Dani Löble – essere negli Helloween richiede tanta costanza e olio di gomito (2011)

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Luogo: Kino Šiška / Lubiana / Slovenia
Data dell’intervista: 27.01.2011

Dani Löble è uno dei migliori batteristi che il power metal moderno di matrice europea abbia mai prodotto. Nel 2005 è entrato negli Helloween e con la band ha pubblicato tre album in studio e uno dal vivo. In questa chiacchierata il batterista (di origine svizzera) ci ha portati dietro le quinte dell’attuale tour degli Helloween e del nuovo album “7 Sinners”, che la band sta spingendo a tutta forza nel nuovo tour mondiale.

Come ti senti? Il tour sta andando bene?

Dani: Siamo in giro ormai da un mesetto. Va tutto molto bene, stiamo bene e secondo me la combo con Stratovarius e Avatar è una soluzione perfetta. Andiamo molto d’accordo, quindi guardo con grande entusiasmo al proseguimento di questo tour mondiale.

Ti sta già venendo un po’ di nostalgia di casa?

Dani: Sì. È del tutto normale. A tutti mancano la casa e la famiglia, i figli. È il lato meno bello della medaglia dei tour, quando sei lontano da casa e ti mancano le persone più care. Ma non ho il diritto di lamentarmi. Per noi funziona tutto alla grande.

Vorrei chiederti un paio di cose sul nuovo album degli Helloween, “7 Sinners”. Anche stavolta vi giocate la carta del numero “7”. A cosa si riferisce questa volta?

Dani: So esattamente dove vuoi arrivare. Sì, il nostro numero magico, il “7”. In realtà nessuno di noi ci aveva davvero pensato. Solo dopo aver dato il titolo all’album ci siamo accorti che il “7” ci perseguita di nuovo. Sì, ed è proprio buffo come il numero “7” ritorni lungo tutta la nostra carriera.  Dopo l’album orchestrale, la band aveva voglia di fare un album metal il più duro possibile. Volevamo questo salto. Era necessario. Quindi restiamo ancora legati alla saga di “Keeper”.

Il nuovo album è di nuovo parecchio più cupo, atmosferico, ricorda un po’ i tempi di “The Dark Ride”. Com’è nato il disco e come hai vissuto tu l’energia che circolava tra voi mentre ci lavoravate?

Dani: Volevamo davvero, e ci siamo impegnati per, fare un album il più duro possibile. Allo stesso tempo abbiamo guardato alle radici, ma tenendo conto delle novità moderne che la tecnologia da studio ti mette a disposizione. Finite le registrazioni abbiamo riascoltato il materiale e siamo stati tutti d’accordo: è un album oscuro, ma anche rumoroso e un prodotto heavy metal durissimo. Obiettivo centrato. Personalmente però non lo sento cupo come “The Dark Ride”, perché c’è ancora bene in evidenza la nostra vibrazione più luminosa e positiva, solo che stavolta si manifesta in una versione più cruda. Per questo faccio fatica a parlare delle sensazioni che ci hanno attraversato e che in qualche modo hanno influenzato il disco, perché il nostro obiettivo di base era fare un prodotto il più duro possibile. Stavolta l’album l’abbiamo creato tutti insieme. Ognuno ha portato la sua idea e poi abbiamo lavorato insieme per sviluppare le idee di partenza.

Nell’album è interessantissimo l’inserimento del flauto nell’assolo di Raise the Noise. Com’è nata questa scelta?

Dani: Uno dei desideri di base della band è da sempre quello di essere meno prevedibili. Ci piace sorprendere e, se si può, anche shockare.  L’assolo di flauto mi sembra azzeccato, perché si sposa bene con il messaggio dei versi del pezzo. Il primo desiderio era invitare per quest’assolo il flautista dei Jethro Tull, Ian Anderson, ma mentre registravamo l’album era troppo impegnato, così ci siamo rivolti a Eberhard Hahn, che è un flautista orchestrale tedesco molto stimato e allo stesso tempo un ottimo amico del nostro chitarrista Michael Weikath.

È incredibile quanto ricordi il vero assolo di Ian Anderson. Sembra davvero suonato da Ian Anderson in persona.

Dani: È del tutto naturale, perché fin dall’inizio l’arrangiamento era pensato per Ian Anderson. Ma come ho detto, Ian purtroppo non ha avuto tempo di suonarlo per noi. Eberhard però ha colto alla grande il groove stesso dell’assolo. Si è avvicinato benissimo a quello che cercavamo con Ian Anderson. In effetti tira un po’ dalle parti dei Jethro Tull.

Riavvolgiamo un attimo il nastro. Ti sei unito alla band nel 2005. Mi ricordo di un tuo concerto con i Rawhead Rexx nel novembre 2001 a Vienna, prima dei Saxon. Puoi raccontarci il periodo del tuo passaggio dai Rawhead Rexx agli Helloween?

Dani: I Rawhead Rexx all’epoca erano la mia prima band. Ci andava bene ed era decisamente una storia di successo. Facevamo da supporto in tour a Saxon, Annihilator, Nevermore,… la mia reputazione di batterista sulla scena metal cresceva. La cosa interessante è che all’epoca con i Rawhead Rexx lavorava lo stesso produttore che da una serie di anni lavora anche con gli Helloween. Si chiama Charile Bauerfiend. Gli Helloween lavorano con Charlie dall’album “The Dark Ride”, quindi da più di 10 anni. Quando gli Helloween hanno avuto bisogno di un nuovo batterista, Charlie ha suggerito di prendere me. Così ho trovato un nuovo lavoro. Un giorno Charlie mi ha chiamato al telefono e mi ha chiesto cosa stessi facendo in quel periodo e se per caso fossi libero sabato. Gli ho risposto che non avevo programmi particolari e gli ho chiesto dove volesse andare a parare. Allora Charile mi ha chiesto se me la sentivo di saltare su un aereo e volare a Tenerife, dove gli Helloween erano nel loro studio. Ovviamente ho colto al volo l’occasione. All’inizio servivo solo per tre pezzi.  Quando abbiamo finito il lavoro, la mattina dopo è venuto da me Sascha (Sascha Gertstner, chitarra degli Helloween, n.d.r.) e mi ha chiesto se volevo unirmi agli Helloween. Tutto qui. Così sono con i ragazzi al terzo tour, in sei anni di carriera da batterista degli Helloween. Però fare il batterista degli Helloween non è uno scherzo. Devi lavorare di continuo per migliorarti, far crescere la tecnica e mantenerti in ottima forma fisica. Per me è un gran divertimento, ma allo stesso tempo per un batterista degli Helloween questo ruolo significa un sacco di lavoro duro.

Come reggi le continue battutine sul palco del vostro cantante Andi Deris, che ogni sera se la prende un po’ con te ai concerti?

Dani: Uno dei consigli da concerto principali di Andi a chiunque sia tra il pubblico è: non lasciate le vostre bottiglie di whiskey da sole sul tavolo finché ci sono io nei paraggi, ah, ah, ah…. Siamo ottimi amici e ci prendiamo in giro di continuo.  Ma siamo alla pari. Ci siamo fregati a vicenda parecchie bottiglie di vino rosso, ah, ah, ah…

Giusto! Ecco una domanda abbastanza standard. Chi è stata la tua ispirazione musicale quando hai deciso di diventare batterista?

Dani: In quel periodo ti passano per la testa pensieri e desideri di ogni tipo. Di sicuro ti spinge il desiderio di base di diventare una rockstar, anche se ancora oggi non so cosa significhi essere una rockstar, magari lo sanno dire i Metallica, ma per gli Helloween di certo non vale. Il primo a farmi colpo è stato Tommy Aldridge, e poi anche Joerg Michael. Volevo suonare come quei due. E questo richiede un sacco di olio di gomito e impegno.

Il tuo set di batteria, in base alle conoscenze e alle esigenze, è così cresciuto e cresciuto di anno in anno…

Dani: Sì. Ovviamente devo ringraziare il fatto di poter avere tutta l’attrezzatura da batterista gratis. Così posso realizzare tutte le idee che ho in testa e continuare a migliorare e affinare la mia tecnica e la varietà del mio drumming. In più è utile anche perché contribuisci a rendere più spettacolari i concerti degli Helloween. In fondo il punto di base del rock n’ roll è uno solo: un enorme divertimento. Ognuno di noi sul palco cerca di convincere il pubblico di avere un bel paio di attributi, ah, ah, ah…

Hai mai pensato di buttarti in un progetto musicale tutto tuo?

Dani: No. Mai. Essere un membro degli Helloween mi porta via un sacco di tempo. Gli Helloween per me sono la prima cosa e in pratica devi sempre metterli in cima alle priorità, prima di altre sfide musicali. Così il tempo libero fuori dagli Helloween lo uso per stare con la famiglia e vedere gli amici che per me contano molto. Qualche idea ce l’ho, ma per ora non c’è tempo per realizzarla.

Per il pezzo “Who Is Mr. Madmen?” nel nuovo album avete coinvolto di nuovo il leggendario cantante dei Saxon, Biff Byford. Aveva già partecipato al disco precedente “Gambling With The Devil” con lo stesso ruolo, ma solo nell’intro. Come l’avete convinto e coinvolto?

Dani: Sì, come nel disco precedente cercavamo qualcuno adatto che riuscisse a registrare qualche parlato interessante. Spremendoci le meningi siamo arrivati alla conclusione che l’unica persona adatta per una cosa del genere era Biff Byford. L’ha scelto “Weiki” (Michael “Weiki” Weikath, chitarra degli Helloween, n.d.r.) Con Biff siamo tutti negli Helloween grandi amici da un pezzo. Io dai tempi dei Rawhwead Rexx, alcuni da ancora prima. Markus (Markus Grosskopf, basso degli Helloween, n.d.r.) e Weiki, che bazzicano i palchi da 27 anni, conoscono Biff da altrettanto tempo. Per Biff non c’era nemmeno il dubbio di rifiutare l’invito. Si è sentito onorato di poter partecipare. La sua voce ha qualcosa di speciale che nessun altro vocalist riesce a evocare. Ha un suono rustico.

Avete già in programma qualche festival europeo per quest’estate?

Dani: Sì. Gli accordi sono in corso. Al momento non ho ancora dettagli precisi, ma so che abbiamo confermato la nostra presenza al “Bang Your Head!!!” di quest’anno a Balingen, in Germania. Seguiranno un sacco di altri festival, che sono in fase di conferma. Non vediamo l’ora di tornare sui palchi dei festival! Finiti i festival, continueremo con il tour. Questo novembre cominceremo la seconda parte del tour in Russia e poi proseguiremo negli USA. Il tour mondiale “7 Sinners” dovrebbe chiudersi nel giro di un anno.

Programmate a breve anche un DVD o un CD dal vivo?

Dani: No. Stavolta no.

Ecco, piano piano chiudiamo la nostra chiacchierata. C’è qualcosa che non ci siamo detti?

Dani: Vorrei solo salutare tutti i vostri lettori, sperando che il nostro nuovo album in studio “7 Sinners” abbia soddisfatto le loro aspettative e che ci vediamo stasera in tantissimi qui al concerto a Lubiana.

Dani, grazie per il tuo tempo prezioso, ti auguro tante soddisfazioni personali e successi nell’attuale tour degli Helloween.

Dani: Grazie anche a voi.

foto: Rok Klemše e Vasja Šabeder

L’intervista è nata in collaborazione tra RockLine e Rock Hard Slovenija.

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