Bomba A su Postumia (2008)

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Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Jazzy music club / Postumia / Slovenia
Data del concerto: 30.04.2008
Presenze: 70
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero)

In cinquant’anni di vita il Rock’N’Roll si è evoluto, contorto e reincarnato in uno dei più grossi business del pianeta. Oggi non è più soltanto musica, anzi. Per sfondare in questo giro servono anche bell’aspetto, look, un po’ di soldi alle spalle e la voglia di piegarsi alle mode. E in mezzo a tutto questo si perde l’essenza, quella che ha fatto nascere la nostra musica preferita! Cioè l’amore per la musica ad alto volume. Eppure, nelle pozzanghere fangose del sottosuolo musicale si aggirano ancora strane creature che suonano rock per il rock, per puro amore di bucare i timpani, una specie di edonisti del rock’n’roll quasi estinta. E la leggenda della chitarra Adam Bomb rientra esattamente in questa categoria.

Postumia, ultimo giorno di aprile del 2008! Sorpresa numero 1: niente biglietto! In un paese dove già i biglietti per le “tribute to” band costano 17,00€ (e passa) e i gruppi con uno o due album all’attivo pretendono 500,00€ (più il rimborso spese di viaggio per l’esibizione), è stato un vero shock e un’altra prova dell’approccio totalmente DIY e con i piedi per terra di questo chitarrista americano, che ha alle spalle una lista più che invidiabile di progetti musicali e una discografia a due cifre, con inizi che risalgono al lontano 1984. Del tutto negativa, invece, la sorpresa numero due: il numero dei presenti. I local (Postumia si considera la capitale slovena dell’hard rock duro e puro) erano giusto un campione rappresentativo, mentre la maggior parte del pubblico era stata anche al concerto, decisamente più affollato, all’Orto Bar di Lubiana. Giusto per dire quanto si sostiene il rock ‘n’ roll…

Basta lagnarsi! Poco dopo le dieci di sera è partito lo show (stavolta senza gruppi di supporto) e nella prima parte si è ripetuta la storia di Lubiana. Volume al 110%, punk’n’roll con un po’ di glam rock stile 1970 e a tutto gas. Pills, Dangereus When Lit e It’s Only Rock’N’Roll e la motorheadiana Je Taime Bebe sfrecciavano davanti al pubblico in tutta la loro sporcizia. La mancanza di dolcezza è davvero l’ultima cosa che si può rimproverare ad Adam: nonostante la precisione con cui la chitarra taglia, i pezzi suonano genuini, sporchi e unti.

Alla prima parte è seguita una breve pausa di 20 minuti, durante la quale si è vista davvero la solidarietà dei glam rocker. Dato che i conti della band di Adam Bomb non sono granché rosei (il gruppo passa 300 giorni all’anno sulla strada e suona praticamente solo per le spese di viaggio e il cibo), Adam ha deciso di rimpinguare un po’ le finanze e ha organizzato al Jazzy una lotteria. Quasi tutti nel locale sono stati convinti a comprare un biglietto da 2,00€, e il vincitore è tornato a casa con una maglietta e 2 dischi della band. Dopo un’ora e mezza di primo set e una buona mezz’ora di pausa è arrivato il secondo, più cucito addosso alla gente: la band ha suonato cover di evergreen del rock’n’roll come Whole Lotta Rosie, You Really Got Me, New York New York, e alla mora e alla bionda del giorno prima a Lubiana si è aggiunta anche una nera di capelli, per un bel mazzetto di ragazze che facevano il tifo per Adam sotto il palco, eh eh,…

Quando la gente era proprio al culmine dell’estasi, Adam ha deciso di segnare la fine del suo show. A furia di incitamenti a gran voce siamo riusciti a convincerlo a suonare ancora un classico. Stavolta è toccato alla cover degli The Who Won’t Get Fooled Again, dopodiché Adam, visibilmente esausto, voleva davvero salutare. Ma il pubblico non lo mollava ancora, perché molti presenti al concerto all’Orto erano rimasti delusi dall’assenza del pezzo I Want My Heavy Metal dal primo album di Adam, e due volte non poteva proprio succedere. Ed ecco quindi anche I Want My Heavy Metal, e poi il rituale rogo della chitarra Gibson rosa e fine di un altro bel concerto.

Cosa aggiungere alla fine di questa storia? Marc Bolan sicuramente riposa in pace più tranquillo, sapendo che sulla nostra cara vecchia Terra ci sono ancora eredi che portano avanti la vera, cruda tradizione del glam rock. E a chi di voi si è perso questo show di due giorni dico, per consolarvi, che a quanto si mormora Adam Bomb dovrebbe tornare a suonare in Slovenia già questo novembre.

foto: Aleš Podbrežnik

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