Evermore
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Relight
Etichetta: Alkemist
Uscita: year
Durata: 57:17
Voto: 4/5
I Relight sono una fresca formazione slovena di alternative rock con una vena art decisamente in primo piano, che dà loro un carattere del tutto personale e unico, o meglio ancora una firma d’autore unica nel modo di esprimersi in musica. La band è nata nell’autunno del 2010. Ci suonano musicisti navigati, tra gli altri, di Zlatko Kavčič Kombo, Same babe, Zaklonišče prepeva. Tra giri di manovra musicali e, in parole povere, il loro »concept musicale«, i Relight giocano le loro carte in modo che le mosse azzeccate in fase di composizione lascino sempre abbastanza spazio perché alla fine il risultato suoni »un po’ diverso da tutto il resto« – personale, insomma. Allo stesso tempo la band sa mantenere coerenza nei motivi e scorrevolezza dinamica lungo tutto l’album. Qui non c’è posto per la »confusione« o il »disordine« che potrebbe nascere da un flirt troppo spinto con la trappola dell’esperimento. Vale a dire: niente scelte »stravaganti« e incompatibili negli arrangiamenti, che frammenterebbero i contenuti senza motivo e renderebbero difficile a qualsiasi ascoltatore arrivare al cuore della predica musicale dei Relight.
In Slovenia mi viene in mente al momento solo un’altra band che ha preso una strada altrettanto tutta sua, ed è in tutto molto art e molto notevole. I The Tide di Kranj. Non sai dove infilarli, sono eclettici, liberi, »tangibili«. Freschi. A tratti profondamente sensibili. Vale anche per l’esordio dei Relight. Insomma: movimenti brevi, chiaramente rifiniti. Senza pretese, rilassato,, a tratti anche morbido e fragile. Ma allo stesso tempo succoso nei dettagli, a testimonianza del perfezionismo dei membri della band. Vivo, organico e intrecciato in modo ricco. Su Evermore regna una simbiosi bellissima tra tutti i componenti, che crea un ambiente splendido per la voce, così che questa può restituire e dire, vissuta e con sottigliezza, nel modo più efficace, tutte le emozioni (anche quelle intime) e dare un’informazione quanto più autentica nella poesia. La produzione dell’album è magistrale, e con essa i Relight su »Evermore« suonano molto alla moda e molto, hmm… Sì! Al »primo ascolto« per melos »americano«.
I Relight sono tutt’altro che un »enigma« musicale »banale« da risolvere, ed è proprio per questo che risultano così attraenti. Però non sono assolutamente troppo ostici per l’ascoltatore medio. »Evermore« è un impasto musicale a più strati. Brani come Invisible Dancer e Soul Babies, per colore delle armonie vocali e melos curato delle melodie, rimandano alle lezioni d’ascolto di gruppi come The Eagles, America, The Doobie Brothers,… Mamma mia! Dove siamo finiti nel 2012, eh? E va benissimo così. Si può parlare di una lieve sfumatura di folk »all’americana«, mascherata però con tanta astuzia da affiorare in superficie solo in certi momenti dell’album (colorate armonizzazioni nei ritornelli, come ad esempio nella già citata Invisible Dancer). Per il resto »Evermore« suona in generale alternative rock. I Relight sanno però anche spingersi oltre, tanto che in alcuni brani si svela pure l’ingrediente dell’esperimento, come in Soul Babies o nella Yearning Song, col suo accento chitarristico e rockeggiante. Si tengono a suoni »puliti«, cioè costruiscono un paesaggio sonoro organico, e in un ambiente simile si trova a meraviglia la voce suggestiva del cantante Uroš Buh, che con il suo approccio getta benzina sul fuoco del carattere eclettico della band. Il suo »vibrato« nel falsetto suona misterioso, porta con sé un pizzico di malinconia, rafforza l’atmosfera altrimenti cupa che incombe su »Evermore«. La sua voce è tagliata su misura per band grunge e post-grunge. Lo conferma soprattutto la sensibilissima Sail On Me, di per sé una delle creazioni più belle dell’album.
Per questo »Evermore« sarà un prodotto interessantissimo per chi consuma di tutto, dalle band post-grunge ai Pearl Jam più recenti, fino ai bizzarri croati eclettici del »groove alter metal« Father! Possibili anche paralleli con i R.E.M. e altre band dal suono »jangle«! Con tutti questi rimandi, i Relight portano comunque un carisma musicale tutto loro. Ed è questo l’essenziale! Con una pietra miliare come l’esordio »Evermore«, è chiaro che in futuro, se nel frattempo il destino non ci metterà lo zampino, questa band fiorirà artisticamente e si svilupperà in modo del tutto personale, arricchendo così la scena musicale slovena, a cui manca da morire un sano mainstream, anzi non ce l’ha proprio. »Evermore« è anche un documento che se la gioca con il resto del mondo! La band deve esserne consapevole e provare a portare la propria musica d’autore almeno anche alle orecchie dell’Europa occidentale, della Gran Bretagna e del Nord America.
Formazione
Uroš Buh – voce, chitarre
Mario Babojelić – chitarre
Andrej Škoberne – basso, cori
Blaž Remic – hammond, rhodes, piano, cori
Vid Drašler – batteria
Produzione
Rok Podbevšek
Tracklist
1. Need
2. Invisible Dancer
3. Soul Babies
4. 4. A.M.
5. Evermore
6. Sail On Me
7. Golden Blue
8. Yearning Song
9. Shapes And Lines I
10. Shapes And Lines II
11. Love Immortal