Alle prove con i Lene kosti (2009)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Lubiana (Vič) / Slovenia
Data del concerto: 29.04.2009
Numero di spettatori: 2
Prezzo del biglietto: 0,00€
Ogni tanto capita: ti sei già messo tutto in testa per un concerto a più di 100 km da casa, hai incanalato ogni goccia di energia in quella serata, e poi salta tutto. Hmm,… la giornata rischia di diventare mortalmente noiosa e il peso della frustrazione insopportabile, a meno che non suoni il telefono e dall’altra parte non ci sia l’invito del cantante dei Lene kosti, Milan Krušič, a unirti a una delle prove regolari della band.
I Lene kosti, che quest’anno vivono una nuova primavera, sono una band che nella sua carriera ha attraversato un bel po’ di alti e bassi. Negli anni Ottanta e all’inizio dei Novanta erano famosi per i live energici ed elettrizzanti, grazie soprattutto alla fervida fantasia del carismatico cantante Milan Krušič e all’energia da shock sprigionata dal quintetto. Ma i giorni dell’innocenza e della spensieratezza sono finiti, sono arrivati lunghi anni di silenzio, e poi, lo scorso autunno, i Lene kosti si sono rimessi in moto.
I ragazzi hanno trovato nuovi motivi, nuova ispirazione, nuovo slancio. Lo confermano il ritorno della band sui palchi e la creazione di nuovo materiale. Il periodo da febbraio ad aprile di quest’anno è servito alla band per rinforzarsi e serrare i ranghi, il che le permetterà di puntare ai suoi obiettivi senza pensieri. Così, non molto tempo fa, i ragazzi hanno accolto tra le loro file un nuovo bassista, Gregor Brenko, figlio del loro ex membro e storico bassista Dare Brenko, che con la sua affidabilità e la sua dedizione al lavoro si è rivelato la soluzione ideale. Siccome poi, negli anni di lunga assenza dei Lene kosti dalla scena metal e rock, sul pianeta Terra sono soffiati nuovi venti musicali, in termini di potenza di esecuzione e di sviluppo della tecnica, la band, col desiderio di colmare il prima possibile il divario che si era creato, si è data l’obiettivo di arricchire con una maggiore forza d’urto i propri pezzi, che si distinguono per i ben noti riff marcati. Così, dopo qualche audizione, hanno “agguantato” il batterista dei Forgotten Eden, Miha Nedoh, che ha accettato di dare una mano alla band, mentre il nucleo creativo dei Lene kosti continua a essere formato dai membri imprescindibili della formazione: i fratelli Marc e Giovanni Kavaš alle chitarre e Milan Krušič.
La visita a una delle imponenti cantine di Vič, usata come rifugio, in un grigio e piovoso giorno d’aprile in una Lubiana già di suo incanutita, è iniziata con una breve riunione dei membri su quali pezzi affrontare per primi. La priorità è andata a Do Or Die, Stones Of Death, Iron Dragon, Russian Girl e I Got The. In tre ore di prova (con due pause da 20 minuti) la band ha suonato ogni pezzo quattro o cinque volte.
La cosa interessante è che i membri della band non riescono proprio a nascondere l’enorme entusiasmo per l’atteggiamento, l’approccio, la competenza e l’energia travolgente portati da Miha Nedoh, sempre di ottimo umore e sorridente. Immagina il riffing semplice e penetrante dei fratelli Kavaš nei pezzi citati dell’arsenale dei Lene kosti, a cui all’improvviso si aggiunge un vestito di colpi pieni di doppia cassa e proiettili energici, precisi al millimetro, di rullate di passaggio sui tamburi.
La prima sensazione, confermata anche dagli altri membri della squadra, era che il resto del quartetto potesse finalmente rilassarsi del tutto e concentrarsi al 100%, nel vero senso della parola, solo sul proprio lavoro. Prima c’era sempre un crampo, l’incertezza su cosa stesse succedendo alle loro spalle. Stavolta si sono appoggiati senza riserve a un solido pilastro ritmico! Si sentiva Marc sciorinare disinvolto i suoi assoli, Giovanni a denti stretti tenere i pezzi sul riff, Gregor tirare con dedizione le corde del suo basso, e Milan aumentare via via il suo contributo vocale nel corso della prova, sparando soprattutto nella seconda metà qualche urlo potente e pieno da spaccare i timpani, che ha buttato benzina sul fuoco. I ragazzi non facevano che ridere e si respirava una smisurata carica di energia positiva, idee acute su come migliorare ancora qualche pezzo, un chiaro consolidamento della squadra sulla linea da tenere per i singoli concerti annunciati per maggio.
Alla prova i Lene kosti alzavano l’asticella di giro in giro. Se prima il problema era che si suonava troppo piano, ora il problema è quasi dover tirare ogni tanto Miha per la manica perché non scappi troppo in profondità nel delirio supersonico del drumming. Come dicevo. I pezzi sono stati arricchiti di parecchi gradini di energia eruttiva e dirompente, e in questo senso i Lene kosti acquistano il vero carattere aggressivo e d’assalto di una band heavy metal rodata, che con un approccio così può spazzare via dal palco chiunque. “Rifacciamo?”, chiede Milan. “Dai, andiamo…”, risponde Marc. E la band ripete per la terza volta di fila Stones Of Death e Do Or Die. Ogni volta con più grinta e con la chimica che lega il quintetto. Un fatto interessante: ieri hanno suonato per la prima volta I Got The insieme a Miha. Ci si sono messi solo nella seconda metà della prova. Miha si è inserito subito, “al primo colpo”, in modo fenomenale. È bastata una piccola calibrazione con il batterista per le tre pause importanti (di passaggio) all’interno del pezzo, subito prima del verso di Krušič: “I got the…” e la cosa era sistemata in un attimo. A tratti sembrava che Miha fosse da tempo un membro fisso della formazione.
Durante la prova è passato a trovarli anche l’ex bassista Dare Brenko, che ricorda ancora benissimo come negli anni Ottanta la band eseguisse i singoli pezzi, e che non la smetteva più di lodare la prova, sotto la “tutela del proprio occhio da falco”. Ha fatto loro i complimenti per l’affiatamento straordinario. In due mesi i pezzi sono cresciuti in modo davvero clamoroso!
I Lene kosti sono pronti! Pronti a prendersi ciò che spetta loro. Sono i rari, se non gli unici rappresentanti “ancora in vita” della generazione apparsa in Slovenia dopo il “boom” della N.O.W.B.H.M. e che a metà anni Ottanta iniziò a suonare heavy metal. I Lene kosti sono un anello di congiunzione importante tra una miriade di ottime band della nuova ondata del metal sloveno (leggi: “post fine anni Novanta”), la cui risposta elementare e originale slovena alla popolarità del movimento “New Wave Of British Heavy Metal”, purtroppo, oggi la Slovenia esprime male, perché i coetanei dei Lene kosti, ovvero band come Turbo, Krom, (prava) Pomaranča, sono sepolti da molti anni.
Insomma, i Lene kosti sono saldamente concentrati a condividere la forza e la creatività ritrovate, a offrire e presentare la propria immagine ai primi tre concerti di maggio: il 09.05.2009 a Ivančna Gorica, il 16.05.2009 a Scheifling, in Austria e il 18.05.2009 all’Orto Bar di Lubiana al RockLine II. fest. Nonostante fosse tardi, dalla prova non avevo nessuna fretta di andarmene. Mi sono letteralmente bevuto l’energia che si sprigionava mentre il quintetto suonava, come se mi stessi stendendo pigramente ai raggi del sole estivo!
foto: Aleš Podbrežnik
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