logo, l’astronave colorata a forma di disco volante. Tutto questo ha aggiunto alla band un’ulteriore dose di romanticismo e misticismo, e l’ha portata tra le superpotenze dell’arena/pomp rock, allora appena nato.
L’album si apre con il capolavoro “Tightrope”, senza dubbio uno dei pezzi migliori della storia della band. Questa composizione leggendaria è nell’intro carica di arrangiamenti orchestrali drammatici e un po’ cupi, poi si trasforma in un brano rock saltellante e melodico. Questa parte è segnata da un riff di chitarra spiritoso e da un’incantevole prova vocale di Lynne, con alcune note (per i suoi standard) piuttosto alte. Ogni tanto si alternano drammaticità orchestrale e armonie vocali corali femminili, che contribuiscono in modo decisivo alla maestosità e all’ampiezza della composizione. Quanto sia amato questo pezzo lo dice un dato: dalla sua uscita non è mai mancato nei loro concerti. Segue la mega hit di ispirazione beatlesiana “Telephone Line”, una splendida miscela di romanticismo e nostalgia nel più puro stile ELO. A darle quel tocco vagamente mistico contribuiscono anche alcuni interessanti effetti occasionali delle tastiere. La struttura è piuttosto semplice, ma irresistibilmente piacevole. Il ritornello melodico contiene il canto da spezzare il cuore di Lynne e splendide armonie vocali di accompagnamento, che si fondono in modo incredibile con i magici arrangiamenti orchestrali. Gli ELO sono sempre stati maestri nel patos romantico, e questo pezzo è ancora oggi uno dei migliori esempi di tale capacità.
“Rockaria!”, un’altra grande hit, nell’intro ha la voce femminile da operetta di Mary Thomas e poi si trasforma in un rock ‘n’ roll saltellante. Questo ottimo brano dimostra ancora una volta l’incredibile capacità della band di combinare stili musicali diversi, perché è una miscela unica di blues, opera, glam rock e po(m)p rock. “Mission (A World Record)”, condita da un’atmosfera misteriosa, ha un’introduzione malinconica. A questo punto vengono in mente persino certi cospiratori art rock/metal alla Blue Oyster Cult. Poi si passa alla magnificenza di splendidi arrangiamenti orchestrali guidati dagli archi, che si fondono benissimo con la voce versatile di Lynne (in certi passaggi tira di nuovo verso John Lennon) e con i decisi stacchi di batteria di Bevan. Incantano in particolare le armonie vocali finali e gli arrangiamenti pomposi. È il pezzo che sull’album probabilmente entusiasma di più chi ama il lato sinfonico/prog rock della band. Di tutt’altra natura, e proprio per questo in ottimo contrasto, è la saltellante ma sorprendentemente sperimentale “So Fine”, un altro dei migliori pezzi del disco. Ha un ritmo quasi disco (che troverà un’espressione ben più forte nei loro lavori successivi), un ritornello divertente con “ula-ula-ula-la” e un ottimo inserto strumentale sperimentale a metà brano, basato su tamburi africani e percussioni elettroniche. A poco a poco nel pezzo entrano sempre più strumenti, e l’atmosfera cresce fino al momento in cui rientra la voce.
Dopo un’uscita improvvisa si passa direttamente alla splendida “Livin’ Thing”, un’altra mega hit sempreverde, con melodie romantiche e incantevoli sopra armonie vocali drammatiche e potenti arrangiamenti orchestrali. Le eccellenti linee di violino le danno un sapore sensibilmente mediorientale. È un altro dei pezzi migliori della storia della band, che ancora oggi stupisce per la sua eccellenza melodica, e uno dei brani chiave nella nascita del pomp rock. Anche “Above The Clouds”, di impronta da ballata, ha un evidente sapore beatlesiano, con una melodia romantica basata su armonie vocali seducenti, ottimi arrangiamenti orchestrali e tanti effetti sul mini moog di Tandy. Il rocker pieno di temperamento “Do Ya”, che risale ai tempi della precedente band di Lynne, The Move, è un altro degli evergreen degli ELO. Lo segnano riff di chitarra incandescenti, la voce ruvida di Lynne, che qui suona un po’ americana, un ritmo saltellante e spiritosi arrangiamenti d’archi. Il suo ritornello erotico e l’atmosfera californiana spiegano perché sia diventata una hit del genere.
L’album si chiude in modo splendido con la bellissima ballata “Shangri-La” (il nome tibetano del paradiso), che richiama ancora una volta quel romanticismo seducente che la band è sempre stata capace di evocare con estrema facilità. Il canto melodrammatico di Lynne, con ulteriori armonie vocali, è accompagnato da arrangiamenti orchestrali sognanti e da alcuni interessanti effetti sul mini moog, e si sente distintamente anche il mellotron, con cui hanno creato in modo ottimo l’effetto di un’orchestra più grande. Vale la pena citare anche “Surender”, un eccellente pop rocker e singolo del 2006, che risale al periodo di realizzazione di questo album ma è stato completato solo 30 anni dopo ed è uscito nella ristampa del disco come una delle bonus track. “Surender” è stata a lungo scaricabile da internet e ha persino fatto ingresso nella classifica britannica come primo brano degli ELO dopo il 1986.
“A New World Record” è uno dei due, tre grandi capolavori della storia degli ELO, che evidentemente continuerà a entusiasmare per secoli con la magia particolare delle singole composizioni e con la produzione eccellente di un maestro della musica incredibilmente ambizioso, talentuoso e perfezionista come Jeff Lynne, che con questo album ha realizzato il suo sogno di lunga data e ha fatto della sua band molto più di una specie di Beatles orchestrali. L’album è senza una sola idea sbagliata e rientra tra quelli il cui acquisto è obbligatorio per ogni serio buongustaio di musica. Gli ELO hanno proseguito il periodo dei loro maggiori successi con slancio immutato e fino alla fine degli anni ’70 sono stati tra gli artisti pop rock di maggior successo dell’epoca. Ha fatto seguito il fenomenale “Out Of The Blue” (1977), l’album che la maggior parte dei fan considera il loro più grande capolavoro e con cui non farono che rafforzare l’incredibile successo di questo disco.
Formazione
Jeff Lynne – voce, chitarra solista, ritmica e slide, percussioni, pianoforte
Bev Bevan – batteria, batteria mini moog, percussioni, cori
Richard Tandy – pianoforte, mini moog, micro moog, tastiere polifoniche, chitarra elettrica, clavinet, pianoforte a coda, mellotron, percussioni, cori
Kelly Groucutt – basso, percussioni, cori
Mik Kaminski – violino
Hugh McDowell – violoncello
Melvyn Gale – violoncello
MUSICISTI OSPITI:
Mary Thomas – voce d’accompagnamento da operetta
Patti Quatro – cori
Louis Clark – arrangiamenti orchestrali
Produzione
Jeff Lynne
Tracklist
1. Tightrope (5:04)
2. Telephone Line (4:37)
3. Rockaria! (3:13)
4. Mission (A World Record) (4:25)
5. So Fine (3:55)
6. Livin’ Thing (3:31)
7. Above The Clouds (2:17)
8. Do Ya’ (3:44)
9. Shangri-la (5:33)
Durata dell’album: 36:19