Bella Insania
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Margins, The
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: year
Durata: 35:45
Voto: 4.5/5
»All’orizzonte ci sono i »ragazzi di periferia«, e li pervade una »bella follia«! Cioè voglia di vivere, irruenza, fame di affermare qualsiasi cosa, insomma, quello che si porta dietro la follia della gioventù! In questo caso attraverso la creazione della propria musica! Eccoli qua, The Margins! Dopo quello che hanno dimostrato con una campagna promozionale quasi professionale e tutta cuore, che ha accompagnato nell’ultimo anno le attività legate all’uscita del primo album in studio »Bella Insania«, non si può dire altro che The Margins sono una nuova band sloveno-croata ambiziosissima, che affronta ogni mossa con una voglia ribollente di dimostrare quanto vale. The Margins sono una formazione relativamente giovane, che però con l’esordio »Bella Insania« conferma il suo perfezionismo e non solo i talenti con cui questi ragazzi, di base, sono già armati. The Margins sono, detto alla buona e senza giri di parole, un gruppo alternative rock che nella sua musica originale dei nuovi tempi raccoglie l’eredità del brit pop e del post brit pop, ma con una chiara componente di sound garage, dove il ruggito delle chitarre, in una marea di decibel liberi, non viene frenato per niente. Insomma, cultura indie rock. All’italiana, anzi alla slovena, anche se »sloveno« già solo nel caso dell’album d’esordio di questa band è in realtà un’etichetta superata E quindi? Ti vengono in mente Franz Ferdinand, Mando Diao, Kaiser Chiefs. The Margins non perdono tempo con loop programmati e sintetizzatori, lasciano le chitarre libere di correre e ti tiene incollato un »drive« audacemente potente e un rock’n’roll energetico e genuino, il »flusso« di »Bella Insania«.
Per un po’ da noi hanno battuto questa strada gli Eskobars della costa, anche se non so cosa stia succedendo al gruppo in questo momento. Ora i The Margins, a metà strada tra Prekmurje e Međimurje, portano in questo senso una risposta nota con »Bella Insania«. E incredibile. L’esordio è finito in modo così abile e magistrale che già adesso può giocarsela con i contemporanei della band sulla scena internazionale. »Bella Insania« suona davvero »britannico«. Pur corteggiando MTV e avendo tutti gli ingredienti per un possibile successo commerciale, non si rivolge all’ascoltatore nemmeno per un attimo con un briciolo di invadenza »zuccherosa« e strafottente. L’album è il riflesso autentico dell’evoluzione naturale attraverso cui sono passati i The Margins.
La composizione è rifinita, e lo è anche il lavoro sul suono, curato fino all’ultimo dettaglio. L’album suona vivo, organico, gli elementi del quadro sonoro sono contrastati in modo esemplare e in questo dialogo e simbiosi sonora sottolineano con grande abilità la natura in parte »garage« del lavoro, dove sfavilla la posa esuberante delle chitarre, mentre allo stesso tempo i pezzi raggiungono anche un’alta musicalità e un certo pomp (bombastico), e per questo l’album ti entra sottopelle in un attimo, già al primo giro nel lettore CD. Dall’altra parte, l’album è impreziosito da una componente di approcci moderni alla produzione sonora, che aggiunge al disco la raffinatezza di un perfezionismo d’arte (per esempio il brano Loudspeaker). Il basso è grosso, teso e messo in risalto con carattere, e quindi fa più che da contrappeso alle frasi di chitarra che, come detto, non lesinano la dose di decibel liberi di origine rock graffiata e distorta fino al midollo. La voce è autorevole, sigillata, marcata e, nella metrica dei versi inglesi, confezionata con estrema abilità. Così si rivolge all’ascoltatore con un’aura di dominanza e grande sicurezza. Molto »britannico«. I ritmi sono semplici. Trascinanti! In tutto questo spettro sonoro la band aggiunge anche un pizzico di loop programmati (effetti speciali), allargando il quadro sonoro e approfondendo la teatralità dei pezzi, cioè la loro portata emotiva! Da questo punto di vista l’album si sviluppa in modo molto dinamico. Dal primo all’ultimo secondo.
La band ci mette il cuore. Con questa generosità The Margins superano le possibili associazioni con quanto già inventato nella sfera musicale di genere che occupano. In realtà The Margins non si preoccupano di cosa fanno gli altri, ma si concentrano rigorosamente solo su ciò che dettano passioni, emozioni e l’ispirazione del momento! Di conseguenza l’album esprime una splendida portata di libertà artistica e leggerezza creativa, insieme a freschezza e provocazione artistica, e consegna all’ascoltatore il dossier di una giovane band che respira a pieni polmoni e guarda al proprio futuro da vincitrice. L’esordio può vantare un eccezionale focus artistico, una visione musicale ben costruita, una compattezza straordinariamente penetrante nella composizione di nove pezzi originali, impreziositi da un’eccellente produzione sonora. Un album che può essere un esempio luminoso per band simili del battito alternative rock e indie rock sloveno e un album che bussa forte alla porta della scena internazionale. Allo stesso tempo è un album di cui la band può andare estremamente fiera. E questa è soltanto la pietra angolare della sua discografia, che, speriamo, con la stessa generosità mostrata qui si arricchirà artisticamente e crescerà nel futuro.
Formazione
Aljaž Gyurica – voce, chitarra
Patrik Jambrošič – chitarra
Luka Ščavničar – basso
Jože Horvat – batteria
Produzione
Denis Horvat & The Margins
Tracklist
1. Continental
2. That’s Gonna Happen
3. Loudspeaker
4. Let’s Go
5. Find Your Way
6, New Wave
7. Goodbye My Friend
8. Auro
9. Red