Are You Sitting Comfortably?
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: IQ
Etichetta: Giant Electric Pea
Uscita: 1989
Durata: 50:52
Voto: 3/5
»Are You Sitting Comfortably« è stato il secondo e al tempo stesso ultimo album degli IQ con Paul ‘P.L.’ Menel al microfono. Oggi la leggendaria band neoprog si ricorda solo di rado, e a ragione, di questo episodio stilisticamente così fuori dai suoi canoni, registrato poco dopo il tour con i celebri Mike And The Mechanics, dove gli IQ facevano da spalla. Nei concerti di oggi, per dire, i pezzi di questo disco non si sentono più da un pezzo, il che dopo il ritorno del cantante originale Peter Nicholls e il recupero delle solide fondamenta progrock non stupisce per niente. »Are You Sitting Comfortably?«, pieno zeppo di tracce di new wave e pop rock, era infatti per molti versi il seguito stilistico del predecessore »Nomzamo« (1987), con la differenza che la maggior parte dei pezzi, tra la caccia più sfacciata al successo commerciale e il puntare soprattutto su arrangiamenti melodici più pieni, era ancora un filo meno ispirata.
Il problema non era che gli IQ non fossero capaci di scrivere qualche pezzo più commerciale e potenzialmente interessante, con il marchio del pop, ma che la maggior parte di questi venne suonata senza vero fuoco e senza chimica, come se volessero sfondare nelle classifiche radiofoniche a tutti i costi, ma strizzando timidamente l’occhio alle proprie radici prog. Ascoltando »Are You Sitting Comfortably?« spesso viene da pensare che la band si sia sforzata troppo e senza convinzione di cambiare stile, buttando a casaccio elementi pop rock in mezzo al proprio inconfondibile condimento symphonic prog e passeggiando in modo trasparente tra le emozioni, tanto che solo di rado ne esce un’atmosfera davvero convincente. Ovviamente la maggior parte dei fan di lunga data, all’uscita di »Are You Sitting Cofortably?«, non fu proprio entusiasta.
Del classico sound IQ in questa fase non è rimasto granché, a parte le tipiche parti di chitarra di Mike Holmes e qualche sprazzo solista del tastierista Martin Orford, che su questo disco è stato più volte ‘declassato’ a semplice ruolo di accompagnamento. La sezione ritmica per gran parte dei brani non si sforza più di tanto, soprattutto il batterista Paul Cook, anche se almeno il bassista Tim Esau, che dopo questo album lasciò il gruppo per diversi anni, mostra un certo progresso tecnico rispetto alle imprese passate. A Menel, che non è mai stato una scelta di cantante particolarmente azzeccata, bisogna comunque riconoscere che la sua evidente carenza di carisma vocale rispetto a Nicholls l’ha compensata con un timbro che si adattava un filo meglio alla direzione più commerciale della band.
L’appello antimilitarista di apertura, »War Heros«, per gli standard IQ è stato un inizio d’album piuttosto scialbo: nonostante la solita, ottima esecuzione tecnica, l’atmosfera non decolla mai nella direzione giusta e fa più che altro l’effetto di un riscaldamento in vista di… niente di particolare. L’esplicitamente commerciale »Drive On«, uscito anche come singolo, è stato un tentativo parecchio mediocre di costruire un (mancato) successo pop rock sulla base di un condimento ritmico semplice e di un ritornello da inno. Nello strumentale symphonic prog di poco più di due minuti »Nostalgia« torna finalmente a vivere per un attimo quella tipica atmosfera cupa da IQ di cui su questo album si sente una cronica mancanza, e dove Holmes e Orford si concedono un po’ di meritata improvvisazione. »Falling Apart at the Seams« è un altro strano ibrido prog pop con un evidente marchio It Bites, che prova a unire i due mondi ma alla fine, nonostante una parte iniziale promettente, lascia sensazioni piuttosto contrastanti. »Sold On You« è una allegra ballata pop rock d’amore e una delle cose più commerciali di tutta la storia degli IQ. Ed è anche una di quelle che i fan, giustamente, dimenticano più spesso.
Ancora più anemica suona la ballata d’amore successiva, »Through My Fingers«, dove, a corto di idee vere, le cose diventano già un po’ ripetitive. »Wurensh« è uno dei pochi brani del disco che suona interessante e merita un po’ più di attenzione, perché contiene parecchie finezze symphonic prog tipiche degli IQ, e sembra che la band abbia di colpo ritrovato ‘se stessa’, anche se il tutto viene quasi rovinato da un ritornello piuttosto moscio, cantato da un Menel a tratti decisamente fastidioso. Anche alla solida traccia di chiusura, »Nothing At All«, uno dei pochi ibridi prog pop riusciti del disco, con il giusto dosaggio di trame di synth rispetto al ritornello melodico, bisogna riconoscere che risolleva un po’ l’impressione davvero mediocre lasciata dalla maggior parte dei brani di »Are You Sitting Comfortably?«. Per questo va benissimo che la versione live di »Nothing At All« sia presente come bonus track nel formato CD di »Are You Sitting Comfortably?«.
I vari tentativi, per lo più falliti, degli IQ di trasformarsi in una band ibrida di prog pop rock, arrivati al culmine con »Are You Sitting Comfortably?«, per fortuna sono durati poco e si sono chiusi con l’addio (previsto e auspicato) di Menel. La credibilità della band neoprog di culto, tornata sulla scena solo nel 1993 con l’ottimo album »Ever«, quando rientrò Nicholls e arrivò Jon Jowitt, successore di Esau, a fine anni Ottanta era stata intaccata sul serio, e presto per Holmes, Orford e Cook fu chiarissimo che il flirt con il pop rock non era quello che i fan volevano. Da lì in poi lo slancio artistico degli IQ è tornato a salire a picco, con grande gioia della maggior parte dei fan.
Formazione
Paul Menel – voce, cori, tamburello
Mike Holmes – chitarra, chitarra synth
Martin Orford – tastiere, cori, sassofono, flauto
Tim Esau – basso, pedali del basso, cori
Paul Cook – batteria, percussioni
Produzione
Terry Brown
Tracklist
1. War Heroes (6:26)
2. Drive On (4:57)
3. Nostalgia (2:22)
4. Falling Apart at the Seams (7:47)
5. Sold On You (4:40)
6. Through My Fingers (5:30)
7. Wurensh (9:37)
8. Nothing At All (4:46)
Bonus track:
9. Nothing At All (live) (4:43)