Airrace : Back to the Start

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Etichetta: Frontiers Music Srl.
Anno di uscita: 2011
Durata dell’album: 42.27
Produzione: Airrace
Genere: AOR / Melodic Rock / Hard Rock
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Nel mondo del rock gli Airrace sono noti soprattutto come trampolino di lancio per Jason Bonham, che con loro ha iniziato la carriera musicale, figlio del leggendario batterista dei Led Zeppelin John Bonham, ma gli intenditori sapranno dirti che la band, a suo tempo, era tenutissima in considerazione nelle acque del rock melodico. Gli Airrace hanno pubblicato il loro album di debutto “Shaft of Light” nell’ottobre del 1984, e le pagine delle riviste musicali quasi cedevano sotto il peso dei superlativi che quel primo disco in studio si beccava nelle recensioni. Anche la scelta di mettere Beau Hill al timone della produzione (Ratt, Winger, Fiona…) conferma la solida spinta discografica che, in quel periodo, sosteneva il rock in voga degli Airrace. Nonostante l’accoglienza positiva e le date con mostri sacri come AC/DC, Queen e Meat Loaf, gli Airrace hanno evidentemente preso la faccenda troppo alla leggera e hanno chiuso i battenti molto presto, per l’esattezza nell’estate del 1985.

“Back To The Start” è esattamente quello che promette il titolo: la prosecuzione del discorso lasciato in sospeso con “Shaft Of Light”. E il nuovo album sembra scritto, registrato e pubblicato nel 1985, non nel 2011. Allo stesso tempo, lascia intendere che la band abbia riportato in vita e riattivato per questo disco idee musicali vecchie, maturate per tanti anni, visto che raggiungono una straordinaria varietà strutturale tra un pezzo e l’altro, e l’album nel suo insieme, di conseguenza, mostra una vivacità evidentissima e una dinamica ad alta vibrazione, fatta di mille stati d’animo . Il gruppo ha trasferito sul nuovo disco tutta l’essenza che incarnava nella sua breve esistenza a metà anni Ottanta. Stile di scrittura, arrangiamenti, produzione, la sensazione di un disco dal vivo, come se la band l’avesse suonato e registrato in studio con un concerto vero e proprio: oggi riesce ancora solo ai dinosauri del rock tipo Uriah Heep, Journey, Foreigner, Deep Purple quando si mettono al lavoro sui loro dischi in studio. Questa sensazione da “concerto in studio” di “Back To The Start” è la prima prova che, anche se non avevi mai letto niente sugli Airrace prima di infilare il nuovo disco nel lettore CD, ti è subito chiaro che lì dentro gira roba di pura vecchia scuola rock. Quanto alla produzione, è molto più saggia e matura, e conferma l’enorme esperienza della band. Ha assorbito in pieno il materiale degli anni Ottanta e gli ha dato un vestito sonoro vivo, dinamico e succoso.

Il pezzo Two Of A Kind è un mix diretto di trovate che arrivano dal lavoro pionieristico delle rock band della seconda metà dei Settanta. Il motivo di chitarra armonizzato che decora la frase principale ridà vita ai metodi di produzione pionieristici dei Boston, le armonie vocali di accompagnamento nel ritornello profumano di Uriah Heep o The Sweet, mentre Keith Murrel, per tutto il brano (soprattutto nel ritornello), tira fuori un feeling erotico e potente che non nasconde l’ammiccamento all’energia dei Foreigner (anche quelli di oggi). Questi elementi compaiono sull’album in dosi diverse, inseriti con saggezza nel cuore dei pezzi, dove ne gonfiano e rafforzano il clima e l’atmosfera.

Più avanti è curioso come certi motivi ricordino i classici riff del rock e dell’heavy metal. Qui non si tratta di copiare, i membri degli Airrace non ne hanno bisogno. È semplicemente un riassunto del fenomeno musicale che viene dal DNA dei membri della band e dalla loro “educazione” a forza di heavy rock della seconda metà dei Settanta. La parte strumentale centrale di Better Believe It poggia su una frase di chitarra che ha una somiglianza inequivocabile, nella struttura, con quella di Strong Arm Of The Law dei Saxon, anche se per il resto il pezzo con i Saxon non c’entra niente.

Di contagiosità AOR sull’album, ovviamente, non ce n’è carenza: ne è impregnato da cima a fondo. Un po’ di più, un po’ di meno. Se cerchi il purismo, a spiccare sono tre pezzi. L’apertura dell’album, Keep On Going, con la sua miscela ben fermentata di botta rock e melodia pomposa alla ricetta Journey, viene ripresa in modo ancora più efficace più avanti nel disco con la drammatica So Long, e anche nella conclusiva What More Do You Want From Me?, dove gli Airrace si aggrappano alle leve più evidenti del suono vecchio stampo dei sintetizzatori di fine anni Settanta, quelli che una volta usavano band come Triumph, April Wine, Trillion, Angel,….

Keith Murrell è una combinazione vocale interessante: incarna la grande flessibilità melodica di Steve Perry (Journey), ma ci aggiunge un pizzico di improvvisazione, che per sfumature energetiche si avvicina a tratti all’eccellenza di Glenn Hughes. La dolcemente contagiosa Call Me Anytime, dove Keith sfrutta quell’ottimo, raffinato senso per le spruzzate di improvvisazione soul, al primo ascolto sembra che Glenn Hughes sia finito in mezzo a un gruppo che fonde i The Sweet e i Foreigner, soprattutto per l’inserimento di piano, velenosamente contagioso, che prende l’iniziativa sulla frase di chitarra.

Il ritorno con “Back To The Start” ricorda la forza e il carisma indomabile dei Foreigner di oggi, che nel 2009 hanno pubblicato il loro splendido album del ritorno “Cant’ Slow Down”. I pezzi hanno una definizione espressiva chiarissima e una varietà di motivi fuori dal comune. Ogni brano ha un carisma espressivo eccezionale e un suo accento musicale ben marcato. Niente trucco: gli Airrace non amano le complicazioni, conta solo il senso di vitalità, che convince in ogni singolo secondo di questo album. È un disco i cui buoni 42 minuti scorrono prima ancora che te ne accorga. E quando finiscono, premi di nuovo “play” sul lettore CD senza problemi. Un album che fa capire chiaramente che supererà senza difficoltà la prova del tempo. L’abbiamo aspettato 27 anni. I tempi sono cambiati, quindi lo apprezzeranno solo gli ascoltatori che hanno vissuto l’adolescenza (“teenagerstvo”) a metà anni Ottanta. Incrociamo le dita che gli Airrace ricevano un invito dai Foreigner come gruppo spalla per il prossimo tour europeo. Il materiale di “Back To The Start” deve assolutamente risuonare sui palchi europei!

autore: Aleš Podbrežnik
voto: 9.0 / 10


Tracklist:
1. Keep On Going
2. Two Of A Kind
3. When Baby
4. Call Me Anytime
5. So Long
6. Back To Start
7. Just One Kiss
8. Wrong Way Out
9. One Step Ahead
10. Enough Of Your Loving
11. Better Believe It
12. What More Do You Want From Me?

Formazione:
Keith Murrell – voce
Laurie Mansworth – chitarra
Dean Howard – chitarra
Chris Williams – tastiere
Jim Reid – basso
Simon Dawson – batteria

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