…Like Clockwork
Artista: Queens of the Stone Age
Etichetta: Matador
Uscita: 2013
Durata: 45:59
Voto: 4.5/5
Ennesimo disco che piega i generi uscito dalle mani del quasi-biblico Homme, o disperato tentativo dell’ultimo minuto che ha leggermente tradito le attese? Da quel che si sente, difficile dirlo. …Like Clockwork si regge su uno strano filo rosso, su un cast di musicisti »stellare« e su una produzione che ti spacca le orecchie. Stavolta al Messia è corso in aiuto un altro dei »dèi« della scena musicale di oggi (Dave Grohl), insieme a qualche veterano quasi olimpico (tipo Elton John). Certo, anche qui ritroviamo strutture e suoni innovativi che ti mandano il cervello in tilt. Proprio come su Era Vulgaris. E su Lullabies to Paralyze. Quindi l’innovazione è merito del disco, e il nostro modo di vederlo è frutto delle forze messe insieme dai musicisti, oppure è solo la fama di un nome che di per sé richiama il bizzarro e, di conseguenza, annacqua il prodotto finale?
A giudicare dagli arrangiamenti, no. Lo svolgersi dei brani ci regala svolte interessanti che ti fanno frullare in testa domande tipo »ma come diavolo gli è venuto in mente?«. Svolte così le trovi su I Sat by the Ocean e Keep Your Eyes Peeled. La materia che ci arriva attraverso il brano è concretamente tangibile. Altrove, invece, certi inserti e trucchetti ci strappano sospiri più che altro indifferenti. A pesare di più su questo fattore sono i musicisti coinvolti, come Dave Grohl. Certo, in passato la band aveva già collaborato con lui, e tutti ci ricordiamo la carica di energia di Songs for the Deaf. Bisogna capire che quella collaborazione funzionava per l’epoca. …Like Clockwork è un disco di tutt’altro tipo. I Appear Missing e Fairweather Friends mostrano al meglio il punto d’incontro con il numero uno dei Foo Fighters. Strutture e arrangiamenti che abbiamo sentito in tutte le collaborazioni precedenti. Suono marchio di fabbrica? Forse, ma si sfalda in una massa goffa di coagulante, in un brano potenzialmente belva. Fairweather Friends in particolare prende a calci il buio in modo lampante, come un bambino, con Elton John in prima fila.
Il vero opposto sono i pezzi nati dalla collaborazione »nucleare«. Keep Your Eyes Peeled, da categoria pesante, letteralmente schiaccia casse e ascoltatore al suolo, con quella sensazione da »stai lì e ascolta, se ti muovi ti sbrano«. Un effetto simile ce l’ha lo scarto dopo il primo ritornello di I Sat by the Ocean: stacco, e poi di nuovo groove fluido. Le dita sempre presenti di Alain Johannes si sentono chiaramente nella produzione, nella natura grezza con cui il materiale sonoro viene consegnato. Perle così, sparse su tutto il territorio del disco, spuntano man mano che attraversi i dieci brani di …Like Clockwork. Il disco si regge così su dettagli che pochi artisti sanno ricreare. In certi punti i dettagli sono intrecciati con abilità nel già citato strano filo rosso, che si può interpretare in modo lineare. I brani portano con sé note di nostalgia che piano piano ci tirano verso i periodi precedenti della band. La nostalgia è più evidente in My God Is The Sun, brano retrospettivo che, insieme al già citato Keep Your Eyes Peeled, traccia parallelismi con l’ideologia del primo disco, ma allo stesso tempo mette in fila gli elementi dei Queens of the Stone Age di oggi: dettagli curati e svolte negli arrangiamenti dei brani (e del disco). A completare quanto detto sopra ci pensano anche i testi.
La ragione dell’enigmaticità del disco sta nei testi: i periodi difficili che Homme ha attraversato adornano ogni verso. Ascoltando i brani singolarmente, …Like Clockwork ci dipinge un quadro piuttosto confuso. Il vero messaggio lo trovi interpretando i testi del disco come un tutt’uno. Un tutt’uno nel senso dello svolgersi lineare dei brani, che si fondono in un’unica opera: si parte con la rovina e si chiude con una catarsi incompiuta. Di conseguenza il disco si può cogliere da più angolazioni: come una serie di immagini oppure come un unico brano eterno e ciclico.
Alla domanda iniziale possiamo rispondere in due tempi. L’ingaggio di un gran numero di musicisti indica una stagnazione creativa (guardando al periodo in cui il disco è stato fatto) e una soluzione facile per uscire dal Triangolo delle Bermuda creativo. Allo stesso tempo, però, i testi e la natura lineare del disco piegano la percezione della logica di genere e mettono in primo piano l’esplorazione della propria rovina, più che il malcontento verso il mondo di oggi. Il disco è stratificato e, sottotraccia, racconta la complessità dei Queens of the Stone Age (non solo di Homme): una variabile che ogni volta riesce a servirci qualcosa di diverso.
Formazione
- Josh Homme-voce principale, chitarra, batteria, chitarra slide, percussioni, basso, produzione
- Troy Van Leeuwen-seconda voce, chitarra, percussioni, chitarra acustica
- Michael Schuman-seconda voce, basso, piatti, chitarra, sintetizzatore, percussioni
- Dean Fertita-tastiere, chitarra, seconda voce, chitarra slide
Altri musicisti coinvolti:
- Joey Castillo-batteria e percussioni
- Dave Grohl-batteria e percussioni
- Nick Oliveri-seconda voce
- Jon Theodore-batteria e percussioni
- Mark Lanegan-seconda voce
- Trent Reznor-voce principale, percussioni
- Jake Shears-voce principale, percussioni
- Alex Turner-seconda voce
- Elton John-seconda voce e pianoforte
- Charlie May-pianoforte
- Phillip Sheppard-archi e arrangiamenti
- James Lavelle-arrangiamenti e produzione
Produzione
Josh Homme, James Lavelle
Tracklist
- Keep Your Eyes Peeled
- I Sat By The Ocean
- The Vampyre Of Time And Memory
- If I Had A Tail
- My God Is The Sun
- Kalopsia
- Fairweather Friends
- Smooth Sailing
- I Appear Missing
- …Like Clockwork