Big Generator

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Yes
Etichetta: Atlantic Records
Uscita: 1987
Durata: 43:41
Voto: 3/5

Dopo la trasformazione più riuscita della loro carriera sul piano stilistico e commerciale, gli Yes sono andati avanti con la formazione di “90125” e, ovviamente, hanno provato a fare un nuovo disco che inseguisse il successo del predecessore “90125”. “Big Generator”, come suggerisce già il titolo, è arricchito dalla grinta di quell'”energia rock” che Trevor Rabin ha portato nella band, soprattutto come chitarrista e compositore. L’uomo che era stato il principale artefice della grande metamorfosi degli Yes, con un fiuto eccezionale per i pezzi brevi, incisivi e compatti, conditi alla grande di riff energici, ha avuto carta bianca anche stavolta nel dettare la linea musicale dei nuovi Yes. Insomma, in quel periodo la musica degli Yes si è beccata una dose di frenesia adrenalinica di cui prima non aveva mai potuto vantarsi.

L’opener Rhythm of Love è un pezzo che prova a seguire le orme di Owner Of A Lonely Heart e così si è ritrovato anche lui nella posizione di brano amico delle onde radio, fatto apposta per girare a rotazione pesante da quelle parti. Senza l’evergreen del “riff metal” di Owner Of A Lonely Heart, ma con un effetto finale simile su chi ascolta, grazie soprattutto a un “beat” bello in evidenza, che è il principale colpevole se ti ritrovi subito il sangue caldo che ti scorre nelle vene.

Pezzi ultramelodici, rifiniti dalla testa ai piedi, con una produzione dal suono cristallino e un contrasto marcato tra la sezione ritmica pulsante e “splashy” e la nitidezza levigata della chitarra di Rabin: sono di nuovo qui. Splendide armonie multivocali (Holy Lamb), che calzano a pennello nell’immagine dei brani, danno alle canzoni un marchio speciale e importantissimo. La voce di Anderson, assolutamente insostituibile, è il puntino sulla “i” che dà la specificità agli Yes degli anni Ottanta e, allo stesso tempo, l’unico filo riconoscibile attraverso il quale brilla ancora un po’ lo spirito dei grandi giorni dei Settanta, quando gli Yes erano tutta un’altra storia. Anche stavolta, comunque, la band mantiene gli elementi vocali di Rabin in primo piano, il che crea e arricchisce ulteriormente il contrasto dei brani (Love Will Find A Way) sul disco. Ma nel confronto “uno a uno” tra i pezzi di “Big Genrator” e “90125”, “Big Genrator” non ha la grandezza dei motivi espressivi di Change, Ownr Of A Lonely Heart, né qualche spezia progressive nello stile dello strumentale Cinema. Su “Big Generator” gli Yes hanno abbandonato del tutto gli elementi progressive che “90125” conteneva almeno qua e là, in lievi sfumature.

I pezzi hanno, come sempre, una bella dose di varietà nei temi e nelle atmosfere, a dimostrazione che “Big Generator” è comunque un album dinamico. Però qui non c’è sperimentazione, e quindi nessun passaggio dal prevedibile all’imprevedibile, né mosse che si potrebbero definire progressive. “Big Generator” è un disco per gli amanti del pop rock, dell’AOR e dell’hard rock melodico e, allo stesso tempo, la “morte” per chi ama gli Yes dell’eredità anni Settanta. Eppure questo album non ha portato alla band lo stesso successo di “90125”, anche se è stato scritto con la stessa impostazione, perché per il mercato non aveva più quella freschezza con cui “90125” aveva sorpreso. “Big Generator” è il seguito logico di “90125”, ma tra il 1983 e il 1987 gli Yes non hanno cambiato di una virgola la propria immagine. Così, dopo l’uscita, Rabin si è un po’ allontanato dagli Yes e ha ripreso a dedicarsi di più alla carriera solista. Forse aveva intuito che gli Yes erano di nuovo sulla soglia di nuovi “strani” cambiamenti, e non era lontano dalla verità. Semplicemente, con “Big Generator” gli Yes volevano fare cassa. Ne esce un bel disco pop art rock, senza spunti per cercare orizzonti più profondi e filosofici, che comunque, nella sua negazione di sé in questo periodo, non è arrivato al ridicolo del pop minimalista al prezzo di svendere l’intelletto a una tendenza che aveva travolto i loro fratelli Genesis. Gli Yes stavano diventando piano piano “atje”, e l’epoca dell’avanguardia nella loro musica, con cui si erano iscritti all’eternità negli anni Settanta, era evidentemente finita per sempre.

Formazione

Jon Anderson – voce
Trevor Rabin – chitarra, voce, cori
Chris Squire – basso, cori
Tony Kaye – tastiere
Alan White – batteria

Produzione

Yes & Trevor Rabin

Tracklist

1. Rhythm Of Love (4:49)
2. Big Generator (4:31)
3. Shoot High Aim Low (7:59)
4. Almost Like Love (5:58)
5. Love Will Find A Way (4:48)
6. Final Eyes (6:20)
7. I’m Running (7:34)
8. Holy Lamb (3:15)

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