Gli internazionali motherfucker fanno ancora tremare il Bluesiana! (2011)

0 10

Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Bluesiana Rock Cafe / Velden am Woerthersee (Carinzia) / Austria
Data del concerto: 05.12.2011
Numero di spettatori: 70

Il “superquartetto” che si battezza da solo (mezzo per scherzo) con la sigla I.M.F.s. sta diventando, nei fatti, la band a cui ormai si sta appiccicando il soprannome di “arredamento fisso del Bluesiana”! I ragazzi “decodificano” volentieri la sigla per tutti i curiosi: (the) “International Mother Fuckers”. Stevie Salas alla chitarra, Bernard Fowler alla voce, Dave Abruzzese (Pearl Jam) alla batteria e Jara Harris al basso. Questi tizi non hanno davvero bisogno di tante righe per presentarsi. Eppure stavolta il concerto ha portato qualche novità. Dietro le pelli non c’era Abruzzese, così a prendere posto alla batteria è stato proprio Jara Harris, il bassista standard degli IMFs (Slapback, ha collaborato anche con Alicia Keys), mentre al basso, per questa serata degli I.M.F.s al Bluesiana, c’era Dorian Heartsong.

Salas (Mick Jagger, Buddy Miles, Rod Stewart, Steve Vai, Zakk Wilde, George Clinton, Bootsy Collins, Duran Duran, Terence Trent d’Arby, Jordin Sparks,…) e Fowler (The Rolling Stones, Ryuchi Sakamoto, Gill Scott-Heron, Sly & Robbie, Material, Bootsy Collins, Duran Duran, Herb Alpert, Paul Carrack, Yoko Ono, Living Colour, Herbie Hancock,…) sono vecchi amici fin dai tempi dei Nickelbag. Va detto che ogni tanto al basso con i ragazzi ha suonato anche l’unico e inimitabile T.M. Stevens. Dorian Heartsong non è certo un novellino nel business musicale. Ha collaborato agli album in studio di Salas “Shapeshifter” e “Be What It Is”, all’album in studio “Out of Nowhere” di Vinnie Moore, oggi chitarrista degli U.F.O., ha suonato nell’album “One Million Dollars” dei Roadsaw ed è stato fino al 2001, con il nome di “Dorian 27”, il bassista dei Powerman 5000, band di metal sfrenato. Heartsong è anche un grande appassionato e maestro nel rifare i classici dei Led Zeppelin, tanto che Jason Bonham, il figlio di Bonzo, l’ha arruolato nel suo progetto chiamato Jason Bonham’s Led Zeppelin Experience.

Questa reunion di Salas e Fowler al Bluesiana è stata già la quarta in assoluto. Gli I.M.F.s vengono di solito prenotati al Bluesiana a fine stagione concertistica. E questo è il periodo in cui la gente di solito si dimentica dei concerti per un paio di mesi e si concentra sugli acquisti dei regalini di Capodanno, sulle vacanze di fine anno e roba simile. Trascinarla sotto un palco è più dura. E anche stavolta il Bluesiana non ha potuto vantare un numero di presenti particolarmente alto tra quelli che si sono radunati per salutare questi musicisti di primo piano.

I ragazzi hanno attaccato addirittura prima delle dieci di sera! Nonostante la formazione un po’ rimescolata e un Harris alla batteria di tutt’altra pasta rispetto ad Abruzzese (non usava proprio i tom di passaggio), non c’era da temere di perdersi per intero le sensazioni intense che nascono da questa formazione e dall’alchimia di questi irriducibili fusionisti funk blues. Si sentiva che Harris non è un batterista di base, ma il ritmo ce l’ha ovviamente nel sangue. Salas durante il concerto si è girato più volte verso di lui per guidarlo, dicendogli quando lanciare la fortezza ritmica al galoppo e/o quando fermarsi. Questi scambi erano particolarmente intensi soprattutto negli attacchi e nelle chiusure dei singoli pezzi in scaletta. Consapevole della situazione, venutasi a creare per Salas e Fowler evidentemente all’ultimo momento e senza alcuna pianificazione, il quartetto ha scherzato più volte, in modo molto colorito, a proprie spese.

In due momenti si è unito al gruppo sul palco come ospite speciale della serata anche Sugar Blue all’armonica, che con Fowler aveva collaborato nei The Rolling Stones. La sua armonica caratterizza l’evergreen dei The Rolling Stones Miss You, perciò la band si è cimentata anche nell’esecuzione dal vivo di questo pezzo. L’ha fatto nel bis, proprio a chiusura del concerto. Salas aveva avvisato i presenti che la band quel brano lo suonava per la prima volta, e ha chiesto un po’ di comprensione mentre i ragazzi si accordavano prima di eseguirlo. Solo in questo pezzo Harris è passato al basso, e il posto alla batteria l’ha preso Dorian Heartsong.

In scaletta sono finiti anche lo standard funk pulsante Pump It Up dall’album di Salas “Shapeshifter”, The Red Rooster, Are The Gods Smiling On Me, Bring It Easy e, nella parte finale, la attesissima I Don’t Know Why I Love You (suonata nel bis), in cui è sprizzato con particolare intensità il lato sottile di Fowler come cantante e la sua capacità di infilare in modo convincente una serie di stati d’animo diversi.

Il rito funk è finito in un battito di ciglia. In un’ora e 40 minuti. L’accoppiata Fowler / Salas resta da sogno! A causa dei cambi di formazione stavolta gli IMFs non hanno senz’altro raggiunto il loro massimo sul palco, ma con la loro routine, il loro sapere e la loro ricca esperienza questo non li ha minimamente fatti deragliare. Anche stavolta il locale è stato inondato dalla sensazione concreta di cavalcare un’onda gigantesca di magia musicale unica, che sa creare solo Stevie Salas con i suoi compagni di merende.La potenza funk, unica nel suo genere, ha confermato ancora una volta che il Bluesiana è la sua seconda casa!

foto: Aleš Podbrežnik

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie