Battle Cry (DVD)
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Judas Priest
Etichetta: Columbia Records
Uscita: 2016
Voto: 3/5
Al nome Judas Priest ogni vero amante dei suoni pesanti ha un brivido. La band, che resiste instancabile sulla scena dal 1969 e che con il suo spirito da pionieri e la sua visione musicale ha gran parte del merito di aver fissato il concetto stesso di heavy metal, tra il 2011 e il 2012 stava in pratica già chiudendo la carriera. Aveva annunciato soltanto un ultimo tour mondiale d’addio intitolato »Epitaph«, seguito per giunta dall’uscita di un DVD! Ma le energie, evidentemente, hanno preso un’altra piega, soprattutto dopo l’ingresso in formazione, al posto del mitico KK Downing, del molto, molto più giovane e smanioso di mettersi alla prova chitarrista Richie Faulkner. La band ha così sentito una nuova forza vitale, ha ritrovato l’ispirazione creativa, ha registrato e pubblicato un nuovo, ottimo album in studio, »Redeemer of Souls«, e a questo ha fatto seguito un nuovo tour mondiale.
Rinvigoriti e ringiovaniti, i Judas Priest l’anno scorso hanno quindi messo in fila una serie di concerti. Sui palchi europei sono comparsi in piena estate, passando per buona parte dei festival più prestigiosi del continente, poi, poco prima della fine dell’anno, cioè a dicembre (con i leggendari UFO a supporto), sono tornati ancora una volta sui palchi europei per un tour nei palazzetti.
La band ha deciso di immortalare anche questo tour! Così il concerto al celebre Wacken Open Air festival in Germania, il 01.08.2015, dove i Judas Priest hanno suonato davanti a una folla da ben 85.000 teste, è stato ripreso con più telecamere ed è diventato un nuovo documento dal vivo.
I Judas Priest non hanno mai brillato come grandi esteti. Già il tour Epitaph, per quanto riguarda le scenografie e l’allestimento del palco (uso di schermi di proiezione e altra roba di contorno, come le catene tese, il finto fuoco che sbuffa,…), si portava dietro un kitsch da quattro soldi. Ebbene, quest’ultimo tour, da cui nasce il documento »Battle Cry«, non è per niente meglio sotto questo aspetto. Le proiezioni a quadrettoni sullo sfondo restano anche stavolta estremamente ingenue e del tutto infantili, accompagnate da un design scadente e da un’idea di base altrettanto povera. Comunque sia, la band su queste cose non ha mai puntato granché sull’estetica. L’enorme palco del Wacken Open AIr festival, però, i Judas Priest l’hanno dominato con la loro performance. Soprattutto Halford, che ha marciato per tutto il tempo in giri enormi, dalla prima linea del palco fino al batterista Scott Travis, e poi a destra e a sinistra, dagli altri compagni.
Durante lo show, come da tradizione per i Judas Priest, c’è un sacco di luce rossa. Da questo punto di vista la ripresa non raggiunge la qualità che nel 2016 offrono altri nel giro del rock’n’roll. Tra DVD e Blu-ray, a dirla tutta, non c’è una differenza di qualità sostanziale, che per le regole dovrebbe essere evidente e netta. E invece non si nota. Quindi l’immagine non è del tutto nitida e pulita, nemmeno sul Blu-ray. Inoltre l’uso di più telecamere ha catturato molto male le composizioni in »close-up«. È evidente che i Judas Priest non avevano proprio nessun cameraman nel photo pit. Di scene in »close up« durante il concerto vediamo da vicino solo la »Fyln’ V« di Richie Faulkner, e sempre nella stessa inquadratura.. Davanti c’è l’asta del microfono (purtroppo l’inquadratura dà fastidio), per cui si vede bene di norma solo la mano destra di Richie, mentre se la sinistra si avvicina ai tasti del manico, più vicino ai pickup, si può osservare anche l’assolo del chitarrista. I »close up« di Ian Hill e Glenn Tipton mancano del tutto! La maggior parte dell’attenzione della regia va ovviamente a Rob Halford, ma anche Scott Travis alla batteria è ripreso molto bene dal cameraman di palco. Le altre inquadrature sono riempite da telecamere lontane e trasmettono quel senso di grandiosità che crea solo l’inconfondibile battito di una furia da 85.000 teste in mezzo a Wacken. Insomma, questo film-concerto si porta dietro un bel po’ di riserve.
L’altra cosa è il suono complessivo dell’esibizione. Quello è il vero suono Judas Priest. Anzi, di più. La band stavolta non ha deciso di ritoccare il suono in studio a posteriori, cosa che un tempo faceva volentieri prima di pubblicare i live. Quindi è chiaro che Halford non riesce più a cantare con la potenza di una volta, che adatta le linee vocali, o lascia i pezzi principali dei ritornelli al pubblico impazzito. È interessante anche che Glenn Tipton abbia lasciato la maggior parte degli assoli a Richie Faulkner, a cui la dinamite non manca di certo e che, vista la qualità mostrata, quella posizione se l’è anche guadagnata a pieno titolo. Del resto Tipton a tratti sembra svagato e non proprio sul pezzo con la chitarra. Come se in realtà fosse annoiato, o stanco morto.
A tutto questo va aggiunto anche l’uso del gobbo elettronico a cui Rob Halford ricorre per cantare le strofe. Vuol dire che non le sa a memoria. Anche questa non è una novità per i Judas Priest, anche se la band cerca di mascherarlo con i più svariati trucchetti visivi. Halfrod ovviamente prova a nasconderlo con gli occhiali da sole e con movimenti »robotici« legnosi avanti e indietro. Con la postura »in avanti« e la testa rivolta verso il basso. È logico. Le strofe in qualche modo deve pur leggerle.
Il materiale su DVD e Blu-ray contiene due brani in più rispetto alla registrazione audio sul CD. Per motivi di durata. Dal CD sono così rimasti fuori Turbo Lover e Livin’ After Midnight. DVD e Blue-ray hanno anche tre brani extra, che arrivano dalla parte autunno-inverno del tour europeo 2015, registrati al concerto dei Judas Priest del 10.12.2015 a Danzica (Polonia). La scaletta del tour estivo, infatti, era diversa da quella del tour autunnale. Così il brano Devil’s Child nella scaletta (estiva) è stato sostituito dall’ottima Desert Plains (»Point of Entry«, 1981), e il brano Jawbreaker dalla straordinaria Screaming For Vengenace (»Screaming For Vengeance«, 1982). Nel repertorio della parte autunnale del tour, rispetto alla scaletta estiva, è comparsa in più The Rage. Ecco la risposta al perché come brani extra siano stati scelti proprio Screaming For Vengenace, The Rage e Desert Plains.
Comunque. Energia, esecuzione. Quello conta. La band prende ancora a calci in bocca e in fronte in modo assolutamente dignitoso e deciso! I veri fan dei Judas Priest si butteranno su questo prodotto e lo infileranno subito nella loro collezione privata di tutte le opere di questa celebre band. Voi che siete più esigenti, restate piuttosto sui live della band registrati negli anni Ottanta. Mi riferisco a »Live Vengeance 1982« e »Priest Live!« (1986). Quindi. Se non siete fan sfegatati della band, stavolta allungate la mano al portafoglio con un pizzico di elasticità e giudicate con la vostra testa. Controllate il materiale prima di investirci. La qualità che il nome Judas Priest garantisce in un’epopea maratona lunga 47 anni è, ovviamente, di nuovo qui, ma certe cose che con gli anni si attaccano al volto e all’opera della band come conseguenza dell’età, stavolta vanno semplicemente messe in conto.
Formazione
Rob Halford – voce
Glenn Tipton – chitarra
Richie Faulkner – chitarra
Ian Hill – basso
Scott Travis – batteria
Tracklist
1. (Intro) Battle Cry
2. Dragonaut
3. Metal Gods
4. Devil’s Child
5. Victim of Changes
6. Halls of Valhalla
7. Turbo Lover
8. Redeemer of Souls
9. Beyond the Realms of Death
10. Jawbreaker
11. Breaking the Law
12. Hell Bent For Leather
13. The Hellion
14. Electric Eye
15. You’ve Got Another Thing Coming
16. Painkiller
17. Living After Midnight
brani extra:
18. Screaming for Vengeance
19. The Rage
20. Desert Plains