Altro che lipizzani: a Lipica sono arrivati gli stalloni italiani (2008)
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Casino Lipica / Lipica / Slovenia
Data del concerto: 12.12.2008
Pubblico: 100 persone
Prezzo del biglietto: 0,00 €
I Le Orme vengono da Venezia e da noi, o comunque nei dintorni della Slovenia, si sono fatti vedere già parecchie volte, quindi era quasi un peccato non aver ancora visto dal vivo queste leggende della musica sinfonica italiana. Stavolta hanno fatto tappa al Casino di Lipica. I casinò sembrano ormai una costante per i Le Orme, visto che di serate in posti così “sfortunati” ne hanno già fatte parecchie.
In Italia i Le Orme sono ovviamente ancora un nome parecchio conosciuto. Magari non quanto Premiata Forneria Marconi o Banco del mutuo soccorso, ma tanta gente si ricorda ancora le loro “belle canzone”. Il casinò di Lipica è quindi una location piuttosto adatta per i Le Orme, visto che è sempre pieno di papaveri italiani che ci spendono i loro soldini.
Sul posto si era radunata una bella folla, ma all’inizio non si capiva quanti fossero venuti per il concerto e quanti per giocare a tombola. Si sono visti anche parecchi sloveni: tra i chiassosi discorsi in italiano ogni tanto si sentiva anche qualche parola in sloveno.
L’esibizione è partita con una versione imponente di L’Infinito, dal loro ultimo album. Si sentivano un sacco di motivi classici e, nelle parti vocali, a brillare ancora una volta è stata l’indistruttibile voce di Aldo. Hanno proseguito con due pezzi da Uomo di Pezza, la ballata Gioco di bimba, in cui il pubblico ha cantato con entusiasmo, e la più sperimentale La porta chiusa. Sono seguiti solo classici, poi Aldo ci ha sorpresi annunciando il loro grande successo degli anni Ottanta, Marinai, con il pubblico di nuovo in coro. Una volta soddisfatta la voglia di pop, ci hanno riportato al loro periodo d’oro. All’inizio sono stato elettrizzato quando ho sentito Fine di un viaggio dal mio album preferito, Florian (la recensione la trovi QUI), però questa versione non mi ha convinto granché, perché Michelle Bon ha sostituito le parti di mandolino e violino con delle tastiere dal suono fastidioso. Poi è arrivata Figure di Cartone, che negli anni Settanta in Italia rappresentava un esperimento con i sintetizzatori moog simile a Lucky Man di Emerson, Lake & Palmer. Alla fine, però, il meglio se lo sono tenuto per ultimo: ci hanno suonato un estratto di venti minuti dal loro ambizioso concept Felona e Sorona. Dopo un finale così i ragazzi hanno salutato, ma il pubblico, entusiasta, li ha richiamati sul palco per un’ultima prelibatezza.
I Le Orme sono ancora in forma smagliante. Aldo Tagliapietra non sarà il miglior chitarrista e bassista, ma la sua voce è ancora eccezionale. È incredibile che altezze riesca a raggiungere ancora oggi. Se volessero, i Le Orme potrebbero probabilmente essere una delle band più popolari d’Italia, perché la voce di Aldo è fenomenale e sarebbe perfetta anche per i vari festival della canzone italiana. Per questo la loro dedizione a una musica meno commerciale va premiata ancora di più. Peccato anche che Aldo non si sia portato dietro il sitar, che usa volentieri negli ultimi album, e abbia scelto soltanto una chitarra a doppio manico (basso + dodici corde). Michi dei Rossi è sempre il rocker instancabile di una volta, capace di spronare la folla a partecipare di più. È ancora un batterista splendido, con un ottimo senso del ritmo e dei suoi cambi. Il membro più giovane, nonché unico tastierista rimasto (dopo l’uscita di Andrea Bassato), Michele Bon, è stato sicurissimo sulle tastiere. Un paio di sbavature, ma niente di troppo evidente.
L’ambiente forse non era il più adatto a questo tipo di musica, ma mi sembra che i Le Orme abbiano tirato fuori dalla serata tutto il possibile. Sapendo di suonare per un pubblico che conosce anche la loro roba più commerciale, hanno dovuto infilarne un po’ anche nella scaletta. In questo senso a spiccare è stata soprattutto Marinai (con cui negli anni Ottanta si sono esibiti anche al festival San Remo), con la gente che aiutava Aldo a cantare i ritornelli. Lo stesso è successo con altre ballate, per esempio Gioco di bimba. I Le Orme bisognerà comunque andare a vederli in un posto più adatto, dove i membri abbiano più libertà nella scelta dei pezzi. L’impressione generale dopo il concerto è buona. I Le Orme hanno suonato un’ora e mezza abbondante, onesta, e non ci si è mai annoiati. Si vedeva che c’era un po’ più di enfasi sulle ballate, ma le loro ballate sono così belle e potenti che, in fondo, non ha dato fastidio.
Foto: Aleš Podbrežnik
Scaletta
1. L’Infinito 2. Gioco di bimba 3. La porta chiusa 4. Frutto acerbo 5. Amico di ieri 6. Marinai 7. Fine di un Viaggio 8. Figure di cartone 9. Felona e Sorona (Sospesi nell Incredibile, Felona, Sorona, Attesa Inerte, Al Infuori del Tempo, Ritorno al Nulla) 10. Collage
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