All the Way

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: State of Salazar
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2014
Durata: 46:55
Voto: 4/5

Nel 2010 cinque studenti dell’accademia musicale di Malmö, in Svezia, decidono di mettere su una band. Dopo due anni passati a scrivere materiale proprio, nel 2012 pubblicano un EP intitolato »Lost My Way«, che attira l’attenzione della Frontiers Records. L’indizio è chiaro: si parla di un’altra band votata al rock melodico, cioè che pesca ispirazione dalla scuola west coast / AOR. L’idea di un gruppo del genere era venuta già nel 2009 al principale autore di musiche e testi, Marcus Nygren, quando aveva scritto qualche pezzo che però non si adattava allo stile della band in cui suonava allora, i metallari B-Point Rose.

Gli State of Salazar sono un mix interessante che in sostanza resta fedele ai principi del west coast / AOR, ma aggiunge a questo nucleo influenze di Toto (era Seventh One) e Queen (quelli degli anni Ottanta). Già questo basta a confermare che il quintetto è fatto davvero di ottimi musicisti. Una solida formazione musicale e il talento (a braccetto) aiutano a riciclare in modo convincente, ovvero a incastrare, certi mattoncini musicali sempreverdi in modo sempre fresco e succoso. Da questo punto di vista parliamo di una band che si può collocare nella crème del rock melodico scandinavo, quello a cui appartengono per esempio i Work of Art (pezzi come Time to Say Goodbye o Always). Anche sul fronte della produzione, che è stata curata con attenzione, ogni elemento del suono ha lo stesso spazio degli altri.  

La band mostra subito un grande potenziale già con l’opener, la positivissima I Believe in You. Il pezzo costruisce l’atmosfera con un crescendo graduale, dalla strofa al pre-ritornello, che poi scivola fluido in un ritornello aggressivo e trascinante. Lo stesso vale per tutti gli altri brani. La band ha davvero curato i dettagli dei pezzi. Mantenere la melodia sempre accessibile è il punto fermo della scrittura, e le armonie vocali drammatizzano l’atmosfera in modo efficace, regalando un fascino bombastico. Gli State of Salazar sembrano una mini orchestra rinchiusa in un quintetto. Gli strumenti sono sempre in un equilibrio d’arrangiamento impeccabile e non si rubano la scena a vicenda. Mettono insieme alla grande la botta rock e la »simpatia« del pop. Il ruolo chiave nel rendere tutto così melodicamente contagioso spetta al fenomenale cantante Marcus Nygren. Senza esitazioni si piazza tra i migliori cantanti di rock melodico della nuova generazione, capitanati da Tobias Hitchcock (Pride of Lions). Nygren ha ascoltato un sacco di Queen e Toto. La sua voce si porta dietro l’eco di Mercury e di Joseph Williams! Lo dimostra anche con un senso eccezionale per l’innesto di un velo soul nella forma base delle melodie vocali. Una voce perfetta, carismaticissima, che occupa con veemenza ogni posizione del suo registro. Raffinata e morbida quando serve, un attimo dopo infuocata ed esplosiva.  Nygren è uno dei maggiori punti di forza di questo disco e, con un cantante e songwriter così, alla band si prospetta un futuro davvero luminoso.

I picchi compositivi dell’album? Uno dei punti centrali è sicuramente la title track, dove gli State of Salaza mostrano alla perfezione maturità artistica e completezza. Il pezzo porta con sé influenze Toto, ma resta fedele alla premessa elementare del rock melodico. Anche Eat Your Heart Out deve un ringraziamento ai Toto per l’ispirazione (soprattutto nel ritornello). Always sembra uscita da un sussurro all’orecchio dei Work of Art, ma con un’altra energia. La voce di Nygren ha infatti un carisma espressivo solidissimo. Una creazione più interessante è anche Marie. La strofa, nella melodia delle linee vocali, è portata su territori alla Queen, ma »riconvertita« in modo che l’arrangiamento delle tastiere torni a fare il filo al suono dei Toto dell’era Seventh One. Riconfezionato e servito con una potenza straordinaria e tanto cuore. Marie ha tutto. Un crescendo nel ritornello con armonie vocali femminili che contrastano magistralmente l’atmosfera. Evidentemente ai ragazzi degli State of Salazar sul comporre è tutto chiarissimo.  A tenere l’album su una vibrazione alta ci pensa bene anche la Catastrophy, più veloce, verso la fine. La conclusiva Edn of Time all’inizio non promette niente di speciale, poi sboccia in un fantastico »middle eight«, dove la band si concede una forma d’arrangiamento neoclassica, e il pezzo ne esce come una vera mini suite epica, pensata come apice finale. Un piccolo, vero omaggio ai Queen.

All’album fa perdere un po’ di credibilità l’elemento »lacrimoso« che spinge per emergere, visto che i testi sono per lo più dedicati a piangere relazioni finite tra uomini e donne, cosa che disturba in particolare nelle due ballad Love of My Life e Let me Love, che scoppiano di patetismo, anche se i pezzi »stanno in piedi« (a livello d’arrangiamento, ma suonano »consumati«).

Sì. Le influenze dei pionieri dei tempi andati del rock ‘n’ roll si sentono, ma gli State of Salazar riescono comunque a ricavarne una forma convincente di atteggiamento personale, dentro la chiave per il resto prevedibile del rock melodico a cui sono votati. »All the Way« come debutto è più che ottimo. Si sente che il quintetto è davvero formato da musicisti di primo livello, che sanno esattamente cosa vogliono servire e sanno anche, e riescono a, farlo nel modo giusto. Con il debutto gli State of Salazar avvertono che siamo davanti a una band capace di regalare ancora un sacco di ottimi pezzi nel campo del rock melodico.

Ah, e già che ci siamo. Agli State of Salazar è toccato il grande onore di aprire, come prima band in scaletta, l’edizione di quest’anno del Frontiers Rock festival, nella cittadina di Trezzo sull’Adda (vicino a Milano), che si è tenuto dal 01.05.2014 al 03.05.2014. Il report completo della prima giornata del festival, in cui hanno suonato anche gli State of Salazar, lo potete leggere QUI!

Formazione

Marcus Nygren – voce
Johan Thuresson – chitarra
Stefan Mårtenson – tastiere
Johannes Hansson – basso
Kristian Brun – batteria

Produzione

Marcus Nilsson

Tracklist

1. I Believe In You
2. Field of Dreams
3. All the Way
4. Love of My Life
5. Eat Your Heart Out
6. Time to Say Goodbye
7. Marie
8. Let Me Love
9. Catastrophe
10. Always
11. Adrian
12. End of Time

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