No Fear Of Looking Down

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Jadis
Etichetta: Jadismusic
Uscita: 2016
Durata: 45:22
Voto: 3.5/5

»No Fear Of Looking Down« è l’ultima fatica in studio, la nona, dei neoprogsters britannici Jadis, in scena dal 1982 sotto la guida del cantante e chitarrista Gary Chandler. I Jadis sono da sempre noti per dare la precedenza ad arrangiamenti melodici e a un rock melodico a trazione chitarristica, poggiato su ampie trame di sintetizzatori, quindi da loro ormai nessuno si aspetta più davvero chissà quale innovazione o una carica sperimentale fuori dal comune. I Jadis costruiscono in questo modo melodico sfumature ambient dal taglio etereo, che trasportano subito l’ascoltatore con la mente in ‘mondi lontani’, ed è per questo che risultano così ‘invitanti’ anche per chi con la musica sperimentale non ha troppo feeling.

Per qualche anno nella formazione c’erano anche l’apprezzatissimo bassista Jon Jowitt e il maestro delle tastiere Martin Orford, due membri storici dei più noti colleghi neo-prog rock IQ, ma dopo il ritiro di Orford e la seconda uscita di scena di Jowitt le cose sono cambiate parecchio. Dal disco precedente, »See Right Through You« (2012), i Jadis hanno suonato in una formazione che, oltre all’unico membro originale, Chandler, e al batterista Steve Christey, comprendeva anche il tastierista italiano Giulio Risi e il bassista Andy Marlow. Mentre Marlow è rimasto nella band, Chandler e Christey si sono resi conto in fretta che Risi non era la scelta giusta per i Jadis, e così sono riusciti a piazzare una sorpresa niente male. In qualche modo sono riusciti a convincere Orford a tornare dal ritiro e a suonare le tastiere su »No Fear Of Looking Down«. Si può dire che sia stato proprio Martin a giocare un ruolo chiave nel fare di »No Fear Of Looking Sown« un album più che solido, anche se è lontanissimo dal figurare tra i migliori risultati del prog rock del 2016.

La voce di Chandler, da sempre ideale anche per il rock melodico/AOR, e la sua chitarra restano comunque le ‘armi principali’ di »No Fear Of Looking Down«, mentre Orford, a modo suo, sciorina alcune variazioni tastieristiche davvero ispirate, anche se stavolta si dedica soprattutto a ‘tessere’ trame ambient. L’opener, »Listen To Me«, è uno dei pezzi più commerciali che i Jadis abbiano mai fatto. Purtroppo lascia sensazioni piuttosto contrastanti, perché per struttura è quasi più vicino all’indie rock moderno che al neoprog melodico che di solito suonano i Jadis. Dopo questa partenza sfortunata fa decisamente meglio »Where Am I«, uno standard Jadis tipico al cento per cento, dal carattere allegro e con un ambiente piacevole, che però ha giusto abbastanza varietà solistica da non risultare troppo stucchevole.

Nello strumentale sinfonico »Change of The Season«, dove regnano arrangiamenti acustici e di fiati piacevolissimi, sostenuti da malinconiche linee di chitarra, i Jadis mostrano chiaramente le loro radici symphoprog e l’influenza decisiva dei leggendari Genesis sulla propria evoluzione musicale. Più o meno dalla seconda metà in poi le composizioni di »No Fear Of Looking Down« diventano sensibilmente più interessanti, come se Chandler avesse all’improvviso ritrovato la fonte dell’ispirazione. Il picco dell’album è sicuramente il brano che dà il titolo al disco e allo stesso tempo lo chiude, che nello stile, soprattutto per il riff di chitarra portante, per non parlare delle trame di sintetizzatore di Orford, ricorda un po’ i primi IQ, ma con un’impronta più melodica e una produzione moderna.

I Jadis hanno fatto un lavoro piuttosto prevedibile, ma suonato in modo magistrale e arrangiato con raffinatezza, che regala un sacco di momenti ambient piacevoli anche a chi non va particolarmente matto per la musica sperimentale. Gli amanti del neoprog spiccatamente melodico e immediato con »No Fear Of Looking Down« si divertiranno di nuovo, anche se non siamo nemmeno lontanamente davanti a un capolavoro. Si potrebbe dire che i Jadis siano diventati addirittura i più prevedibili fra tutti gli eroi del neoprog degli anni Ottanta, visto che più o meno da »More Than Meets The Eye« (1992), ancora oggi il loro disco chiave, si aggrappano sempre alla stessa formula. Sembra che a ogni passo avanti ne segua subito uno indietro con l’album successivo. Meno male che i loro dischi in studio non escono proprio di frequente, altrimenti pochi gourmet del prog perderebbero ancora tempo con loro. Grazie alla loro natura melodica e immediata, però, i Jadis restano la scelta giusta anche per tutti gli amanti dei generi musicali più commerciali che hanno bisogno di una spintarella per entrare piano piano nel complesso e stilisticamente sbalorditivo mondo del rock progressivo.

Formazione

Gary Chandler – chitarra, voce, tastiere, arrangiatore e produttore 
Martin Orford – tastiere, pianoforte, flauto, hurdy gurdy, cori 
Andy Marlow – basso
Steve Christey – batteria, percussioni

Produzione

Gary Chandler

Tracklist

1. Listen To Me (5:34)
2. Where Am I (5:22)
3. Just Let It Happen (7:09)
4. A Thousand Staring Eyes (4:51)
5. Change Of The Season (5:08)
6. Seeds Of Doubt (4:33)
7. Abandoned (6:07)
8. No Fear Of Looking Down (6:38) 

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