Atmosfera magica alla Bluesiana (2012)
Luogo: Bluesiana Rock Cafe / Velden am Woerthersee (Carinzia) / Austria
Data del concerto: 05.04.2012
Numero di spettatori: 160
Prezzo del biglietto: 32,00€ / 36,00€
Non era ancora passato un anno e il re del fusion blues Philip Sayce è tornato nel tempio del blues della nostra vicina a nord. Figurarsi se ci perdevamo l’occasione di rivedere dal vivo il maestro della chitarra.
A un paio di settimane di distanza, eccoci di nuovo alla Bluesiana. Le foto di Kotzen sono state per lo più sostituite da quelle di Philip Sayce, mentre l’atmosfera di casa del personale non è cambiata di una virgola. Il locale si riempiva piano piano e noi, dopo la birra di rito, ci siamo cercati i nostri posti in prima fila sotto il palco.
Philip Sayce è ormai da parecchi anni un habitué della Bluesiana. Strimpella la chitarra fin da piccolissimo e ha pescato l’ispirazione soprattutto da Jimi Hendrix e Stevie Ray Vaughan. A 15 anni era già un nome affermato nei club di Toronto e, quando il leggendario Jeff Healey lo ha invitato a collaborare, la sua carriera era bella che segnata. Dopo tre anni in giro con Healey, Philip ha deciso di camminare sulle proprie gambe. Finora ha pubblicato 4 album da solista, l’ultimo, intitolato Steamroller, a febbraio 2012. L’uscita del disco è stata il motivo del tour europeo e del ritorno alla Bluesiana.
Verso le nove e mezza di sera è finalmente arrivato il ragazzo prodigio, accompagnato da bassista e batterista. Senza tanti giri di parole ha attaccato subito con un pezzo dal nuovo CD, Rhythm and truth. Che il concerto sarebbe stato di nuovo carico di energia, Philip lo ha fatto capire fin dall’inizio: già alla seconda canzone grondava sudore da ogni poro. Il suo continuo muoversi per il palco ci ha reso la vita parecchio difficile con le foto, ma in compenso ha caricato di energia tutto il pubblico e lo ha messo in movimento.
Dopo Save me from myself ha proseguito con una serie di brani dall’ottimo nuovo CD, che lui stesso definisce la prova della sua maturità musicale. I ritmi del nuovo disco sono più grezzi, anche la chitarra è più distorta e la voce, a causa degli effetti, è più sporca, ma dal vivo tutto questo si fonde in un meraviglioso miscuglio di suoni fluttuanti che porta ogni singolo neurone in un lungo viaggio musicale. I frequenti inserti strumentali improvvisati hanno rafforzato ancora di più queste sensazioni. Non ti resta che farti trascinare dalla folla e muoverti, mentre intanto, come incantato, segui i movimenti fulminei delle mani e delle dita di Sayce su una chitarra consumata, dove ormai restano solo tracce di vernice e colore. I suoi ampi gesti caratteristici e i suoi scatti rapidi ti ipnotizzano, ed è altrettanto rapito dal proprio suonare anche Philip stesso: a un certo punto la mano destra gli è salita troppo in alto, si è impigliata nella collana di perline di plastica bianca e l’ha strappata, così che le perline hanno ricoperto in un attimo il palco della Bluesiana come piccoli fiocchi di neve. Philip però non si è scomposto e ha continuato a suonare indisturbato, mentre quelli in prima fila si allungavano verso il palco per accaparrarsi qualche pallina.
Stavolta Philip non ha sfoderato tanti trucchi con la chitarra come l’anno prima, ma lo spettacolo per occhi e orecchie non è stato per nulla meno affascinante. Ha suonato anche un pezzo del suo grande idolo Jeff Healey, As the years go passing by. Mentre suonava è sceso dal palco in mezzo al pubblico per mostrare le sue doti chitarristiche anche a chi stava nelle ultime file. Ha poi eseguito King of New Mexico dall’album Ruby electric e 2 ottimi pezzi (Slip away e Cinnamon girl) da Peace machine, dopodiché i musicisti, fradici di sudore, sono usciti di scena. Le urla del pubblico li hanno richiamati ben presto. Philip ha ringraziato il pubblico meraviglioso e la proprietaria del locale Gudrun Kofler per il privilegio di suonare in un posto così bello, e ha detto che per il weekend di festa voleva cantarci qualcosa di speciale. Hanno suonato la sentitissima Were you there (when they crucified my Lord), hanno ringraziato ancora una volta e si sono congedati per davvero. Beh, per davvero fino a un certo punto: Philip si è subito piazzato al banchetto del merch, dove ha firmato allegramente CD e volantini e ha posato per i fotografi.
Energia pazzesca, concerto fantastico con un sacco di buona musica. Si può dire che Sayce sia davvero maturato, sia come musicista sia sul palco. Padroneggia alla perfezione lo strumento, la voce e la presenza scenica. Ha sorpreso un po’ il fatto che non abbia suonato la title track del nuovo CD, Steamroller, anche se era in scaletta, ma di sicuro avrà avuto i suoi buoni motivi. In ogni caso, un concerto da segnarsi assolutamente sul calendario del prossimo anno.
Scaletta
1. Rhythm and truth
2. Save me from myself
3. Stung by a woman
4. Marigold
5. Beautiful
6. A mystic
7. Aberystwyth
8. Black train
9. You can run but you can’t hide
10 . Holding on
11. As the years go passing by
12. King of New Mexico
13. Slip away
14. Cinnamon girl
—bis—
15. Were you there
Galleria fotografica














