Amon Amarth: The Great Heathen Army
Etichetta: Metal Blade Records
Data di uscita: 22. 8. 2022
Produzione: Andy Sneap
Durata album: 42.59 min
Genere: Melodic Death Metal
Voto: 7/10
Dopo tre anni i barbuti svedesi Amon Amarth sono tornati ad approdare sulle sponde sonore dei metallari e, superato il Covid, ci hanno consegnato il loro nuovo album, già il dodicesimo in studio: ‘The Great Heathen Army’. Il titolo viene dalla coalizione di regni vichinghi che nell’865 attaccò l’Inghilterra, guidata dai figli del leggendario Ragnar Lothbrok per vendicare l’uccisione del padre.
L’opener ‘Get in a Ring’ è un pezzo incazzato, dal suono sporco delle chitarre di Olavi e Johan, che ricorderemo probabilmente soprattutto per il videoclip con la superstar del wrestling Joseph Ruud, noto anche come “Erik il Rosso”, lui stesso grande fan della musica metal. La rabbia passa dall’apertura alla title track ‘The Great Heathen Army’, che con suoni altrettanto furiosi e melodie piuttosto opprimenti annuncia l’arrivo vendicativo degli uomini del Nord in Inghilterra nell’865 e, di conseguenza, la conquista della città di York.
“We’ve traveled far to claim our right, With vengeance for our father’s death we fight, We’ll put your King’s head on a spike”
‘Heidrun’ è un brano melodico da sbronza che, in stile “Raise your horns”, racconta di questa capra mitica sul tetto del Valhalla, che si nutre delle foglie di Yggdrasil e dalle cui mammelle, al posto del latte, cola idromele a far festa ai vichinghi caduti, quelli che si sono guadagnati l’onore di passare l’aldilà in questa venerabile “istituzione”. ‘Oden Owns You All’, dopo un’intro marcatamente tutta di batteria, si trasforma presto in un berserker sonico scatenato e inferocito, che si calma solo per brevi pause melodiche da inno.
“Hearts on fire, blood and steel, You will die or you will kneel
Death will follow, you can’t hide, Oden owns you, join his side”
‘Find A Way Or Make One’ è il classico inno di battaglia degli AA, con il ritmo e la melodia inconfondibili e un’ottima intesa tra i due chitarristi negli assoli, mentre il testo è uno di quelli che hanno reso Amon Amarth, e l’epoca dei vichinghi in generale, così popolari: la storia di un guerriero che si ritrova da solo sul campo di battaglia contro un avversario possente.
“No matter what thе odds I will never kneel, I trust in ancient Gods and my hеart of steel
So, send your best with wrath, you cannot block my path, Though your arrows block the sun, I’ll find a way or make one!”
Gli Amon Amarth proseguono con l’epica ‘Dawn of Norseman’, che con i passaggi melodici in stile acustico a metà brano sfiora il melodeath che gli Insomnium coltivano con tanta maestria. Segue forse il pezzo più interessante, ‘Saxons and Vikings’. Il testo è in pratica un insultarsi a vicenda prima della battaglia, e gli svedesi hanno invitato come ospite un vero “Saxon”, Biff Byford; lui canta alla grande le sue parti, come si addice a una leggenda del suo calibro, si è scritto da solo pure la sua parte di testo, e un assolo di chitarra ce l’hanno messo anche i chitarristi dei Saxon Paul Quinn e Doug Scarratt.
“Another day, another fight, The battle rages on
There is no truce in sight, ‘Tween Saxons and Vikings”
Chiudono il disco ‘Skagul Rides With Me’, un altro tipico canto guerriero degli AA, e la più lenta ed epica ‘The Serpent’s Trail’: un pezzo filosofico in cui la scia del serpente velenoso rappresenta un labirinto attraverso il territorio della morte lungo la strada per l’inferno e, in senso figurato, il cammino in cui devi accettare la situazione e affrontare i “demoni” per risolvere il problema.
“Someone told me, keep your feet, If you are to walk this way
A fearless heart with a steady beat, Or else you may be led astray”
In tanti anni di attività gli Amon Amarth hanno costruito un vero “brand”, che vendono senza fatica. E chiunque sia stato a un loro concerto sa che sono uno spettacolo che col tempo diventa sempre più grande. Con ‘The Great Heathen Army’ la band resta al sicuro nel territorio conosciuto e non rischia razzie in altre terre, e questo fa sorgere una domanda: gli Amon Amarth sono diventati una band di cui compriamo lo spettacolo al posto della musica? L’album è prodotto in modo superbo, la musica è suonata a livelli alti, i pezzi sono tipicamente da Amon Amarth, ma a fine ascolto resta comunque la sensazione che manchi qualcosa.
Autore: Sebastijan Videc
Tracklist:
1. Get in the Ring
2. The Great Heathen Army
3. Heidrun
4. Oden Owns You All
5. Find a Way or Make One
6. Dawn of Norseman
7. Saxons and Vikings (feat. Saxon)
8. Skagul Rides With Me
9. The Serpent’s Trail
Formazione:
Johan Hegg – voce
Olavi Mikkonen – chitarra
Johan Söderberg – chitarra
Ted Lundström – basso
Jocke Wallgren – batteria