Inside The Vertigo

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: S.O.T.O.
Etichetta: Ear Music Records
Uscita: 2015
Durata: 64:39
Voto: 4.5/5

Jeff Scott Soto è un vocalist di grande reputazione che, con la sua attività nel corso degli anni, ha lasciato un segno indelebile soprattutto sulla scena hard rock, ma anche nell’AOR e (in senso più ampio) nel rock melodico. L’uomo che in carriera ha cantato, tra le altre cose, anche con i Journey, e che si dedica attivamente alla carriera solista e alla prosecuzione postuma dei Talisman, oggi incarnata dai W.E.T., ha deciso di pubblicare un disco di natura personale e confessionale, che però non rientra del tutto nella sua discografia solista. Si è portato dietro una banda eterogenea di musicisti di alto profilo e ha battezzato il progetto per questo album S.O.T.O. Jeff ha infatti in programma di portare il disco dal vivo nei tour futuri, e per farlo gli serve accanto una squadra che funzioni come una vera band.

Jeff ha preso questa decisione a causa di eventi entrati nella sua vita negli ultimi cinque anni, che gli hanno lasciato parecchi solchi nel cuore. Il risultato è un’ondata di emozioni negative, frustrazioni e soprattutto rabbia. Il nostro ha deciso di riversare tutto questo nei testi e nelle composizioni di »Inside the Vertigo«.

»Inside the Vertigo« è decisamente un disco speciale per Jeff Scott Soto. Una cosa così non l’aveva ancora mai provata, nella sua pur ricca carriera musicale. Ma se nei suoi album solisti in studio il collega prog metal James LaBrie (Dream Theater) può giocare con la sperimentazione di genere, perché non dovrebbe farlo anche Jeff?

Jeff si è circondato innanzitutto di musicisti forti sul piano compositivo, capaci di tirare fuori in fretta il riff giusto o la frase di chitarra portante su cui si innesta la voce inconfondibile di Soto. »Inside the Vertigo« è un disco pieno di rabbia, furia, follia. Soto qui sputa fuoco come non aveva mai fatto prima. È un album cupo, nero. Jeff ha quindi deciso di allontanarsi stilisticamente dalla prevedibilità del rock melodico old school. Ne è uscito un disco che in produzione suona modernissimo, groovy, con ritmi e frasi che ogni tanto si “spezzano” in modo prog metal, mentre i pezzi sconfinano perfino verso il thrash metal e addirittura il metalcore, tanto che in Wrath si insinuano dei “breakdown” di passaggio. L’atmosfera è cucita addosso a una poesia tetra. Ma non è tutto. Soto ha aggiunto in alcuni brani perfino elementi industrial (Trance, The Fall), con loop programmati che fanno da ulteriore contrasto al nucleo massiccio di riff di chitarra a valanga, che costituiscono la parte principale del tessuto sonoro. Una serie di chitarristi eccezionali, guidati da nomi come Mike Orlando degli Adrenaline Mob, Joel Hoekstra (collaboratore di Jeff nella Trans Siberian Orchestra, ex Nigth Ranger e nuovo chitarrista dei Whitesnake) e Gus G (Firewind, Ozzy Osbourne), costruisce con la sua raffinatezza tecnica pirotecnie di chitarra possenti, portando nei pezzi una tensione enorme e un’atmosfera ondeggiante, che prende il volo vertiginosamente soprattutto nei “mid eight”, dove sparano raffiche ultrasoniche di assoli superiori. Dopo un inizio infuocato, tra i tagli spietati di Final Say, The Fall e Wrath, il disco rifiata un attimo con la parte iniziale di Break.

Soto canta anche attraverso effetti distorti, deformando di proposito il suo timbro di base (Narcistically Yours), il che aggiunge ancora più atmosfera cupa al disco. Nei ritornelli, comunque, continua a sbocciare e a mostrare l’eccezionale senso innato per la musicalità di questo cantante straordinario: è proprio lì che li accosta, per quel loro contagio rapace, ai dischi che ha creato o co-creato nel corso della carriera (Talisman, W.E.T., carriera solista, Axel Rudi Pell, Soul Sirkus…).

»Inside the Vertigo« contiene ben 12 brani, che si fanno vanto di un’esecuzione e di arrangiamenti eccellenti, mentre la direzione artistica è chiara e tangibile dall’inizio alla fine. Soto ha ottenuto esattamente quello che voleva. Ha creato un disco straordinariamente cupo, stilisticamente moderno, “graffiato, strappato, fatto a pezzi”, un osso duro da rosicchiare, perché mescola vari sottogeneri metal: dentro si danno la mano prog metal, accenni di thrash metal, perfino metalcore e industrial, e una melodicità pop che Soto porta nel disco dalle sue radici melodic rock e hard rock. A tratti il disco si placa anche grazie alla straordinaria suite epica End of Days, che si apre come una ballata piena di malinconia, con Soto che la interpreta in modo teatrale e letteralmente commovente; poi il pezzo si sviluppa con un’accelerazione metal d’impatto, si insinuano elementi sinfonici (tastiere) e il culmine è un ritornello eccezionale che ti si infila subito sotto la pelle. Il brano pare sia stato ispirato dalla musica del film Terminator II e, per via del pomposo impianto, ammicca davvero alle colonne sonore cinematografiche.  Ci sono poi voci aggiuntive che armonizzano la linea vocale principale di Jeff. Se cercate il pezzo più vicino al Soto melodic rock, è la tranquilla When I’m Older. Un brano bellissimo con un ritornello eccezionale, che troverebbe senza problemi posto in uno qualsiasi dei precedenti lavori melodic rock di Soto (solista o con i W.E.T.). Insomma, vista la rapidità con cui è nato questo disco, c’è stato allo stesso tempo un enorme lavoro di “rifinitura” e un’attenta riflessione su come collocare i singoli arrangiamenti nelle composizioni. E il risultato è affascinante. »Inside the Vertigo« non annoia nemmeno per un attimo e, allo stesso tempo, mette l’ascoltatore di fronte a una sfida concreta di conquista musicale.

»Inside the Vertigo« segna una svolta stilistica rispetto alla discografia di questo affascinante e stimatissimo cantante, ma Jeff aveva proprio bisogno di un disco così per vomitare fuori tutta la rabbia e le emozioni negative. Circondato da una squadra di musicisti eccezionali, porta a termine la sua nuova missione con una facilità disarmante e dimostra che la sua voce si adatta alla grande anche ai territori metal moderni, groovy e cupamente incattiviti: è penetrante e completamente a suo agio dal punto di vista espressivo. »Inisde the Vertigo« non è quindi solo la prova di una ritrovata bravura vocale di Jeff Scott Soto, ma anche la dimostrazione di prim’ordine di un senso straordinario per la composizione e per la realizzazione di direzioni musicali chiare. Una virtù rara nel mondo della musica, che dominano solo i più grandi e i migliori talenti.

Formazione

Jeff Scott Soto – voce
Jorge Salan – chitarra 
BJ – tastiere, chitarra, 
David Z – basso
Edu Cominato – batteria

MUSICISTI OSPITI:
Mike Orlando – chitarra
Joel Hoekstra – chitarra
Gus G – chitarra 
Leo Mancini – chitarra
Chris Feener – chitarra
Gary Schutt – chitarra
Hugo Mariutti – chitarra
Connor Engstrom – chitarra
Jason Biele – chitarra
Tony Dickinson – basso
Henrique Baboom – basso 
Chris McLernon – basso
Juan Carlos Gibaja – basso
Casey Grillo – batteria 
Edu Brenes – batteria 

Produzione

Jeff Scott Soto

Tracklist

1. Final Say
2. The Fall
3. Wrath
4. Break
5. Narcissistically Yours 
6. End of Days
7. Inside The Vertigo
8. When I’m Older
9. Trance
10. Jealousy
11. Karma’s Kiss
12. Fall To Pieces

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