Boulez Conducts Zappa: The Perfect Stranger
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Zappa, Frank
Etichetta: Rykodisc Records
Uscita: 1984
Durata: 36:53
Voto: 4.5/5
“Boulez Conducts Zappa: The Perfect Stranger”, per i più semplicemente “The Perfect Stranger”, è stato il quarto album in studio firmato dal leggendario compositore, chitarrista, cantante, regista e satirico americano Frank Zappa a vedere la collaborazione con un’orchestra. “The Perfect Stranger” nasce dall’incontro con l’acclamato direttore d’orchestra francese Pierre Boulez, che con la sua orchestra ha diretto tre composizioni di Frank: la title track, “Naval Aviation in Art?” e “Dupree’s Paradise”. Questa metà del disco è stata registrata a Parigi. Negli altri quattro brani è invece Frank in persona a guidare la London Symphony Orchestra, con cui aveva già collaborato con successo in “London Symphony Orchestra, Vol. 1” (1983).
L’inarrestabile maestro dell’avanguardismo senza confini e della presa in giro sociale ha ovviamente scritto lui tutti gli arrangiamenti per orchestra e ha pure suonato in alcuni pezzi al synclavier, uno strumento elettronico a tastiera con cui poteva simulare di suo pugno il suono di un’orchestra e che negli anni successivi sarebbe diventato il suo giocattolo musicale preferito. Frank è sempre stato rapito dalla musica classica del Novecento, soprattutto dalle sue derive più avanguardistiche, quindi non stupisce che nell’ultima parte della carriera si sia spinto sempre più nel mondo della musica da camera ed elettronica, allontanandosi in modo evidente da rock e jazz, che pure aveva masticato per la maggior parte della sua carriera. Col tempo ha capito che per la sua visione di musica classica in studio non gli serviva più nemmeno l’orchestra, figurarsi una band, e così alcune delle sue cose orchestral-elettroniche migliori le ha create proprio al synclavier.
L’opener, la title track, riflette alla perfezione lo stile di Frank nel comporre musica classica, da sempre molto influenzato da Edgard Varèse, Igor Stravinskij, Charles Ives e Karlheinz Stockhausen. Nei più di 12 minuti di “The Perfect Stranger” si intrecciano complessi arrangiamenti sinfonici, tipici suoni elettronici un po’ burloni e percussioni scatenate che starebbero benissimo in un cartone animato psichedelico o in un film esistenzialista dei primi anni Settanta. Quasi per l’intera composizione il peso maggiore è sugli arrangiamenti d’archi, spesso suonati in modo dissonante, tra improvvisi sfoghi di trombone e clarinetto che creano un’atmosfera misteriosa e carica di tensione.
Anche “Naval Aviation in Art?” parte in modo enigmatico: tra improvvisi lampi dissonanti di archi e percussioni, sopra un cupo tappeto sinfonico di synclavier, a tratti suona quasi come una provocazione non verbale, cosa che per un compositore del calibro di Frank non aveva davvero nulla di insolito. In “The Girl in the Magnesium Dress” in primo piano ci sono impressionanti improvvisazioni sui cimbali, che ricordano i topolini in fuga davanti ai gatti. “Dupree’s Paradise” è forse il riflesso migliore del genio compositivo di Frank in tutto l’album: in questo pezzo, con astuzia e arguzia, fonde e rimescola i più svariati elementi di musica da camera e jazz e, tra fiati birichini e pianoforte, “racconta” con efficacia la storia del paradiso di Dupree. Bisogna ammettere che si avvicina molto all’originale, che Frank aveva eseguito dal vivo con la band nel 1974. Nella versione orchestrale, ovviamente, niente assoli chilometrici.
“Love Story”, un minuto appena, è segnata da bizzarri effetti elettronici al synclavier. La malinconica “Outside Now Again”, rifacimento dell’omonimo classico di “Joe’s Garage” (1979), ha una struttura barocca ben marcata e strizza già l’occhio al successivo progetto di Frank sulla musica da camera, “Francesco Zappa” (1984). Qui dimostra per la prima volta in modo convincente che il synclavier, nonostante il suono elettronico ben riconoscibile, può essere un sostituto efficacissimo dell’orchestra classica, se capita nelle mani giuste. “Jonestown” è un finale cupo, quasi post-apocalittico, pieno di improvvisazioni, che potresti scambiare senza problemi per un brano improvvisato dimenticato dei King Crimson o dei Van Der Graaf Generator. Frank, accompagnato da percussioni sparse sul synclavier, costruisce un’atmosfera sinistra che ricorda un vagabondare tra corridoi e scale dell’inferno dantesco. Gli effetti elettronici al synclavier sembrano il rumore del ferro incandescente battuto sui corpi dei dannati eterni.
“The Perfect Stranger” è tra le opere per orchestra più compiute di Frank, quella in cui gli strumenti tradizionali ad arco e a fiato si incrociano con il synclavier e danno vita a una splendida fusione classico-elettronica. Qui il multiforme maestro della sperimentazione musicale e della satira sociale torna a brillare nei panni di uno dei migliori compositori d’avanguardia della musica classica del Novecento. Ancora oggi questo disco è una vera leccornia per ogni seguace di Frank, soprattutto per chi lo ha apprezzato come compositore versatile e innovativo di musica da camera ed elettronica. Per tutti i rocker duri e puri, di cuore e d’anima, che cercano il loro nirvana musicale soltanto dentro lo stretto prisma di distorsioni di chitarra rumorose e urla sconsiderate, questo capolavoro ovviamente non ha il minimo interesse, visto che di rock non contiene praticamente nulla, ma non gli farebbe male se per sbaglio finisse nel loro lettore e allargasse almeno un po’ il loro spettro musicale.
Formazione
Frank Zappa – synclavier, produttore
Pierre Boulez – direttore d’orchestra, direzione
Pierre-Laurent Aimard – pianoforte
Guy Arnaud – clarinetto (basso)
Lawrence Beauregard – flauto
Daniel Ciampolini – percussioni
Antoine Curé – tromba
Ensemble InterContemporain – orchestra
Péter Eötvös – direttore musicale
Jacques Ghestem – violino
Marie-Claire Jamet – arpa
The London Symphony Orchestra
Paul Meyer – clarinetto
Jerôme Naulais – trombone
David Ocker – programmazione
Produzione
Frank Zappa
Tracklist
1. The Perfect Stranger
2. Naval Aviation in Art?
3. The Girl in the Magnesium Dress
4. Dupree’s Paradise
5. Love Story
6. Outside Now Again
7. Jonestown