Ancora riverbero, per favore! (2014)
Luogo: Lubiana
Data del concerto: 19.03.2014
Numero di spettatori: 50
Prezzo del biglietto: 5 €
»What a boring band!« ha urlato senza pensarci troppo, magari complice un po’ di lubrificante sociale, un signore più avanti con gli anni. I Werefox hanno dimostrato esattamente il contrario: il concerto al Channel Zero si può mettere in archivio, a mente serena, come la prova che in Slovenia esiste una band capace di fare da riferimento per tutto ciò che si muove in ambito alternativo.
Il filo rosso del concerto si è snodato chiaro e vivo per tutta la serata. Senza scossoni e senza passi troppo azzardati, i Werefox ci hanno portati nel loro mondo fatto di melodie lontane e pavimenti che tremano. Del loro live vanno lodate due cose: una base solida e una rifinitura melodica impeccabile. Lo sviluppo di I Am Memory poggiava soprattutto su una crescita dolce e ostinata del volume, fino a un picco esplosivo. Ma la band non ci ha portati a quell’atmosfera carica di dinamite con chissà quale show sul palco, tipo giri di chitarra, salti e compagnia. No, proprio la mancanza di dinamismo visivo ha lasciato lo spazio giusto perché gli arrangiamenti potessero respirare e allargarsi. Detta semplice: i Werefox hanno portato a casa il set senza tentennamenti, con tanto slancio e un bel po’ di sicurezza.
Il suono non ha sofferto più di tanto, nonostante la posizione e lo spazio del club. Ogni tanto le frequenze basse spuntavano da chissà dove e impastavano un’armonia strumentale già bella ricca. L’atmosfera del suono di chitarra e della performance richiamava le sfumature più sporche del suono di chitarra di Hince (The Kills): meno stanza, meno definizione. Sotto il vestito melodico, intanto, la base ritmica dettava il tempo con ostinazione e solidità, senza salti o azzardi eccessivi, ma con abbastanza margine di manovra. Le parti vocali, invece, hanno lasciato un effetto un po’ diverso durante il concerto. In un quadro strumentale così a posto, la figura della cantante proprio non riusciva a entrare con naturalezza nell’esecuzione. Verso la fine ci si è messa pure la tecnica a fare i dispetti; i motivi insomma sono più d’uno, ma resta comunque nel concerto una strana vuotezza a tratti.
Mercoledì sera l’abbiamo passata affogati nel riverbero e nella trance della melodicità dei Werefox. La band fissa senza dubbio lo standard dell’esecuzione strumentale dal vivo per tutti i gruppi che si autoproclamano alternativi. I Am Memory rappresenta così sia il percorso di crescita della band, sia le loro sfumature e i loro veli musicali: dinamica attraverso la staticità, atmosfera attraverso una semplicità solo apparente. Ancora riverbero, per favore!
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