Before The Sea Was Built

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Izvajalec: Raging Speedhorn
Založba: SPV Records
Izid: 2007

Un corno furioso e veloce. Affilato come un rasoio, testardo come un pit bull, con un buco in testa. Morbosità britannica caricaturata alla grande in un mix succoso di riffing metal e hardcore, con sbandate punk o sporco galoppo rock n’ roll alla Motorhead e una spennellata di doglie sludge abortive. Questo è il quarto album in studio dei Raging Speedhorn. Prima di questo disco la band ha cambiato il cantante: il nuovo arrivato Bloody Kev ha preso il posto di Frank Regan, e si sente, perché il gruppo ha fatto un bel salto avanti: Bloody Kev porta una gamma molto più varia di sfumature vocali. L’altro volto nuovo si chiama Dave Thompson e strapazza il basso.

I Raging Speedhorn continuano a crescere a livello espressivo, e lo conferma senza ombra di dubbio anche il nuovo album in studio “Before Thje Sea Was Built”. È un disco ambizioso da morire, che suona perfino complesso nonostante — non ci crederete — i pezzi durino per lo più due minuti scarsi, tanto che il tutto arriva a malapena a 28 minuti buoni. Un album record di brevità per il nuovo millennio.

Questi ragazzi tengono una produzione cruda e vera, senza trucco. Spina nell’amplificatore e via! Questa è la regola. Tirano fuori un groove pazzesco, che ti agita dentro mentre infila una combinazione stranamente ben amalgamata di voci screamo furiose e valanghe di riff pesanti che rotolano, per un suono azzeccatissimo, rinforzato da un clangore di basso scoppiettante e da un frastuono di batteria da cannonata paralizzante, il cui rumore di piatti volutamente sovra-prodotto porta nel suono ancora più vitalità da garage, che ci accompagna dall’inizio alla fine.

Le due voci evocano, con uno screamo più basso e uno più alto, un contrasto che tiene sempre sulle spine e che senza alcun freno snocciola il nero dei neri del giorno del giudizio dell’umanità. Ovvi i tocchi di rovina doom, che però non hanno mai un ruolo centrale: si sentono solo deviazioni puntuali in quella direzione, che, insieme ai vari ingredienti di genere già citati, ricordano la forza sperimentale della band nell’esprimere la propria visione musicale, col risultato di creare qualcosa di personale!

Il linguaggio della band è complesso, ma si ascolta con facilità. Tipico è l’intreccio di elementi metal e hardcore in un momento ambientale pesante e cupo, tragicamente ferrato, che spesso assume una veste scandalosamente dissonante e costruisce un senso apocalittico. Spesso i Raging Speedhorn ravvivano il riff con un rapido pizzicato su una sola corda, noto nella versione di produzione molto più controllata e incentrata sui toni alti tipica del black metal. Ma coi Raging Speedhorn suona molto più reale, con i piedi per terra, diciamo più concreto! Alle parti più veloci, dove la band vomita rabbia, seguono passaggi più brevi e finemente cesellati, dove la cupezza dell’atmosfera intrappolata ondeggia con ancora più intensità. Un esempio tipico è Sound Of Waves, che dà all’ascoltatore una sensazione volutamente inquietante nel complesso. Curioso che qui la band non voglia uscire dal ring da grande vincitrice, e così non ripete il trucco nella conclusiva Jump Ship, che ha un riff di base molto simile ma un ritmo di fondo diverso, che crea un’atmosfera completamente nuova, ma i Raging Speedhorn hanno lasciato il pezzo incompiuto. La fine del brano, e quindi dell’album, è tagliata di netto in puro stile punk. Del tutto di proposito. “Cap” e compagni sforbiciano il pezzo senza pietà nel momento in cui l’atmosfera ad alta tensione si sta costruendo con più intensità! Vi lasciano affamati e pronti a ricevere un’altra razione del loro botto.

“Before The Sea Was Built” è un disco che non lascia indifferenti. Al primo giro, mentre ti ci fai strada, senti tutta l’eruzione monostrato di un’energia primitiva e distruttiva che vuole trasformarsi. Al primo giro senti solo fuoco e dolore. Con ogni ascolto l’immagine dell’album si compone. Incredibile, visto che dura appena 28 minuti buoni, eppure i Raging Speedhorn riescono a infilare una dinamica pazzesca di atmosfere intrappolate che ondeggiano, attraverso una valanga di riff infuocati, in una continuità che scorre coerente ed è sottoposta a sperimentazioni audaci, con cambi di ritmo spavaldi da un brano all’altro. La band mantiene una rabbia autentica, una postura frontale e aggressiva da denti di pit bull che strappano, e insieme una grande fluidità musicale. Totalmente testarda e intelligente da morire. Musica per tutti i disperati che volete impugnare un’arma e fare qualche grossa stupidaggine!

Formazione

John Loughlin – voce
Bloody Kev – voce
Gareth Smith – chitarra
Jay Thompson – chitarra
Dave Thompson – basso
Gordon Morison – batteria

Produzione

Larry Hibbitt

Tracklist

1. Everything Changes
2. Before The Sea Was Built
3. Dignity Stripper
4. Mishima
5. Last Comet From Nothingness
6. Born To Twist The Knife
7. Who Will Guard The Guards?
8. Too Drunk To Give A Fuck
9. Sound Of Waves
10. Jump Ship

Durata dell’album: 28.28

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