Back To The Start

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Artista: Airrace
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: year
Durata: 42:27
Voto: 4.5/5

“Nel mondo del rock gli Airrace sono conosciuti soprattutto come trampolino di lancio per Jason Bohnam, dove il figlio del celebre batterista dei Led Zeppelin John Bohnam ha iniziato la sua carriera musicale, ma gli intenditori sapranno dirvi che la band era all’epoca molto apprezzata nelle acque del rock melodico. Gli Airrace pubblicarono il loro album d’esordio “Shaft of Light” nell’ottobre del 1984, e le pagine delle riviste musicali si piegavano letteralmente sotto il peso dei superlativi che quel primo disco in studio raccoglieva nelle recensioni. Il forte supporto discografico che in quel periodo sosteneva il rock in voga all’epoca lo conferma anche l’ingaggio di Beau Hill alla produzione (Ratt, Winger, Fiona…). Nonostante l’accoglienza positiva e le date con giganti come AC/DC, Queen e Meat Loaf, gli Airrace evidentemente presero tutta la faccenda troppo alla leggera e già poco dopo, più precisamente nell’estate del 1985, chiusero i battenti” – Urban Bolt, RockLine. 23.05.2011

“Back To The Start” è esattamente ciò che suggerisce il titolo dell’album. Si riparte dal punto in cui ci eravamo lasciati con “Shaft Of Light”. E il nuovo disco suona come se fosse stato scritto, registrato e pubblicato nel 1985 e non nel 2011. Allo stesso tempo, questo fa pensare che la band abbia riportato in vita e riattivato per il nuovo album vecchie idee musicali, maturate per anni, perché raggiungono una straordinaria varietà strutturale reciproca, mentre l’album nel suo insieme mostra di conseguenza una varietà ben evidente e una dinamica altamente vibrante, fatta di tanti stati d’animo diversi. La band ha trasferito sul nuovo album tutta l’essenza che incarnava nella sua breve esistenza a metà anni Ottanta. Stile di scrittura, arrangiamenti, produzione, la sensazione di un disco dal vivo, come se la band l’avesse suonato e registrato in studio durante un concerto, cosa che oggi riesce solo ai dinosauri del rock tipo Uriah Heep, Journey, Foreigner, Deep Purple quando si mettono al lavoro sui loro dischi in studio. Questa sensazione di “Back To The Start” suonato come in un concerto in studio è la prima prova provata che, anche se non avete letto niente su gli Airrace prima di infilare il nuovo album nel lettore CD, è chiaro che lì dentro gira roba della vecchia scuola rock genuina. Quanto alla produzione nuova, è decisamente più sapiente e matura e conferma l’enorme esperienza della band. Ha ripreso in pieno i contenuti degli anni Ottanta e li ha rivestiti di un abito sonoro vivo, dinamico e succoso. 

Il pezzo Two Of A Kind è un mix diretto di rimandi che arrivano dal pionierismo delle rock band della seconda metà dei Settanta. Il motivo decorativo di chitarre armonizzate sopra la frase principale riporta in vita i metodi di produzione pionieristici dei Boston, le armonie vocali di accompagnamento nel ritornello odorano in perfetta sintonia degli spunti tracciati da Uriah Heep o The Sweet, mentre Keith Murrel lungo tutto il brano (soprattutto nel ritornello) ridà vita a una sensazione erogena e potente, che non nasconde il flirt con l’energia dei Foreigner (anche quelli di oggi).  Questi elementi compaiono sul disco in dosi diverse, inseriti con saggezza nel nucleo dei pezzi, e soffiano sul fuoco rinforzando le atmosfere dei brani.

Andando avanti è interessante come certi motivi ricordino i riff classici del rock e dell’heavy metal. Qui non si tratta di copiare, i membri degli Airrace non ne hanno bisogno. Semplicemente è la ricezione di un fenomeno musicale che viene dal DNA dei membri della band e dalla loro stessa “educazione” a forza di ascoltare le heavy rock band della seconda metà dei Settanta. La parte strumentale centrale di Better Believe It poggia su una frase di chitarra che ha una somiglianza inequivocabile nella struttura con la frase di chitarra di Strong Arm Of The Law dei Saxon, anche se il pezzo in sé con i Saxon non c’entra niente.

Di contagiosità nel segno dell’AOR, ovviamente, il disco non ne manca, ne è impregnato. Una volta di più, un’altra di meno. Se si cerca il purismo, in questo senso spiccano tre punti. L’apertura dell’album con Keep On Going, una combinazione ben shakerata di impatto rock e melodia pomposa ripresa dalla ricetta Journey, è  ancora più efficacemente riciclata più avanti nel disco con la drammatica So Long, come pure nella conclusiva What More Do You Want From Me?, in cui gli Airrace si sono aggrappati nel modo più evidente alle leve dell’uso del suono vecchio stampo dei sintetizzatori di fine anni Settanta, come li usavano un tempo, tanto tanto tempo fa, band come Triumph, April Wine, Trillion, Angel,….

Keith Murrell è una combinazione vocale interessante, che incarna l’elevata flessibilità melodica di Steve Perry (Journey), ma ci aggiunge un pizzico di improvvisazione, a tratti avvicinata nelle sfumature energetiche  all’eccellenza di Glenn Hughes.  La dolcemente contagiosa Call Me Anytime, dove Keith sfrutta questo ottimo senso sopraffino nell’inserire pizzichi di improvvisazione soul, al primo ascolto sembra che Glenn Hughes si sia ritrovato in mezzo a una band che fonde in uno i membri di The Sweet e Foreigner, soprattutto per l’inserimento velenosamente contagioso del piano, che prende l’iniziativa sulla frase di chitarra.

Il ritorno con “Back To The Start” ricorda la forza e il carisma indomabile dei Foreigner di oggi, che nel 2009 hanno pubblicato il loro unico album di ritorno “Cant’ Slow Down”. I pezzi hanno una definizione espressiva chiara e una straordinaria varietà di motivi. Ognuno dei brani ha un carisma e una forza espressiva eccezionali e un accento musicale tutto suo, ben marcato. Di trucco cosmetico non c’è traccia, gli Airrace non amano complicare le cose, conta solo la sensazione di vitalità, che convince in ogni singolo secondo di questo disco. È un album i cui buoni 42 minuti scorrono prima ancora che te ne accorga. E quando finiscono, premi di nuovo “play” sul lettore CD senza problemi. Un disco che fin dalla nascita fa capire chiaramente che supererà senza fatica la prova del tempo. Lo abbiamo aspettato 27 anni. I tempi sono cambiati, quindi lo apprezzeranno solo quegli ascoltatori che hanno vissuto gli anni da “teenager” a metà degli Ottanta. Speriamo che gli Airrace ricevano qualche invito come supporto dei Foreigner per un prossimo tour europeo. Il materiale di “Back To The Start” deve assolutamente risuonare sui palchi europei!

Formazione

Keith Murrell – voce
Laurie Mansworth – chitarra
Dean Howard – chitarra
Chris Williams – tastiere
Jim Reid – basso
Simon Dawson – batteria

Tracklist

1. Keep On Going
2. Two Of A Kind
3. When Baby
4. Call Me Anytime
5. So Long; Back To Start
6. Just One Kiss; Wrong Way Out
7. One Step Ahead
8. Enough Of Your Loving
9. Better Believe It
10. What More Do You Want From Me?

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