Confessione acustica e intima nel Collio sloveno (2012)
Autore: Urban Bolta
Luogo: Pr' Kaminu / Šmartno (Collio sloveno) / Slovenia
Data del concerto: 15.04.2012
Numero di spettatori: 130
Prezzo del biglietto: 20 €
I concerti intimi dei giganti della musica, in Slovenia, sono più l’eccezione che la regola. La visita ogni tanto di qualche (ex) gigante del rock non basta a far sì che la nazione nel paesino sotto il Triglav riesca a sentire e a identificarsi con la cultura rock, come succede di solito nei paesi occidentali più sviluppati, dove i concerti rock di qualità, di tutti i sottogeneri, non mancano. Solo un contatto regolare con questa tradizione, nel ritmo ultraveloce della vita di oggi, permette di sentire davvero tutte le emozioni che la musica rock sa dare. Il contatto quotidiano, però, richiede una bella dose di concerti più piccoli, perché aspettare i mega spettacoli ti fa venire sete in fretta. Con questi pensieri ci siamo messi in marcia verso Šmartno, nel Collio sloveno, un’idilliaca borgata medievale vicino a Kojsko.
Nella zona vinicola del Collio sloveno si è esibito David Knopfler insieme al suo storico collaboratore musicale Harry Bogdanovs. Nel mondo della musica è noto soprattutto il primo nome. David è il più giovane dei fratelli Knopfler, la celebre coppia che ha fondato i Dire Straits, una delle principali rock band da arena degli anni Ottanta e ancora oggi una delle band più apprezzate in assoluto. David ha suonato nei primi due album della band, »Dire Straits« (1978) e »Communiqué« (1979), e a metà della lavorazione del terzo, »Making Movies«, se n’è andato per divergenze sul futuro del gruppo, per dedicarsi alla carriera solista. Suo fratello Mark è poi diventato uno dei chitarristi rock più riconoscibili del pianeta, mentre David si è dedicato a comporre musica all’ombra dei successi del fratello, lontano dai riflettori dei grandi media mondiali. Gli andava bene così. Così ha ritrovato il senso del fare musica – e con esso il senso della propria esistenza.
Alla fattoria Pr’ kaminu, quando siamo arrivati sul “luogo del delitto”, ferveva già un viavai di gente di tutte le età e di provenienze geografiche le più varie. La simpatica saletta da circa 120 posti a sedere era sold out, quindi al pubblico non è rimasto altro da fare che, nei minuti prima dell’inizio, conquistarsi il posto migliore possibile per godersi la serata.
Poco dopo le otto di sera sono saliti sul palco David Knopfler e Harry Bogdanovs, eleganti nei loro vestiti, ognuno con la sua chitarra acustica, e hanno aperto il concerto con Hey La. All’inizio, per via dello strimpellare intenso di Knopfler sulle corde, gli assoli di Bogdanovs non si sentivano bene, ma nel corso della prima parte i due si sono trovati e hanno distribuito alla perfezione il proprio volume nel quadro sonoro. La delicata Wild West End, proprio in apertura di serata, faceva pensare che Knopfler potesse dedicarsi in buona parte ai classici dell’era dei primi Dire Straits, ma sarebbe stato fare i conti senza l’oste. David Knopfler è infatti un uomo dall’orizzonte musicale spalancato, e fare leva sulla gloria passata non è nelle sue corde. Così l’ora e mezza successiva è stata dedicata esclusivamente ai pezzi originali del più giovane dei fratelli Knopfler.
I brani di vari periodi della carriera di Knopfler si sono susseguiti uno dietro l’altro, mostrando un musicista esperto nelle vesti di ottimo paroliere e interprete. I suoi testi hanno un messaggio forte e toccano problemi che affrontiamo nella vita di tutti i giorni. Prima di Americe, David ha scherzato dicendo che, per il messaggio rivolto contro il sistema dell’ex presidente americano George W. Bush, questo pezzo in Texas non lo sentiranno mai. Tra un brano e l’altro Knopfler, con brevi interventi di solito dal tono comico, ha creato un clima di casa e ha stabilito subito il contatto con la sala stracolma.
Ogni tanto Knopfler si è spostato alle tastiere, sostituendo il suono delle due chitarre acustiche con arrangiamenti dal suono più organico e dai colori più ricchi, come nella malinconica Southside Tenements, il tormentone dei Dire Straits che non è mai stato, oppure nella seconda parte del concerto con Somebody Kind, dall’ultimo album in studio »Songs for the Siren« (2006). La forma vocale di David è eccezionale! Non solo la voce gutturale nasconde con successo i suoi 59 anni appena compiuti, ma ha anche un timbro molto simile a quello di Mark Knopfler nei suoi anni d’oro, quindi anche su questo fronte il confronto è inevitabile. Verso la fine del concerto David si è divertito un po’ e ha chiuso True North in un’atmosfera di country saltellante, mentre il culmine della serata è stata l’esecuzione dinamica di Easy Street, in cui il ritmo l’ha dettato il pubblico battendo le mani. Su richiesta del pubblico il duo è tornato in sala un’ultima volta con la cover di Games People Play di Joe South, ormai diventata un classico, la cui energia ha strappato un sorriso anche al gelido Bogdanovs.
Un concerto di straordinaria forza espressiva, con due chitarre acustiche in mano a due musicisti eccezionali, che ha aperto una nuova dimensione nella definizione di intimità. David Knopfler e Harry Bogdanovs, amici e compagni di musica di lunga data, hanno dimostrato di avere l’amore per la musica nelle vene, e anche senza il bagliore dei flash dei grandi media è bastato per servire ai presenti una vera delizia acustica.
Scaletta
1.Hey La
2. Wild West End
3.Deptford Days
4.King of Ashes
5.Cinnamon Girls
6.Southside Tenements
7.God’s Mockingbird
8.4U (Rabbit Song)
9.Billy Crowe
——pausa——-
10.Mending My Nets
11.Underland
12.Somebody Kind
13.Here in Geneseo
14.Tears Fall
15.Grace in the Gutter
16.True North
17.America
18.Easy Street
——————–
19. Games People Play
Galleria fotografica













