Invention of Knowledge

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Anderson/Stolt
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 2016
Durata: 65:02
Voto: 4/5

Era solo questione di tempo prima che l’ex usignolo degli Yes Jon Anderson e l’instancabile capo dei The Flower Kings Roine Stolt mettessero in piedi un progetto musicale insieme, visto che i due hanno un sacco di punti in comune e una visione del mondo molto simile. Il maestro della chitarra Stolt è infatti da una vita fan del percorso creativo di Jon, dato che gli Yes sono sempre stati tra le influenze sonore chiave dei The Flower Kings. A tifare per la collaborazione è stato soprattutto Thomas Waber, boss della label tedesca InsideOutMusic. I The Flower Kings e gli altri progetti di Stolt, che non sono pochi, sono da tempo tra le attrazioni principali della sua etichetta, smaccatamente affezionata al progressive rock.

Dopo che le strade di Jon e Roine si sono finalmente incrociate durante una crociera prog-rock, dove il leggendario cantante è salito sul palco come ospite speciale della superband di Stolt, i Transatlantic, i due hanno deciso di lanciare un progetto comune e registrare un disco intitolato »Invention of Knowledge«. A dargli una mano nella realizzazione sono stati l’ex tastierista live degli Yes Tom Brislin e alcuni membri attuali ed ex dei The Flower Kings, come il batterista Felix Lehrmann, i bassisti Jonas Reingold (Karmakanic) e Michael Stolt e il cantante Daniel Gildenlow (Pain of Salvation). Dalla sua uscita non proprio amichevole dagli Yes, Jon ha messo a segno parecchie mosse musicali discutibili. I suoi recenti lavori solisti, così come le collaborazioni con l’ex ‘compagno di sventura’ degli Yes Rick Wakeman e con il leggendario violinista Jean-Luc Ponty, non hanno entusiasmato granché, quindi lo scetticismo di alcuni fan verso il suo ultimo progetto era più che giustificato, anche se stavolta c’è di mezzo un veterano del prog navigato come Roine.

Le preoccupazioni non erano infondate, ma »Invention of Knowledge« si rivela un disco migliore di quanto i più avrebbero pensato. Con una squadra di musicisti così non è una vera sorpresa, anche perché gli ex e gli attuali membri dei The Flower Kings sono cresciuti a pane e Yes e saprebbero suonare qualsiasi pezzo degli Yes anche ‘a mezzanotte’, se un fan scatenato li svegliasse per caso nel cuore della notte. Anderson e Stolt si sono divisi le parti di composizione su »Invention of Knowledge« in modo piuttosto democratico, così il risultato è un prodotto musicalmente molto equilibrato, che non è difficile amare. Ovviamente vale per tutti quelli a cui non danno fastidio i testi. Questi sono, come c’era da aspettarsi, tinti di allegria e pieni di tipici mantra new age, visto che i due condividono una filosofia quasi identica di ‘illuminazione’ spirituale. Roine ha raggiunto da un pezzo il livello ‘floreale’ del suo grande ‘guru’, e chi non ha problemi con questo troverà anche stavolta tanti piaceri appaganti nel disco.

Con »Invention of Knwoledge« i signori Anderson e Stolt hanno realizzato un disco che, come prevedibile, piacerà soprattutto ai fan delle due band a cui vengono più spesso associati, cioè Yes e The Flower Kings. Nel complesso l’album è venuto meglio di quanto molti avrebbero pensato, considerati i recenti progetti di Jon. »Invention of Knowledge«, nonostante la complessità della maggior parte degli arrangiamenti e i numerosi assoli drammatici, scorre ‘in un soffio’, perché tutti i brani si reggono su armonie melodiche e bei ritornelli che ti sollevano, tanto che sotto molti aspetti è un lavoro poco impegnativo da ascoltare e quasi meditativo. Intendiamoci, il tutto è suonato a un livello eccelso, e il perfezionismo tecnico e di produzione è onnipresente. Di grande innovazione ovviamente non si può parlare, ma i due maestri riescono comunque a tirare fuori il meglio da ‘entrambi i mondi’.

Probabilmente, ascoltando »Invention of Knowledge« si divertiranno anche tutti quelli delusi da ciò che succede agli Yes dopo l’addio di Jon, e qui non si può parlare di riciclo della celebre eredità delle leggende del prog, già solo perché la tecnica chitarristica di Stolt è parecchio diversa da quella di Steve Howe, mentre anche Brislin ha un approccio alle tastiere completamente diverso da Rick Wakeman o Geoff Downes. La voce del signor Anderson non suonava così ispirata da tempo, e la sensazione positiva che durante la collaborazione con il maestro della chitarra si sia divertito davvero si respira lungo tutto l’album.

»Invention of Knowledge ha il pregio di ‘risucchiare’ l’ascoltatore già dal brano d’apertura, »Invention«, dove le armonie vocali ricordano un coro accordato alla perfezione di ‘ bambini della luce’. Di complicazioni con improvvisazioni jazz tirate per le lunghe non c’è traccia, perché i singoli assoli sono più o meno orientati alla melodia. Sarebbe difficile indicare dei picchi su un disco così equilibrato, dove si trovano anche alcune influenze ambient dal ‘lontano Oriente’, visto che i pezzi brevi e quelli lunghi si equivalgono più o meno per qualità. In ogni caso »Invention of Knowledge« è in un certo senso una piacevole sorpresa e quasi certamente verrà accolto bene dai ‘proggofili’, tranne dai fanatici irrealistici che si aspettavano per caso un nuovo »Close to the Edge«.

Formazione

Jon Anderson – voce principale e cori, sintetizzatore, percussioni, co-produttore
Roine Stolt – chitarra elettrica, chitarra acustica, lap steel, chitarra portoghese, dobro, tastiere, percussioni, cori, co-produttore

MUSICISTI OSPITI:
Tom Brislin – tastiere
Lalle Larsson – tastiere
Jonas Reingold – basso, cori
Michael Stolt – basso, pedali Moog Taurus
Felix Lehrmann – batteria
Daniel Gildenlöw – cori
Nad Sylvan – cori
Anja Obermayer – cori
Maria Rerych – cori
Kristina Westas – cori

Produzione

Jon Anderson e Roine Stolt

Tracklist

– I – Invention of Knowledge –
1. Invention (9:41)
2. We Are Truth (6:41)
3. Knowledge (6:30)
– II – Knowing –
4. Knowing (10:31)
5. Chase and Harmony (7:17)
– III – Everybody Heals –
6. Everybody Heals (7:36)
7. Better by Far (2:03)
8. Golden Light (3:30)
– IV – Know… –
9. Know… (11:13)

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