L’urlo di Wilhelm tra denti in mostra e profezie del Sud (2012)
Luogo: Lubiana / Gala Hala (Metelkova) / Slovenia
Data del concerto: 05.04.2012
Numero di spettatori: 150
Prezzo del biglietto: 15,00€ / 16,00€ / 18,00€
Giovedì 05.04.2012, su suggerimento della nostra inarrestabile fotografa di RockLine, mi sono lanciato in una serata decisamente atipica per me. I Umazani dihurji ci hanno portato una combo di band interessante, con gli A Wilhelm Scream come headliner. Atipica perché i protagonisti della serata, gli A Wilhelm Scream, sono portabandiera del punk melodico. E come se non bastasse, in questo tour sono accompagnati da un paio di band con le radici nel metalcore: prima gli austriaci Showyourteeth, poi gli ungheresi The Southern Oracle. Un mix senz’altro curioso, che parlava soprattutto al pubblico più giovane, come ha confermato l’età media di chi era alla Gala Hala.
La serata l’hanno aperta i The Southern Oracle, che hanno da poco tirato fuori un nuovo album, tra l’altro con una grafica molto interessante. Ai ragazzi si legge praticamente in fronte che arrivano dalla nostra vicina Ungheria, a est: si sono di sicuro vestiti a Lenti o in qualche posto equivalente incrociato per caso lungo la strada verso la capitale slovena. I The Southern Oracle suonano metalcore con spruzzate di thrash metal e in formazione hanno un cantante molto carismatico, per non dire quasi iperattivo. Il vocalist ha uno scream acuto di ottima qualità, ma se sugli acuti se la cava alla grande, sui toni bassi molto meno. E lo stesso valeva per i pezzi sul palco: dove poteva sfruttare il suo potenziale (le parti da »scream« in alto), i brani risultavano credibili anche in quei punti, rispetto ai momenti in cui ripiegava sul canto basso, o meglio, se devo essere preciso, sul grugnito. Devo ammettere che anche l’esecuzione dei pezzi non abbellita dai breakdown era di buon livello. In quei frangenti i The Southern Oracle flirtavano pure col death metal melodico. Su questo probabilmente non sarebbero d’accordo i ragazzi nelle prime file, che hanno iniziato a fare »ginnastica attiva«, con uno sfasamento temporale rispetto ai movimenti riflessivi dell’autore di questo pezzo. Sorprendentemente, durante il loro set anche lo spazio sotto il palco si è riempito.
Appena mi sono piazzato davanti al palco, mi è arrivato nelle orecchie un impianto audio eccezionale, di cui si sono potuti vantare gli Showyourteeth. Chitarre, cassa, basso, piatti, voce: tutto perfetto. E anche se non sono un fan degli approcci metalcore, devo dire che altrimenti non mi sarebbe piaciuto così tanto. La voce urlata, sostenuta con forza dalla sezione ritmica, ti risuonava nelle orecchie che era un piacere. Di nuovo mi sono goduto molto di più i momenti hardcore ritmati che i breakdown, ma si sentiva chiaramente, dall’interpretazione, che gli Showyourteeth hanno alle spalle parecchi concerti. Era un po’ imbarazzante, perché la maggior parte della gente, se non tutta, era venuta per l’attrazione punk principale. Così il cantante ha incitato di continuo il pubblico a farsi più coinvolgere. Se lui in questo non ha avuto del tutto successo, la band però è riuscita a creare per intero un’atmosfera di qualità. Niente di euforico, per carità, ma di certo non ci hanno lasciati indifferenti. Ed è stato un ottimo riscaldamento prima dell’headliner. Verso la fine del set l’aria si era già scaldata per bene. Gli austriaci sono stati richiamati per un bis obbligato, che hanno preso al volo con piacere, e proprio sull’ultimo pezzo hanno incendiato di più il pubblico. A questo punto ringrazierei anche entrambe le band, perché non usano voci »clean« e quindi non mi hanno messo ancora più in difficoltà.
Lentamente si è avvicinato anche il momento che la Gala Hala, ormai davvero bella piena, aspettava più di ogni altro. Sul palco sono comparsi gli A Wilhelm Scream. Quando ho saputo che sarei andato al concerto, ho ovviamente »googlato« un po’ la band. A giudicare dalle foto e dal logo ti aspetteresti qualche trovata metalcore. Ascoltando il loro ultimo album, invece, ho scoperto con sorpresa che si tratta di punk rock purosangue. Melodie allegre, testi un filo infantili che però, vista l’età dei fan, ci stanno benissimo. Con gli A Wilhelm Scream non si può parlare solo di un suono ridotto all’osso come quello del tipico punk a tre accordi, perché la band ricorre ad approcci più moderni. Nella musica compaiono infatti anche assoli veloci. Un vero selvaggio è il batterista, di cui nei passaggi più veloci a occhio nudo non riesci nemmeno a seguire le mani. La gente, be’, almeno le prime dieci file, si è davvero scatenata. Mosh pit continuo e »stage dive« a ripetizione erano la norma. A un certo punto a uno dei liceali è sembrato intelligente fotografare tutti i membri della band mentre suonavano sul palco, e il cantante, dopo una battuta spiritosa sul fatto che il ragazzo evidentemente stesse facendo una ricerca antropologica per National Geographic, alla fine lo ha spinto giù dal palco. Il suono era solido, forse erano troppo alti solo gli acuti, e ogni tanto le voci sovrastavano gli altri strumenti. Trattandosi di una band con tre voci, probabilmente non glielo si può rimproverare. Verso la fine il concerto è scivolato nella monotonia, per via di strutture dei pezzi simili e voci tutte uguali. Probabilmente non sarebbero d’accordo con me tutti quelli che bruciavano calorie sotto il palco e che, con la loro attività fisica, hanno creato in generale un’atmosfera fantastica, trasmessa a tutti i presenti in sala.
L’evento di giovedì mi ha fatto capire che ogni tanto vale la pena uscire dai confini musicali tracciati dal proprio gusto e lasciarsi allargare gli orizzonti anche ascoltando un concerto di una band di un altro genere. Soprattutto se hai la fortuna di trovare un pubblico davvero reattivo che, insieme a una band di qualità, può ravvivare una serata altrimenti piuttosto grigia (una delle tante) di un giovedì d’aprile.
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