Aqualung 40th Anniversary Special Edition
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Jethro Tull
Etichetta: EMI Records
Uscita: 2011
Durata: 42:57
Voto: 5/5
Quest’anno ricorrono esattamente quarant’anni dall’uscita di uno dei più grandi capolavori da studio nella storia del rock progressivo, quello che ha catapultato i Jethro Tull tra le leggende immortali della musica. Stiamo parlando ovviamente di “Aqualung”, forse non il miglior album della loro carriera, ma di sicuro il più importante e, all’uscita, un prodotto praticamente rivoluzionario dell’arte musicale moderna. Anche se in quattro decenni è stato sviscerato in lungo e in largo, e una di queste analisi, la recensione dell’album originale del 1971, la trovi anche sulle nostre pagine, questo gioiello della corona dell’età d’oro del rock progressivo e classico, con il suo messaggio musicale e lirico, continua a far ribollire gli animi.
Contrariamente a quanto si crede, “Aqualung” non è mai stato un concept album, anche se i testi sono legati da una satira feroce sulla stratificazione sociale della società britannica contemporanea e sulle derive delle religioni organizzate, Chiesa anglicana in testa. Il ‘protagonista’ del titolo è prima di tutto un’allusione al senso di colpa che stringe il cuore a chiunque abbia un minimo di coscienza e di attenzione per il prossimo, quando in mezzo alla strada vede un mendicante/barbone a cui un riccone ingrassato come un cappone schiaccia nella mano tesa il mozzicone di una sigaretta accesa e, tra una risata fragorosa e l’altra, rovescia le bottiglie mezze vuote di liquore con cui quel poveraccio cerca di consolare le ferite del corpo, dell’anima e dello spirito.
Dall’altra parte, alcuni testi dell’album toccano anche l’ipocrisia delle religioni organizzate, per le quali la spiritualità è solo una faccenda secondaria, mentre badano a far arricchire e ingrassare sempre di più i propri parrocchiani. Purtroppo immagini simili, che accompagnano i testi di vari evergreen dei Tull come la title track (stratificazione sociale e indifferenza), “Cross-Eyed mary” (prostituzione adolescenziale), “Cheap Day Return” (quotidiano vuoto che si ripete all’infinito), “Mother Goose” (sistema educativo fossilizzato), “Up To Me” (attività del tempo libero della classe operaia che non appagano la persona) e “My God” (religione commercializzata) sono, grazie a un capitalismo tornato dalla tomba, maledettamente attuali ancora oggi, forse persino più che all’epoca dell’uscita originale dell’album.
La formazione che ha registrato “Aqualung” è tra le più amate della storia della band, come confermerà la maggior parte dei fan di lunga data. Sotto la guida del carismatico cantante/flautista/polistrumentista/paroliere Ian Anderson, ormai da un pezzo alfa e omega del gruppo, il suo membro di gran lunga più riconoscibile, praticamente un marchio di fabbrica, la formazione dei Tull di allora contava alcuni talenti musicali eccezionali e personaggi altrettanto carismatici, a cui sarebbero toccati in seguito destini piuttosto diversi. Martin ‘Lancelot’ Barre, con i suoi riff originali, si è affermato proprio qui in modo definitivo come il chitarrista ‘eterno’ dei Tull ed è ancora oggi, insieme a Ian, l’unico membro rimasto di quella versione della band.
“Aqualung” è stato l’ultimo album del batterista originale Clive Bunker, che qui ha lasciato la migliore prestazione della sua carriera dietro le pelli. Intanto il bassista Jeffrey Hammond-Hammond, al suo debutto davanti ai fan della band, e il tastierista tuttofare John Evans, amici di lunga data di Ian fin dai tempi della The John Evan band, da eterni burloni si occupavano anche dell’umorismo. I Jethro Tull, con la loro immagine trasandata da incrocio tra zoticoni di montagna, braccianti e folletti irlandesi, fin dagli esordi ‘godevano’ presso i sedicenti custodi della morale pubblica e dell’ordine della fama di band ‘malfamata’.
Il volto musicale di gran parte dell’album rifletteva la fase ‘hard rock’ di allora delle leggende del rock progressivo, con un forte accento sui riff taglienti di Barre. In questo periodo i Jethro Tull sperimentavano ancora a tutto spiano con influenze musicali diverse e svilupparono gradualmente il loro stile riconoscibile, che prese contorni chiari proprio su “Aqualung”. Fu proprio allora che si scrollarono definitivamente di dosso tutte le influenze blues rock che dominavano il primo periodo della carriera e svilupparono una fusione tutta loro di elementi hard rock, sinfonici, folk e jazz, spingendo ancora oltre l’ambient cupo seminato nel precedente album “Benefit” (1970). Oltre ai classici già citati, una menzione speciale se la merita di sicuro “Locomotive Breath” (metafora della corsa continua e della velocità con cui scorre la quotidianità), che non è solo il brano più noto dell’album, ma anche il più grande classico della storia della band, e che non può mancare in nessun concerto dal vivo.
Uno degli aneddoti più interessanti legati alla nascita di “Aqualung” riguarda la sua copertina cult. Ian ancora oggi non la ama granché, perché dopo aver posato in studio con un cappotto consumato non si aspettava che l’immagine finale di un barbone intirizzito, in piedi davanti a un manifesto strappato che pubblicizza una sciata delle feste, si rivelasse un suo autoritratto. Lo stesso vale per l’altra immagine, sul retro, dove lo stesso barbone se ne sta seduto in compagnia di un cane ed è di nuovo incredibilmente simile al capo di quella band cult del rock progressivo. Tra il ‘protagonista’ centrale dell’album e Ian si è creato così un segno di uguale, che ha accresciuto ulteriormente la mitologia folkloristica che accompagna la band praticamente fin dalla nascita. Burton Silverman, autore di entrambi i dipinti a olio, negli anni successivi ha perfino preteso (senza successo) la sua fetta di torta per l’uso dell’iconografia di “Aqualung”. Un altro aneddoto riguarda il titolo dell’album: ci furono parecchi problemi con la tutela dei diritti d’autore, perché si chiamava allo stesso modo anche un apparecchio subacqueo americano, parte dell’attrezzatura da sub.
La novità principale dell’edizione speciale di “Aqualung” è soprattutto il remix audio completamente rifatto. I fan di lunga data sanno bene che Ian non è mai stato soddisfatto della produzione di questo album. Le condizioni difficili dovute allo status pionieristico di uno studio di registrazione semisconosciuto di proprietà della Island Records, una ex chiesa, si sentivano eccome nella produzione, curata da Ian e dall’allora manager della band Terry Ellis. Con grande gioia di tutti, del remix audio di questa speciale doppia edizione si è occupato nientemeno che Steven Wilson (Porcupine Tree, Blackfield, No-Man), negli ultimi anni grande mecenate del rock progressivo e custode dell’eredità dei suoi nomi più importanti. Wilson nel remix ha mantenuto quelle qualità di produzione che avevano caratterizzato la versione originale, migliorando però la qualità generale, soprattutto la chiarezza del suono, così che ora per la prima volta si distinguono nettamente tutti i singoli strumenti. Ian non la smetteva più di elogiare il remix di Steven. A sua detta lo assumerebbe volentieri come fonico fisso, ma purtroppo Steven, oltre al lavoro con i Porcupine Tree, come musicista e produttore è sommerso fino al collo da altri progetti collaterali.
Il disco extra contiene parecchie chicche del periodo tra il 1970 e il 1971, che renderanno felicissimi tutti i fan di lunga data e i collezionisti, anche se la maggior parte l’hanno già sentita e raccolta nelle varie edizioni precedenti. Vale per “Life Is a Long Song” e “Up the ‘Pool”, che negli anni sono diventate classici dei Tull, ma anche per “Dr. Bogenbroom, “From Later” e “Nursie”. Tutti questi brani, registrati il 17 maggio 1971, erano già usciti sul leggendario album raccolta “Living in the Past” (1972), solo che stavolta hanno una produzione nettamente migliorata. “Lick Your Fingers Clean” era già uscita come bonus track nella versione CD di “Aqualung” del 1998.
Rarità ben più grosse sono “Just Trying To Be” (uscita prima come bonus track nella riedizione di “Benefit” del 2001), la prima versione di “My God” e “Wond’ring Aloud”, registrate il 21 giugno 1970 dalla formazione in cui c’era ancora il bassista originale Glenn Cornick. Non meno interessanti sono la prima versione di “Wind-Up”, la seconda versione di “Slipstream”, la prima versione di “Up the Pool” e “Wond’ring Aloud, Again”. La maggior parte di questi brani compare per la prima volta su un CD ufficiale. In chiusura c’è anche uno spot radiofonico americano di meno di un minuto con Ian protagonista, aggiunta di sicuro divertente, soprattutto per tutti i nostalgici che ricordano ancora i tempi in cui le nuove uscite non si promuovevano su internet, ma anche per i fan un po’ più giovani che all’epoca non erano ancora venuti al mondo.
L’edizione definitiva di “Aqualung” è un premio per tutti i fan di lunga data che hanno aspettato con pazienza la qualità sonora che l’album avrebbe dovuto avere già all’uscita nel 1971. Un bel extra della doppia riedizione è anche il corposo libretto, pieno di informazioni interessanti grazie a un’intervista a Ian, che ha anche partecipato attivamente alla preparazione di questa versione dell’album leggendario. Il fatto che alla fine abbia ringraziato Martin Barre e tutti gli ex membri dei Jethro Tull che hanno suonato sull’album e nel tour successivo è un gesto senza dubbio positivissimo, che dimostra che, nonostante gli anni passati e certi dissapori del passato, tra loro sono rimasti rapporti di amicizia.
Formazione
Ian Anderson – voce, flauto, chitarra acustica, chitarra elettrica
Martin Barre – chitarra elettrica, descant recorder
Jeffrey Hammond-Hammond – basso, alto recorder, cori
Clive Bunker – batteria, percussioni
John Evans – pianoforte, organo, melotron
Glenn Cornick – basso (solo sul CD #2)
Produzione
Ian Anderson & Terry Ellis
Tracklist
CD 1.
1. Aqualung (6:31)
2. Cross-Eyed Mary (4:09)
3. Cheap Day Return (1:23)
4. Mother Goose (3:52)
5. Wond’ring Aloud (1:56)
6. Up To Me (3:18)
7. My God (7:10)
8. Hymn 43 (3:18)
9. Slipstream (1:13)
10. Locomotive Breath (4:25)
11. Wind-Up (5:42)
CD 2.:
1. Lick Your Fingers Clean* (2:49)
2. Just Trying To Be* (1:37)
3. My God**(9:42)
4. Wond’ring Aloud (13th December 1970) (1:51)
5. Wind-Up (Early Version – New Mix)(5:21)
6. Slipstream (Take 2) (0:54)
7. Up The ‘Pool** (1:12)
8. Wond’ring Aloud, Again (Full Morgan Version) (7:07)
9. Life Is A Long Song* (3:19)
10. Up The ‘Pool* (3:12)
11. Dr Bogenbroom***(3:00)
12. From Later***(2:08)
13. Nursie***(1:37)
14. US Radio Spot (0:52)
* new mix
** early version
*** remaster 2011