Armageddonize
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Eclipse
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2015
Durata: 42:21
Voto: 4/5
I revivalisti svedesi del rock melodico Eclipse tornano con il loro terzo album in studio. Sfornano roba in fretta. Forse anche un filo troppo. Ma l’energia è evidentemente quella giusta e l’ispirazione alle stelle. Il motore principale della band, Erik Mårtensson (la celebre »E« dei W.E.T.), primo autore dei testi, compositore, produttore, chitarrista (per non dire direttamente polistrumentista) e ovviamente cantante, sta chiaramente esplodendo di slancio creativo. Su tutto questo il suo talento resta degno della massima ammirazione.
Lo stile di produzione resta decisamente affilato per l’hard rock melodico. I riff sono velenosamente carichi e indemoniati, per non dire più volentieri metallizzati. In ogni caso, rispetto al predecessore »Bleed And Scream« il contenuto è un po’ più pacato, e per questo il disco dà un’impressione leggermente diversa. Suona un po’ più morbido e persino un filo più cupo. La band ha messo insieme di nuovo 11 inni da rock melodico che colpiscono al volo, e che scoppiano di pompa e di orecchiabilità melodica. Il disco decolla subito verso un picco atmosferico precoce con i tre brani d’apertura, in testa l’opener I Don’t Wanna Say I’m Sorry (il riff richiama vagamente il riff dell’hit degli A-HA Sun Always Shines on TV), poi il super-orecchiabile singolo Stand on Your Feet, e dopo di lui The Storm, mentre il proseguimento lascia intravedere una leggera aria di riciclo e di idee riconfezionate. È l’album degli Eclipse che più di tutti si avvicina ai lavori dei W.E.T., cosa che ha una sua logica, visto che Erik Mårtensson collabora anche con i W.E.T. Questa prevedibilità la mantengono anche Wide Open, la pacata e cupa Live Like I’m Dying, e pure Breakdown, con il suo attacco country da profondo Sud, non sorprende, anche se con un modello stilistico così fisso, su un disco del genere, qualunque spezia che porti dentro anche sfumature di altri generi è più che benvenuta.
La band riesce ancora a piazzare il pezzo in modo superiore. Erik Mårtensson sa benissimo cosa fa e come deve stare in piedi un pezzo per »agganciarti« al massimo! Riff, tappeti di sintetizzatori atmosferici, armonie vocali aggiunte alla voce principale, passaggi atmosferici da maestri nelle parti centrali »mid-eight« con inserti di assoli virtuosistici, una sezione ritmica che pesta a tutta forza, un’atmosfera che ti sveglia e che in generale resta ottimista. C’è tutto. Solo che, per via della somiglianza stilistica (il che è logico), il nuovo album non accende più con la stessa freschezza e, pur nell’alta qualità, non travolge come riuscivano a fare i due predecessori.
Battere il ferro finché è caldo: Erik Mårtensson lo sa di sicuro e ne tiene conto. L’album »Armageddonize« è un disco che gli amanti del rock melodico e degli Eclipse, ma anche degli altri revivalisti scandinavi del genere, si divoreranno a due mani. Su questo non ci piove. In senso artistico il disco non è più una sorpresa. In compenso, nella qualità espressiva mantiene con grande sicurezza tutta la coerenza artistica della band, che con esso consolida la sua posizione di una delle attrazioni più calde del revival del rock melodico dei nuovi tempi. La magia e la scintilla non si spengono. Sono solo diventate prevedibili.
All’inizio del prossimo marzo la band partirà per un nuovo tour europeo. Gli Eclipse hanno confermato anche la loro presenza alla prossima edizione del festival Frontiers Rock, dove suoneranno l’11.04.2014. Come gruppo spalla del tour sono stati scelti i loro connazionali svedesi Adrenaline Rush.
Formazione
Erik Mårtensson – voce, chitarra
Magnus Henriksson – chitarra
Magnus Ulfstedt – basso
Robban Bäck – batteria
Produzione
Erik Mårtensson
Tracklist
1. I Don’t Wanna Say I’m Sorry
2. Stand On Your Feet
3. The Storm
4. Blood Enemies
5. Wide Open
6. Live Like I’m Dying
7. Breakdown
8. Love Bites
9. Caught Up In The Rush
10. One Life – My Life
11. All Died Young