Breakfast in Biarritz
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Arena
Etichetta: Verglas Records
Uscita: 2001
Durata: 105:07
Voto: 4.5/5
Gli inglesi Arena, una delle band progressive rock più criminalmente sottovalutate del nostro tempo, hanno pubblicato in poco tempo tre live album di qualità eccezionale, testimoni lampanti dell’incredibile energia atmosferica di questo quintetto tecnicamente sopraffino e dotato di un insolito talento compositivo. »Breakfast in Biarritz« è un doppio documento dal vivo, registrato durante la tranche europea del tour di »Immortal« (2000), quella in cui il carismatico cantante Rob Sowden e il bassista tecnicamente fuori dal comune Ian Salmon (ex-Shadowland) si sono presentati per la prima volta al pubblico olandese come nuovi membri della band. Fa quasi strano pensare che oggi, dopo oltre dieci anni di fedeltà ininterrotta, con i fan che li avevano accolti come parte inseparabile del gruppo (Sowden in particolare, ), siano già tutti e due ex membri.
La scaletta dei due dischi si regge sui capolavori concettuali »Immortal« e »The Visitor« (1998), mentre i primi due album sono rappresentati solo da due brani. Che su »Breakfast in Biarritz«, successore del primo live degli Arena, »Welcome to the Stage« (1997), ci siano ‘soltanto’ tredici pezzi si capisce al volo: il giovane quintetto suona per intero l’epico magnum opus da più di venti minuti »Moviedrome«, con cui il disco si apre. Se non vi viene la pelle d’oca già alla narrazione introduttiva di questa impeccabile esecuzione dell’oscura epopea fantascientifica, vi arriverà di sicuro al primo verso. Il modo in cui questa band versatile crea una magia atmosferica indescrivibile merita sempre il massimo dell’ammirazione, che si tratti della prova vocale di Sowden, tutta emozione, delle acrobazie alle tastiere di Nolan, delle finezze chitarristiche di Mitchell, delle raffiche di batteria di Pointer o delle linee di basso raffinatissime di Salmon.
Nonostante »Moviedrome« sia in questa versione quasi fedele a quella in studio, gli assoli ulteriormente ramificati ci portano dentro qualcosa di nuovo. Gli Arena sono una band dall’atmosfera cupa, e i loro testi, oltre alla mitologia, toccano spesso la metafisica, il che li rende interessanti sia per i romantici incalliti sia per chi ha i piedi ben piantati per terra. Poche band progressive rock di oggi, poi, hanno anche i ‘coglioni’ di aprire un concerto con una composizione di oltre venti minuti. Con una versione di »Crack in the Ice« ancora più veloce a livello ritmico e più aggressiva sul piano vocale, si richiama per la prima volta il capolavoro concettuale »The Visitor«, in cui attraverso visioni liriche oscure venivano esorcizzati tanti demoni del nostro tempo. In tutti i brani Sowden può inoltre contare su ottime armonie vocali di supporto, firmate dal grande mago delle tastiere Nolan e dall’instancabile stakanovista Mitchell.
In »Double Vision« le armonie tra chitarra e tastiere rendono quasi meglio che nella versione in studio. Grazie alle esecuzioni dei primi tre album degli Arena, i fan hanno potuto constatare con mano che Sowden è un successore almeno all’altezza del suo predecessore Paul Wrightson. Anche il classico di »Songs From the Lions Cage« (1995), »Midas Vision«, viene fuori alla grande, come ci si aspettava, mentre »Serenity« è soprattutto l’occasione perfetta per il versatile Mitchell di mettersi in mostra con un assolo monumentale da spezzare il cuore. Il cupissimo, da brividi »The Butterfly Man« viene cantato con una dose di pathos ancora più straziante che in studio, il che vuol dire che non è proprio il caso di ascoltarlo al buio totale. »The Hanging Tree«, grazie al ritornello che ti sveglia e alle trame sinfoniche ipnotiche, è come previsto uno dei picchi di questa registrazione dal vivo. »A State of Grace«, sempre drammatico all’ennesima potenza, in cui gli Arena sollevano il sipario sulle losche attività della più antica organizzazione criminale dell’emisfero occidentale, porta la magia atmosferica di questo documento quasi al punto di ebollizione. Per il grande trionfo, come al solito, ci pensa »Enemy Without«, che insieme a »Moviedrome« e »The Hanging Tree« si può considerare senza esitazioni il culmine del primo disco. La tradizionale scorpacciata di atmosfera »Crying For Help VII« è il momento in cui il pubblico si unisce attivamente al canto del ritornello principale.
Il secondo disco si apre con il classico di »Immortal«, »Chosen«, oscura visione di un futuro distopico che con il suo clima misterioso e cospiratorio riesce sempre a svegliare per bene anche i cuori più apatici e i sensi più intorpiditi. Il bellissimo strumentale »Elea«, con la sua magia atmosferica fuori dal comune grazie a possenti cortine sinfoniche e a un assolo di chitarra fantasioso e sofisticatissimo, è un momento splendido per la contemplazione. Lo stesso vale per »Friday’s Dream«, chiusura più che adatta per questa registrazione, perché con il testo ci ricorda sempre il fascino delle serate del venerdì, quando l’abitante medio del ‘mondo sviluppato’ può staccare per un attimo dalla schiavitù quotidiana al capitale, e al tempo stesso qualcosa che domani potrebbe sparire, se lasciamo che a regnare sia l’apatia totale. Il secondo disco contiene anche un interessante documentario sul tour di »Immortal«.
Gli Arena sono anche dal vivo uno dei migliori collettivi progressive rock del XXI secolo, quindi »Breakfast in Biarritz« è una vera delizia per tutti i fan di lunga data e, allo stesso tempo, un’ottima occasione per i ritardatari che non li hanno ancora visti live: potranno finalmente verificare con le proprie orecchie come funziona sul palco il loro mix unico di malinconia celtica e futurismo distopico. Purtroppo, con gli anni, le vie per far arrivare le uscite degli Arena sugli scaffali dei negozi nella ‘valle di San Floriano’ si sono chiuse ermeticamente, e visto che nulla lascia pensare che la situazione migliorerà a breve, la soluzione migliore è ordinarlo online o fare un salto in qualche paese con una cultura musicale più sviluppata.
Formazione
Rob Sowden – voce
John Mitchell – chitarra, voce di supporto
Clive Nolan – tastiere, voce di supporto
Ian Salmon – basso
Mick Pointer – batteria
Produzione
John Mitchell
Tracklist
CD 1: 69:30
1. Moviedrome (21:57)
2. Crack In The Ice (4:25)
3. Double Vision (4:27)
4. Midas Vision (5:16)
5. Serenity (2:01)
6. The Butterfly Man (9:44)
7. The Hanging Tree (8:26)
8. A State Of Grace (3:10)
9. Enemy Without (4:53)
10. Crying For Help VII (5:11)
CD 2 (Tracklist Bonus Disc): 44:37
1. Chosen (6:33)
2. Elea (2:37)
3. Friday’s Dream (4:38)
4. Arena Documentary (30:49)