Aerial

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Newman
Etichetta: AOR Heaven Records
Uscita: 2017
Durata: 55;43
Voto: 3.5/5

È dura stare dietro a Steve Newman, stakanovista musicale britannico, polistrumentista, cantante, produttore e compositore. Il nuovo album dei Newman è appena uscito e già parte il processo di creazione del prossimo. I due anni che in media passano tra un album Newman e il precedente girano su se stessi come se non fossero mai esistiti. Così il celebre alfiere della tradizione melodic rock e AOR britannica porta sul mercato il suo undicesimo album in studio.

Il titolo »Aerial« già di per sé fa intuire la voglia di cambiare qualcosa rispetto al predecessore in studio. Il suono è più »luminoso« e ottimista, ma anche (se vuoi) più »arioso«. Potremmo persino dire »da aviazione«, come suggerisce il messaggio dell’opener Fear Of Flying.

»Aerial« conserva tutti i marchi di fabbrica della scrittura di Steve Newman, che non è altro che la fedele custodia dell’eredità della tradizionale scuola britannica nel modo di fare musica AOR. Di questi tempi, voi nostalgici dell’AOR »eighties« che vi ricordate bene i lavori di FM, Strangeways, Heartland, The Kick… farete fatica a trovare un artista che guardi in modo così smaccatamente nostalgico e retro-sonoro al classico suono AOR britannico degli anni Ottanta e dei primi Novanta come Steve Nemwan con le sue uscite Newman di oggi. Anche in fatto di qualità. Certo, non vanno dimenticati i sempre bei calcioni degli FM e i progetti Overland e Shadowman, che fanno in modo che la fiamma del classico AOR britannico non si spenga, nemmeno nel 2017. »Aerial« mantiene e travasa tutta la qualità, il focus creativo, la freschezza d’idee e ovviamente la carica necessaria, così che la schiera di figure AOR riconfezionate e già collaudate, in oltre due decenni di attività di Newman, anche nella confezione rinnovata (cioè sul nuovo album) si accende di nuovo a pieno regime.

Eppure la sensazione è che nel sound dei Newman, negli ultimi anni, si sia infilata una buona dose in più di decibel (più distorsione nelle frasi di chitarra), se si guarda al quadro produttivo complessivo degli album che, insieme all’attuale »Aerial«, si rivolgono a un suono più duro, ma sempre con un rigoroso bilancio di retro-nostalgia AOR.  

I Newman qui non ti offrono niente di nuovo, solo una confezione nuova, piazzata con astuzia e piena di classici trucchi AOR. Che ovviamente accende. Per non farla lunga: »Aerial« è quindi un altro documento realizzato da Newman con l’eccellenza di un vecchio gatto di strada rodato e navigato. Semplice. Il tipo padroneggia il suo mestiere fin nei minimi dettagli. Crescendo di atmosfere con un’esplosione in un ritornello orecchiabile che ti prende già al primo ascolto. Armonie vocali atmosferiche aggiunte con cura, modulazioni nei passaggi mid-eight che smuovono il formato rigidamente compatto dei brani, tende di sintetizzatori dal suono anni Ottanta che fluttuano sopra i riff,… I pezzi non calano di qualità e sull’album non c’è nessun »puzzone« che ti rubi tempo, o viceversa che faccia »comprare« all’artista quello stesso tempo. Semplice. Il nuovo, undicesimo capitolo mantiene tutta la sua qualità, anche oltre. Nel modo in cui si richiede e ci si aspetta dai Newman. 

Newman – Live to Remember (audio ufficiale):

Formazione

Steve Newman – voce, chitarra, tastiere

Rob McEwen – batteria, percussioni
Mark Thompson-Smith – voce di accompagnamento nei brani n. 1 e 7

Produzione

Steve Newman

Tracklist

1. Fear Of Flying
2. Don’t Wake The Lion
3. Can’t Stop Loving You
4. Life To Remember
5. High Tonight (Aerial)
6. Vertigo (Leap Of Faith)
7. Two Sides
8. I Am Your Man
9. Always Strangers
10. Nothing Left
11. Still Bleeding
12. You Don’t Know Me

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