Blasfemia di dicembre a Šiška! (2016)
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Kino Šiška, Lubiana
Data del concerto: 07.12.2016
L’anno concertistico, incredibilmente variegato, si sta chiudendo piano piano, ma prima di salutarci per davvero ci ha pensato Krampus a recapitarci un pacco blasfemo, visto che quest’anno siamo stati buoni cattivi (a proposito, l’omonimo film del 2015, insieme a Gremlins, Die Hard e Bad Santa, forma il Natale cinematografico perfetto per chi è stufo delle innumerevoli repliche di Mamma, ho perso l’aereo). A Šiška è arrivato un pacco di male, tenebre e occulto avvolto in carta nera, da cui sono schizzati fuori come il clown Pennywise di King gli Absu, i Possessed e i Belphegor. Il concerto, tra l’altro, per una gomma bucata del tour bus in Ungheria era a un passo dal saltare, ma grazie allo sforzo di organizzatori, band e tutti i coinvolti per fortuna non è andata così. Purtroppo però c’è stato un ritardo e l’esibizione degli Absu è slittata in fondo alla serata, per cui hanno suonato un po’ meno di quanto annunciato, ma pazienza, meglio così che veder saltare l’intero concerto.
Come ormai è consuetudine in questi tour e simili, ad aprire ci ha pensato una band italiana, stavolta i milanesi Cold Raven. Evidentemente le band italiane sono ancora quelle che cacciano più soldi e, grazie al sistema »pay to play«, si accaparrano un posto in tour relativamente di risonanza. Di solito quindi dalle band di supporto non ci aspettiamo grandi exploit, e anche stavolta è andata così. Come il loro nome non ha senso (Corvo gelido? Davvero?), così non ha senso la loro musica. Con il loro black metal i Cold Raven copiano senza successo il sound di band come soprattutto i Watain, e in poco meno di mezz’ora ci siamo beccati una bella dose di riff a sciame d’api non originali, blast beat generici e vocals monotone dalla bocca di un frontman rompiscatole.
Un po’ meglio sono andati gli statunitensi death/thrash From Hell, band guidata da George Anderson, che finora ha in discografia solo il debutto Ascent From Hell. Lo cito perché a registrarlo ha aiutato George una formazione »all star«: Paul Bostaph (Slayer ecc., batteria), Steve Smyth (ex-Testament, ex-Nevermore, chitarra) e Damien Sisson (Death Angel, basso). Purtroppo quei tre dal vivo non suonano con lui, a dare una mano a macinare Šiška ci hanno pensato il bassista Stephen Goodwin (ex-Vicious Rumors), il chitarrista Justin Sakogawa (Hatriot) e il batterista Wes Anderson (ex-Blind Illusion). I From Hell non hanno offerto niente di sconvolgente, ma la loro visione del death/thrash è stata del tutto corretta, i riff sincopati erano decisamente schiaccianti e, nonostante i problemi tecnici, hanno portato a casa l’esibizione con sicurezza e in modo soddisfacente. Più ancora della loro musica, però, mi è rimasto impresso il look di George, che somigliava più che altro a qualcosa uscito da Mortal Kombat e/o dagli Avengers della Marvel, eheh.
Ma i primi due gruppi, diciamocelo, stavolta sono stati più una scocciatura che altro, visto che il pubblico era più che evidente che stesse aspettando. Prima i Possessed, la band che col suo brano cult Death Metal ha dato il nome a un intero genere e ancora oggi è considerata una delle sue fondatrici, cosa che in vita ha riconosciuto al gruppo perfino il padrino del death metal Chuck Schuldiner. Col demo Death Metal del 1984, e ancor più col debutto Seven Churches (1985), i Possessed hanno posto senza dubbio le fondamenta del genere. I chitarristi Mike Torrao e Larry LaLonde con riff dal suono malvagio, che già segnavano un certo distacco dal thrash, l’allora bassista e cantante Jeff Beccera con i suoi testi occulti, satanici e blasfemi. Oggi Beccera è l’unico membro originale rimasto nella band, accompagnato da musicisti di gruppi come Sadistic Intent, Gruesome e Coffin Texts. I Possessed ci avevano già entusiasmato ai Metaldays 2013 con una delle migliori esibizioni del festival, quindi anche stavolta le aspettative erano alte. I ragazzi le hanno ripagate, anche se stavolta il concerto non è stato intenso come quello al festival. Il suono, nonostante la mancanza di tempo per il soundcheck, era ottimo, infernalmente alto e distinto, e la band scatenata il giusto. Jeff stavolta col pubblico non ha parlato granché, ma vocalmente ha dato tutto, ed è stato messo in ombra dal batterista Emilio Marquez, una bestia, che ha pestato sui tamburi senza pietà. In una buona ora i Possessed hanno attraversato a tutta velocità classici come Beyond the Gates, Tribulation, The Heretic, Storm in My Mind e The Exorcist, hanno aggiunto il nuovo brano Abandoned, che dovrebbe finire sul disco del ritorno in lavorazione (e suona come il seguito logico più di Seven Churches che dell’EP) e hanno salutato in un solo modo possibile. Death Metal!
Dopo un lungo allestimento del palco sono saliti gli austriaci black/death Belphegor, vecchie conoscenze dei nostri palchi, quindi sapevamo cosa aspettarci. Non abbiamo avuto né più né meno che una dose di black/death eseguito correttamente, accompagnata da un soffocante odore d’incenso che ha riempito la sala del Kino Šiška. I Belphegor si avvicinano così allo show (kitsch) dei Behemoth e anche per il resto stavolta non hanno offerto niente di troppo sconvolgente. Il frontman Helmuth non si è sprecato granché nella comunicazione con il pubblico, e i Belphegor hanno suonato un set del tutto standard di classici dagli album Lucifer Incestus, Bondage Goat Zombie, con enfasi sull’ancora attuale Conjuring the Dead. Verso la fine dell’ora e un quarto di esibizione il set si trascinava ormai parecchio e diventava sempre più monotono, e credo di non essere stato l’unico a desiderare che gli austriaci chiudessero in anticipo e lasciassero il palco agli Absu.
Solo a mezzanotte e mezza, per via di tutti i ritardi, abbiamo avuto i tanto attesi black metaller texani Absu, che sbarcano sui palchi europei ogni cinque anni. Purtroppo agli Absu è toccata solo una buona mezz’ora, perciò il trio Proscriptor, Ezezu e Vis Crom con il suo black metal a tinte sumero/celtico/occulte ha attraversato il set come un cane rabbioso. Gli Absu ci hanno portato in modo fenomenale nel loro mondo di black metal occulto e mitologico, comandato dalle salve di batteria di un Proscriptor disumanamente bravo. Lui non si occupa solo del drumming a otto braccia, ma anche del vocal crudo e aggressivo. È davvero incredibile come il tipo riesca a suonare la batteria in modo così complicato e insieme anche a cantare, a pieni polmoni. Nonostante tra un discorso e l’altro fosse completamente senza fiato, l’esibizione, durissima dal punto di vista della resistenza, non l’ha lasciato a piedi nemmeno per un attimo. Anche Ezezu e Vis Crom hanno dato tutto, e stavolta Proscriptor è sceso anche da dietro la batteria e si è messo nei panni del solo cantante, e anche questo l’ha fatto con lode.
Scaletta
POSSESSED:
1. Pentagram
2. Beyond the Gates
3. The Eyes of Horror
4. Tribulation
5. Swing of the Axe
6. The Heretic
7. Satan’s Curse
8. My Belief
9. Storm In My Mind
10. Abandoned
11. The Exorcist
12. Death Metal
BELPHEGOR:
1. Feast Upon the Dead
2. Bleeding SalvatioN
3. Gasmask Terror
4. Diaboli Virtus in Lumbar Est
5. Belphegor – Hell’s Ambassador
6. Lucifer Incestus
7. Conjuring the Dead/Pactum in Aeternum
8. Bondage Goat Zombie
9. Apophis – Totenbeschworer
10. Totenkult – Exegesis of Deterioration
— bis —
11. Stigma Diabolicum
ABSU:
1. Terminus (…In the Eyes of Ioldanach) / Swords and Leather
2. The Sun of Tiphareth
3. Highland Tyrant Attack
4. Prelusion to Cythraul / … and Shineth Unto the Cold Cometh
5. A Shield With an Iron Face
6. Stone of Destiny (…for Magh Slecht and Ard Righ)
— bis —
7. The Gold Torques of Ulaid
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