As Yet Untitled

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: White, Doogie
Etichetta: Metal Mind Productions
Uscita: 2011
Durata: 47:01
Voto: 4/5

Era ormai ora che il leggendario cantante scozzese Doogie White, che ha passato i suoi anni di servizio tra l’altro con i Rainbow, con la »ossessione svedese per Blackmore« Y.J. Malmsteen, dando una mano ai Praying Mantis, cantando per i Cornerstone e ora frontman delle leggende della n.w.o.b.h.m. Tank, pubblicasse anche un suo album solista in studio.

»As Yet Untitled« è da capo a piedi esattamente quello che Doogie White avrebbe dovuto fare con i Rainbow, e ovviamente, di conseguenza, quello che avrebbe dovuto rappresentare per Y.J. Malmstreen; da lì non si è poi così lontani nemmeno dai Deep Purple, e neppure dai Whitesnake, a partire dagli anni di apprendistato di Coverdale, la cui esperienza accumulata il buon David ha poi riversato nei Whitesnake. »As Yet Untitled« è un classico album hard rock, ricco di dialoghi tra organi Hammond e di virtuosistici tagli di chitarra.

Doogie White è un cantante molto stimato nel mondo del rock. Nella sua carriera è stato amico, e lo è ancora, di tanti musicisti, tanti musicisti affermati che sono a loro volta di altissimo livello e inconfondibili per il loro approccio alla musica. Così, su questo album, a dare una mano a White c’è un’orda di rodati musicisti svedesi di grande esperienza (la Svezia è nota per una pletora di band hard rock sul cui stile e sul cui sound i Rainbow hanno avuto un’influenza davvero fatale – a cominciare dagli Europe). Pontus Norgren, per dire, che si è preso la parte del leone non solo come chitarrista (ha dato una mano anche come bassista e tastierista), ma anche come produttore dell’album, Doogie lo ha »pescato« negli anni di collaborazione con Y.J. Malmsteen, di cui Norgren era il tecnico della chitarra, prima di entrare negli HammerFall. Poi c’è il chitarrista dei Royal Hunt Markus Jidell, e ancora un altro collega di Doogie dai tempi in cui girava con Malmsteen, il batterista Patrik Johansson, e il batterista Thomas Broman, che bazzicava nell’ambiente di mostri sacri come Glenn Hughes, Joe Lynn Turner, John Norum… Ci sono poi pesci ancora più grossi, come Tony Carey, tastierista originale dei Rainbow dai tempi dell’album »Rising, e lo »strepitoso« Derek Sherinian (ex-Dream Theater, Billy Idol, Black Country Communion), Neil Murray (Black Sabbath, Whitesnake) al basso, il bassista Greg Smith (Ted Nugent)…

Già l’apertura dell’album, chiamata in modo eloquente Come Taste The Band, richiama l’apertura dell’album »Rising« (1976) dei Rainbow, con un’intro tutta »avvolgente« fatta di loop di tastiere »space« e di un più morbido ronzio di Hammond. La maggior parte dei pezzi ha quel condimento epico, fatto di melodie pompose e melodiche, in cui si troverebbero benissimo anche il compianto Ronnie James Dio e Tony Martin (Black Sabbath). Doogie White canta tutto il repertorio in modo eccellente. La voce lo serve alla grande e il maestro passa con leggerezza di piuma attraverso un’ampia estensione vocale, mantenendo intatte la potenza e la reattività esplosiva dell’interpretazione in ogni registro! Proprio questa è la qualità più contagiosa dell’album »As Yet untitled«, che gli dà anche piena credibilità come album solista in studio. Con i nomi altisonanti coinvolti nell’album, sarebbe potuto succedere facilmente che qualcuno si prendesse la scena, e invece no. Tutto è subordinato all’interpretazione vocale di Doogie White. Una squadra di nomi maturi, che non riesce a nascondere la ricchezza dell’esperienza e il talento musicale innato, quasi fin dalla culla, costruisce un suono succoso e pieno, sfruttato al massimo, e i pezzi letteralmente scoppiano di vitalità e di »verità«.

Questo è un album che non porta nessuna rivoluzione musicale, ma è più che cucito su misura per tutti gli appassionati soprattutto di Rainbow, Deep Purple e Whitesnake (senza dimenticare l’opera di Yngwie J. Malmsteen). È infatti pieno di arrangiamenti pittoreschi e di impronta classica di queste band, e Doogie White, con le sue peculiarità vocali nel ravvivare e contrastare queste sensazioni, butta ancora altra benzina sul fuoco.  Non solo il titolo dell’opener Come Taste The Band, a guardarlo banalmente, vi porta dentro questa atmosfera, ma a questa classica ondata hard rock è impossibile sfuggire anche più avanti nell’album, in pezzi come:  Dreams Lie Down And Die,  Land Of The Deciever, Times Like These , Lonely in Sea Of Emotion. Uno scarto dal resto dell’album sono Time Machine e Catz Got Yer Tongue, con le loro »figure« alla AC/DC. E di passi falsi nell’album non ce ne sono. Punto. Doogie White ha preso di petto la sfera che gli è più congeniale, in cui si sente più a suo agio, che domina con sicurezza e così, con il suo timbro marcato e la sua interpretazione vocale, offre un ottimo album hard rock classico, a cui non mancano né il cuore da leone né il nobile carisma rock della vecchia scuola.  

Formazione

Doogie White – voce
Patti Russo – cori
Pontus Norgren – chitarra, tastiere, basso
Marcus Jidell – chitarra
Phil Hilborne – chitarra
Mick Tucker – chitarra
Derek Sherinian – tastiere
Tony Carey – tastiere
Neil Murray – basso
Greg Smith – basso
Paul Logue – basso
Patrick Johansson – batteria
Thomas Broman – batteria

Produzione

Pontus Norgren

Tracklist

1. Come Taste The Band
2. Time Machine
3. Dreams Lie Down And Die
4. Lonely
5. Land Of The Deceiver
6. Secret Jesus
7. Sea Of Emotion
8. Catz Got Yer Tongue
9. Living On The Cheap
10. Times Like These

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