Arrivano i Perforated (2012)

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Luogo: Lubiana / Orto bar / Slovenia
Data dell’intervista: 15.11.2012

La band death metal slovena Perforated si è formata nel 2009! Dopo due anni iniziali di rodaggio, di assestamento della direzione musicale e dei primi passi artistici in versione autoriale, la formazione si è stabilizzata nella line-up attuale: Primož Zupančič (chitarra), Martin Pečar (chitarra), Blaž Maligoj (basso), Andrej Kovič (voce) e Matej Novak (batteria). Ad oggi la band ha già registrato due demo e ha in tasca un po’ di concerti andati bene, sia in patria che all’estero.

Per l’intervista a RockLine ho chiacchierato con il chitarrista e il batterista del gruppo, Matej Novak e Matej Zupančič!

RockLine: Ciao! Ultimamente, quando sento il nome Perforated, mi viene in mente subito uno dei due pezzi del vostro nuovo demo, che ha un titolo parecchio eloquente: Porn Itch. Com’è nata l’idea per un titolo così, per il tema e soprattutto per un intro del genere?
Matej: In realtà tutto parte dall’intro. Si è cominciato dal riff principale, poi Zavar ha aggiunto l’intro con il wah, più che altro per cazzeggio. Abbiamo deciso di tenerlo come provocazione. L’intro ci ricordava la musica dei film per adulti degli anni Settanta, così, finché il pezzo non aveva un testo, gli abbiamo dato come titolo provvisorio Pornič. Zavar voleva che il tema del testo restasse proprio quello, il porno, e con un pizzico di giochi di parole ci siamo arrivati anche al titolo. I sospiri all’inizio, invece, mi sono venuti in mente solo in studio, durante la registrazione delle chitarre. Ho sistemato la clip, agli altri all’inizio sembrava troppo „hard“, ma ci hanno preso subito la mano e ora non riusciamo più a immaginarci il pezzo senza.
Primož:
Guarda, qui non c’è chissà quale scienza, è un porno. Questo pezzo è un porno. E anche il tema del brano parla di sedurre una donna e di fare sesso. Forse all’inizio non volevamo renderlo così esplicito, ma il messaggio è diventato chiaro e con nessun altro nostro pezzo ho mai sentito una sinergia così forte tra musica e testo. In realtà con questo brano volevamo smontare lo stereotipo della serietà del death metal, tutto sangue, morte, macelli e scene grottesche. 

RockLine: Ok, partiamo dall’inizio. Com’è nata l’idea della band, quando vi siete formati? 
Matej:
Secondo me una band è il proseguimento logico e l’evoluzione di sé stessi come musicisti, per chiunque decida di mettere un po’ più di energia nella musica e nel proprio strumento, quindi da noi non c’è stata una vera idea di fondare una band. Tutti suonavamo già in altri gruppi e, per una serie di casualità, ci siamo trovati all’inizio del 2009. Consideriamo quell’anno come l’inizio del nostro percorso creativo. Nel frattempo qualche membro è cambiato, ma la base resta la stessa. 

RockLine: Quali band sono state il vostro modello per la musica che suonate oggi?
Matej:
Un modello preciso non ce l’abbiamo e cerchiamo di prendere ispirazione da tutti i generi possibili. Non ci facciamo problemi di genere, e si sente nella nostra musica e anche nelle critiche che ogni tanto riceviamo. Ognuno di noi viene da un suo mondo e lascia il proprio segno nella musica. Io qualche idolo ce l’ho, che ha influenzato il mio modo di suonare, ma un modello centrale per i Perforated non ce l’ho. Pesco ispirazione da tutti i generi, dal reggae al blues, dal funk alla musica etnica fino al metal, e da tutto questo cerco di tirare fuori quello che suona bene. Con noi provo a trovare il mio stile e a lasciarmi andare alla musica mentre creo.Z: Su di me, come chitarrista, hanno influito generi diversi. L’ispirazione per la nostra musica la cerco nel blues e nel rock’n’roll. Mi sembra che i metallari non dovrebbero limitarsi al classico riffing metal, che tende alla massima complessità sulla chitarra con più note possibile, dimenticandosi del ritmo, del feeling e degli altri membri della band.

RockLine: Ora fate un po’ di pubblicità al vostro nuovo demo. Chi ha partecipato, dove si può comprare?
Matej:
Il demo l’abbiamo registrato un po’ ridotti. Ci mancava un chitarrista, quindi tutte e due le chitarre le ha registrate Zavar. Al basso si è fatto notare alla grande Blaž¸ che dopo due mesi dal suo ingresso nella band abbiamo spinto in studio. La voce l’ha incisa Andrej, la batteria il sottoscritto. Abbiamo registrato a Domžale da Saša Gostinčar e mangiato dall’albanese di fronte. Il demo lo puoi comprare ai nostri concerti; se non hai questa possibilità, o se hai un „porn itch“ troppo forte, mandaci una mail e ci mettiamo d’accordo.  

RockLine: Com’è la situazione coi concerti? Dove vi sembra che il pubblico vi abbia accolto meglio? Qual è stato il vostro live più bello finora? Magari qualche aneddoto capitato prima/durante/dopo un’esibizione?
Matej:
Gira tutto un po’ intorno all’Orto bar. Il miglior concerto l’abbiamo fatto lì l’anno scorso. Impianto super, atmosfera al massimo, il pavimento da nave si piegava sotto il peso della gente, insomma, ci siamo divertiti un sacco. Come aneddoto posso dire che sotto il palco si agitavano due ragazze scatenate, e a un certo punto una delle due ha fatto vedere le tette. La cosa strana è che l’ho visto solo io, anche se ero il più lontano dal pubblico. Sono rimasto piacevolmente sorpreso (ovviamente), perché pensavo che roba così capitasse solo alle superstar. Tra i concerti migliori mettiamo anche quello al Trnfest, dove il suono era ottimo e anche il numero di persone non era male.Z: Una storia curiosa del 2010 è successa nella vicina Italia. Con le nostre grandi aspettative di suonare all’estero e di far conoscere la musica a un pubblico più ampio, alla fine ci siamo ritrovati a fare solo delle prove aperte davanti ai Sweet Sorrow, con cui suonavamo insieme, e a due innamorati che non sono mai usciti dall’angolo più buio del locale. 

RockLine: Un commento sulla scena metal slovena? Sull’organizzazione dei concerti, sui posti dove suonare in Slovenia, eccetera..
Primož:
Ho la sensazione che in Slovenia ci siano un sacco di band molto incasellate nel genere. Cioè, già dopo la prima battuta capisci se è heavy, thrash, death, melodic, … In effetti la cosa a volte è già un po’ una caricatura, il che non vuol dire che alcune non siano brave. Spesso ci chiedono cosa suoniamo. Noi siamo i Perforated, punto. Se la musica ti »prende«, non importa in che genere rientriamo. In Slovenia ultimamente è difficile trovare date. C’è pochissimo entusiasmo da parte degli organizzatori, quindi se vuoi suonare devi essere già un po’ rompiscatole. Per non parlare dei compensi miseri, che non coprono nemmeno le spese di viaggio. Secondo me ci sono tanti posti buoni per i concerti, il fatto è che i concerti sono troppo pochi.  

RockLine: Che piani avete per il futuro? Un album, qualche festival?
Primož:
Quest’anno ci iscriveremo a tutti i festival metal in Slovenia, cerchiamo concerti e band con cui suonare insieme, e nel frattempo stiamo raccogliendo materiale per il disco.
Matej:
Mi sembra che siamo entrati in una nuova era della nostra musica, perché in qualche modo è diversa da come eravamo agli inizi. I pezzi che stanno nascendo mi calzano a pennello e spero che riusciremo presto a creare abbastanza musica di qualità per un album intero. 

RockLine: Grazie mille per le risposte, vi auguro tanto successo anche in futuro!
Matej:
Grazie a voi per l’invito!

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