Back to Front
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Caravan
Etichetta: Kingdom Records
Uscita: 1982
Durata: 42:53
Voto: 3/5
I campioni della scena di Canterbury, i Caravan, sono arrivati all’inizio degli anni Ottanta grazie a una specie di ‘respirazione artificiale a base di flebo’, anche se forse sarebbe stato meglio fare come certi loro colleghi del progressive rock, che in quel periodo avevano mollato del tutto ogni attività. Dopo il 1978 i Caravan si erano resi conto che la musa artistica li aveva abbandonati e che i giorni in cui riempivano per gioco i grandi palazzetti erano finiti per sempre. La band aveva già in mente di gettare la spugna, ma l’allora manager Terry King era riuscito in qualche modo a convincerli ad andare avanti e li aveva tenuti in vita anche dopo il passaggio dei Caravan alla sua nuova etichetta Kingdom Records. A King era riuscito il colpo di riportare a bordo il tastierista originale dei Caravan David Sinclair (ex-Matching Mole, Camel), con cui nel 1980 i Caravan avevano registrato »The Album« (1980), un disco in studio sotto la media per i loro standard. Il colpo grosso, però, King l’ha messo a segno un anno dopo, quando è riuscito a rimettere insieme per un breve periodo i membri della formazione originale dei Caravan.
Nella band è tornato il cugino di David, nonché bassista/cantante originale, Richard Sinclair (ex-Hatfield And the North, Camel), che si è affiancato al chitarrista e cantante principale Pye Hastings e al batterista Richard Sinclair, gli unici due membri originali ad aver lasciato la propria impronta creativa su tutti i dischi dei Caravan fino a quel momento. Anche se i membri della band non erano neanche lontanamente ispirati a comporre nuova musica e una pausa più lunga da tutte le deviazioni dell’industria musicale gli avrebbe fatto bene (se la sarebbero presa più avanti), si sono comunque infilati in studio e hanno registrato il loro ultimo album in formazione classica, intitolato »Back to Front«.
Dal punto di vista stilistico, questo lavoro ‘d’addio’ era nettamente più vicino ai Caravan classici rispetto al più debole predecessore »The Album«, ma comunque a ‘anni luce’ da ciò che erano in grado di fare ai tempi migliori. Con »Back to Front«, dopo la brutta esperienza di »The Album«, i Caravan non hanno nemmeno più provato a inseguire le tendenze musicali del momento e hanno preferito restare fedeli a ‘se stessi’ nel comporre, il che a modo suo è anche giusto. A dargli una mano come musicista di passaggio è arrivato il vecchio amico Mel Collins (ex-King Crimson, Camel) al sassofono, che ha ravvivato gli arrangiamenti per lo più piuttosto ‘sforbiciati’ e vuoti di contenuto della maggior parte dei brani di »Back to Front«.
D’altro canto, il ritorno di Richard ha influito su alcuni testi, tanto che dopo parecchio tempo il loro caratteristico umorismo pungente ha ritrovato un posto importante in certi pezzi, un umorismo che nella maggior parte della scena progrock degli anni Settanta era piuttosto insolito. Pye e Richard si sono divisi le parti vocali alla pari, brano per brano, mentre David ha aggiunto voci extra nella title track, che è anche il brano di chiusura. »Back To Herne Bay Front«, un’ottima apertura del disco, soprattutto grazie alla voce elegiaca di Richard e alle splendide trame di tastiere di David, in un attimo riporta alla mente di più di un fan i loro tempi migliori, ma gli arrangiamenti hanno le ali ben tarpate rispetto agli anni Settanta. L’atmosfera nostalgica riescono a mantenerla anche i numerosi ornamenti eterei di pianoforte e le linee di basso sferraglianti. »Bet You Wanna Take It All/Hold On Hold On« è un pezzetto birichino dal pulsare rock’n’roll e con l’approccio vocale giocoso di Pye, che con un pizzico di infusione psichedelica ricorderebbe addirittura certi risultati della loro ‘fase embrionale’, mentre l’assolo di sassofono di Collins ravviva il tutto a dovere.
Anche »A.A. Man«, un’altra burlesca lirica con i manierismi vocali tipici di Richard, suona come se mentre la scrivevano il tempo si fosse fermato e fosse il 1968 invece del 1982. Se il ritornello non suonasse così ripetitivo e quindi anche un po’ fastidioso, non sarebbe affatto un passo falso. »Videos Of Hollywood« è una ballata nostalgica in cui la voce elegiaca di Richard, accompagnata da un sottile arrangiamento sinfonico, trova un’espressione particolarmente bella. L’assolo di sintetizzatore di Dave, però, ricorda per un attimo che gli anni Ottanta erano già iniziati, mentre a condire il tutto ci pensa anche l’improvvisazione di sassofono di Collins, quindi siamo davanti a uno dei momenti migliori del disco. »Sally Don’t Change It« è un’altra bella ballata, stavolta con un sottotono tra l’amoroso e il sarcastico. Questa volta la voce solista passa a Dave Sinclair, il più debole dei tre cantanti principali dei Caravan, che però può contare su un bel supporto dalle linee vocali di accompagnamento. Con »All Aboard«, dove alla voce principale torna a farsi valere l’indistruttibile Pye Hastings, i Caravan si sono davvero ‘semplificati’ fino all’osso, tirando fuori un piacevole rocker melodico in cui l’elemento più complesso sono le possenti linee di basso di Richard.
»Taken My Breath Away«, con le sue tinte pop rock, è l’unico brano smaccatamente commerciale del disco, ma anche il più debole. D’altra parte contiene le tipiche armonie vocali dei Caravan, mentre le sue sfumature ritmiche sono nelle migliori maniere classiche dei campioni di Canterbury, per cui nel complesso non fa neanche una brutta figura, visto che nella loro carriera hanno sfornato anche pezzi peggiori. La leccornia epica di chiusura »Proper Job/Back to Front«, dove a Pye e Richard alla voce principale ogni tanto si aggiunge anche David, è tra i punti luminosi del disco, anzi forse è proprio il momento più luminoso, quando la band per un attimo rievoca la magia artistica e l’atmosfera degli anni Settanta. Vuol dire che tra le varie sezioni non mancano improvvisazioni argute dal retrogusto rustico, e anche Pye alla fine sfodera un possente assolo di chitarra elettrica, così per il gran finale la band si mostra davvero nella luce migliore possibile.
Con »Back to Front« la formazione originale dei Caravan ha fatto un disco d’addio per la propria anima, visto che all’epoca non gliene fregava granché di avere o meno un successo commerciale. I vecchi compagni hanno così lasciato come saluto un solido documento in studio che a tratti, nell’approccio, ricorda alcuni dei loro risultati migliori del decennio precedente, e anche della loro prima fase psichedelica, se si chiude un occhio, ovviamente, su tutti gli arrangiamenti complessi che mancano, sui furbi cambi di tempo, sulle improvvisazioni più lunghe e sul fatto che mentre battevano il ferro dei vari arrangiamenti non erano chissà quanto ispirati e non vedevano l’ora di partire per una lunga pausa musicale.
Formazione
Pye Hastings – voce, chitarra
Richard Sinclair – chitarra, basso, voce
Dave Sinclair – tastiere, voce
Richard Coughlan – batteria, percussioni, voce
MUSICISTA OSPITE:
Mel Collins – sassofono
Produzione
Caravan
Tracklist
1. Back to Herne Bay Front (5:55)
2. Bet You Wanna Take It All / Hold On Hold On (5:20)
3. A.A. Man (5:02)
4. Videos Of Hollywood (5:11)
5. Sally Don’t Change It (4:06)
6. All Aboard (4:08)
7. Taken My Breath Away (4:52)
8. Proper Job / Back to Front (8:19)