Anorak in the UK: Live
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Marillion
Etichetta: EMI Records
Uscita: 2002
Durata: 70:24
Voto: 4.5/5
»Anorak in the UK: Live« è il live album del «segreto musicale britannico meglio custodito», registrato durante il tour a supporto dell’allora attuale album in studio »Anoraknophobia« (2001). Era il loro terzo documento dal vivo ufficiale e il secondo con il cantante Steve ‘Mr H’ Hogarth in formazione dopo »Made Again« (1996). Il disco è uscito in due versioni diverse. Quella standard, che si trovava più o meno in metà dei negozi e che è uscita per EMI, era singola, mentre i fan più fedeli potevano ordinare la versione doppia, ampliata, tramite il sito ufficiale dei Marillion. In copertina, proprio come su »Anoraknophobia«, c’è un gruppo di ‘Barry’, la risposta della band al popolare personaggio di Kenny della controversa serie animata americana South Park.
»Anorak in the UK: Live« raccoglie una selezione di esecuzioni dai concerti della band a Manchester, Wolverhampton e Londra. Le tre date si sono susseguite verso la fine di maggio 2001. Com’era prevedibile, »Anoraknophobia« ha avuto la precedenza nella scelta dei brani: in quel tour i Marillion hanno suonato più della metà delle canzoni di questo lavoro davvero riuscito. Curioso che oggi i pezzi di »Anoraknophobia« finiscano di rado in scaletta, mentre per altri cinque anni circa dopo l’uscita originale dell’album venivano suonati praticamente a ogni occasione. Comunque sia, »Anorak in the UK: Live«, soprattutto nella versione doppia, è un documento live splendido, che cattura una band in forma smagliante, che si gode palesemente il momento di presentare dal vivo i pezzi nuovi, spinta da un pubblico decisamente rumoroso.
Il goliardico ma energico »Separated Out«, una dedica scherzosa a tutti i fan più fedeli, è stata di sicuro una scelta un po’ insolita per aprire il concerto, mentre molto più interessante risulta l’ottimo »Quartz«, dove i Marillion si prendono anche un po’ di tempo per allungare il brano in improvvisazione. Il carismatico Hogarth, con la sua voce travolgente, tiene alta l’atmosfera per tutto il tempo, mentre il chitarrista Steve Rothery e il tastierista Mark Kelly, come al solito, sono i garanti della finezza dei singoli arrangiamenti. L’intesa ritmica, complessa e giocosa, tra il bassista Pete Trewavas e il batterista Ian Mosley si concede ogni tanto qualche capriccio improvvisativo pieno di spirito, ma non si allontana mai dalla forma dei singoli pezzi. La produzione, curata con l’aiuto del collaboratore di lunga data Dave Meegan, è splendida e la maggior parte delle esecuzioni suona del tutto alla pari delle versioni in studio.
La ballata rock melodica »Map of the World« alza ancora il tasso di ottimismo, mentre per un contrasto adeguato arriva la drammatica e malinconica chiusura »Out of This World«, dedicata allo sfortunato pilota di motoscafi da record Donald Campbell. L’atmosfera da festa torna con il rocker tosto »Between You And Me«, che fa parte dei loro lavori, diciamo così, un po’ più ‘commerciali’ dell’ultimo decennio. È pensato soprattutto per far salire la temperatura in sala. Il classico »The Great Escape«, uno dei punti più alti di questa registrazione, richiama con successo il ricordo del loro splendido capolavoro concettuale »Brave« (1994), mentre con la bravura di »King«, dedicata a tutte le ‘star’ cadute, tornano a »Afraid of Sunlight« (1995), anche questo uno dei loro risultati migliori.
La giostra sperimentale »If My Heart Were a Ball It Would Roll Uphill« coglie in modo convincente i membri della band sulle ali di un’avventura art rock senza freni e offre l’occasione per qualche stacco solista un po’ più lungo. ŠLa sorpresa più grande dell’intera registrazione è l’ottima esecuzione dello standard »Waiting to Happen«, tratto dall’album »Holidays In Eden« (1991), che all’epoca era stato un po’ ingiustamente dimenticato. La registrazione si chiude in modo magnifico e anche intimo, con la splendida ballata »Easter«, con cui tornano ancora più indietro nel tempo, al primo album di H con i Marillion, »Seasons End« (1989). Questa versione di »Easter« si trova solo sulla versione singola di »Anorak in the UK: Live«, mentre su quella doppia non c’è. Per questo non c’è motivo di accusare la band di aver costretto i fan più sfegatati a comprare anche l’edizione singola, visto che questa versione di »Easter« è uscita come bonus su altre raccolte live ufficiali e semi-ufficiali.
La versione doppia di »Anorak in the UK: Live«, disponibile solo ordinandola dal sito ufficiale dei Marillion, contiene esecuzioni di brani dei tre album precedenti a »Anoraknophobia«, cioè »This Strange Engine« (1997), Radiation« (1998) e »Marillion.com« (1999). Nell’edizione singola gli standard di questi tre dischi si fanno sentire parecchio, quindi è una gioia trovare nella versione ‘ampliata’ ottime esecuzioni di pezzi spesso ‘dimenticati’ come »Man of a Thousand Faces«, »Rich«, »Go!« e »The Answering Machine«. In più, nell’edizione doppia c’è anche lo standard di »Brave«, »Mad«, mentre a chiudere i brani di »Anoraknophobia« ci pensano »This Is the 21st Century« e »When I Meet God«. Questo vuol dire che la ballata »The Fruit of the Wild Rose« è l’unico pezzo di »Anoraknophobia« a ‘mancare’ nell’edizione doppia.
»Anorak in the UK: Live« è un documento vivido ed energico di come suonavano dal vivo i Marillion all’alba del XXI secolo. Chi ama l’album »Anoraknophobia« con questo live andrà sicuramente a nozze, perché tutti gli standard di quel lavoro in studio dal vivo rendono alla grande, mentre non pochi, soprattutto nell’edizione singola, sentiranno la mancanza di parecchi favoriti di lunga data, che cercheranno invano con la ‘lente d’ingrandimento’. Nonostante i buoni 70 minuti di durata, la versione singola di »Anorak in the UK: Live« passa fin troppo in fretta, quindi ai fan di lunga data, nonostante l’assenza della splendida versione di »Easter«, si consiglia caldamente di ordinare la versione doppia, che contiene altrettanta musica in più rispetto all’edizione ‘normale’.
Formazione
Steve Hogarth – voce
Steve Rothery – chitarra
Pete Trewavas – basso
Mark Kell – tastiere
Ian Mosley – batteria
Produzione
Dave Meegan
Tracklist
1. Intro / Separated Out
2. Quartz
3. Map of the World
4. Out of This World
5. Between You and Me
6. The Great Escape
7. King
8. If My Heart Were a Ball it Would Roll Uphill
9. Waiting To Happen
10. Easter