Moonlight Sky toccano il cielo al Kino Šiška (2012)
Autore: Peter Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Lubiana / Kino Šiška / Slovenia
Data del concerto: 16.04.2012
Numero di spettatori: 130
Prezzo del biglietto: 5,00€
I Moonlight Sky restano un caso a parte nel panorama musicale sloveno: fin dagli esordi coltivano uno stile complesso, fondato sulla fusione di elementi musicali di ogni tipo con un occhio di riguardo al jazz, per il quale l’etichetta più semplice è alla fine quella di rock progressivo. Dopo l’addio del cantante e tastierista Andraž Kržič si sono rinnovati come trio strumentale (da qui anche la scelta di cambiare il nome in Moonlight Sky Trio) con ospiti occasionali, formato dal mago della chitarra Miha Petric, dal bassista Janez Moder e dal batterista Žiga Kožar. Con questa nuova formazione, che ha presentato il loro ultimo album »Changing Parameters« (2012), si sono esibiti nella sala piccola del Kino Šiška. Prima dell’arrivo sul palco del promettente trio strumentale, la sala si è riempita per bene di appassionati di musica tecnicamente e atmosfericamente complessa e rifinita, quella che dai nostri artisti purtroppo si sente mancare fin troppo spesso. Come da pronostico, anche stavolta i Moonlight Sky Trio non ci hanno deluso.
Dopo una breve introduzione affidata al tastierista ospite Jan Sever, sul palco sono saliti tutti e tre i membri della band e hanno suonato un pezzo completamente nuovo intitolato »Kofomašina«, che non si trova in nessuna delle uscite in studio dei Moonlight Sky finora. Janez Moder, con un’offerta solida di linee di basso, ha tenuto per tutto il tempo una bella coesione ritmica, mentre Žiga Kožar, di impostazione jazz, resta un batterista insolitamente vario per gli standard di casa nostra, capace di sorprendere spesso con passaggi (e cambi) interessanti tra i piatti. La grande attrazione, il vero fulcro del gruppo, è ovviamente il fenomeno della chitarra Miha Petric, che quella sera non era solo in splendida forma, ma durante i suoi slanci solistici pieni di passione si è fatto portare spesso ‘tra le stelle’, o meglio ‘verso il cielo’.
Con versioni dinamiche dei pezzi nuovi come »Labyrinth«, »Seven Gringos« e »In the Centre«, affiancati da alcuni favoriti di lunga data, i Moonlight Sky Trio hanno mostrato con chiarezza l’interessante cambiamento di sound che si avverte anche nel loro ultimo lavoro in studio. Oltre a una fusion jazz completamente strumentale con qualche pizzico di blues, la loro nuova direzione sonora contiene sensibilmente più elementi pastorali e folk dal taglio acustico. Nei brani in cui sul palco si sono uniti a loro il violinista ospite Vasja Centrin e il tastierista Sever, il nuovo stile ci ha addirittura riportati ai tempi d’oro della leggendaria cosiddetta scena di Canterbury del rock progressivo britannico. Non sarebbe affatto male se continuassero a coltivare e perfezionare questa direzione nei prossimi lavori in studio. I bis sono partiti con »Chautauqua«, un classico di »I Am« (2009), che per molti in sala è stata davvero una bella sorpresa. Poi hanno suonato anche un’ottima cover dei Leb i Sol, »9/8«, che sarebbe sicuramente piaciuta anche a Vlatko Stefanovski. Tra ovazioni scroscianti i membri della band hanno ringraziato il pubblico, che per lo più non riusciva proprio a farsene una ragione: il concerto del nostro trio strumentale di punta era finito decisamente troppo in fretta.
Con un’esibizione energica e piena di picchi ambient, soprattutto grazie alle magie chitarristiche di Petric, i Moonlight Sky Trio ci hanno ancora una volta convinti di essere un fenomeno musicale a sé stante nel panorama di casa nostra, dove, a parte la scena jazz fusion, commercialmente ignorata ma qualitativamente solida, il rock progressivo purtroppo non è mai riuscito a prendere piede, figuriamoci a superare i confini dei boschi sloveni. Sarebbe quindi un vero peccato se una band con il potenziale e il talento di Miha, Janez e Žiga non riuscisse prima o poi a ottenere un successo più che meritato all’estero.
Scaletta
1. Intro
2. Kofomašina
3. Labyrinth
4. Petka
5. Blues 11
6. Seven Gringos
7. In the Center
—bis—
8. Chautauqua
9. 9/8 (Leb i Sol)
10. Red House
Galleria fotografica





























