Brit Floyd, quasi i Pink Floyd (2012)

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Luogo: filo del telefono
Data dell’intervista: 11.09.2012

Se cerchi qualcuno che non faccia parte degli attuali Pink Floyd, ma che sia il musicista più a portata di mano di quella galassia per far rivivere l’eredità dei Pink Floyd attraverso la »tribute to Pink Floyd« band Brit Floyd, con Damian Darlington non sbagli di certo!

Oltre ad avere il bastone del comando nei Brit Floyd, in senso di direzione musicale, questo chitarrista e cantante dal talento eccezionale ha suonato, prima di fondare i Brit Floyd, per più di 17 anni in una precedente incarnazione del »tribute to Pink Floyd«, la formazione chiamata Australian Pink Floyd Show. In quella band hanno suonato con Damian (prima della nascita dei Brit Floyd) anche tutti gli altri membri dell’attuale line-up dei Brit Floyd, anche se non tutti con un’anzianità lunga come quella di Damian.

Damian è stato chiamato addirittura a suonare il classico dei Pink Floyd Comfortably Numb alla festa di compleanno organizzata dal Pink Floyd originale David Gilmour per i suoi 50 anni. Per l’occasione, sul palco con Damian si è unito anche un membro originale dei Pink Floyd, il tastierista Richard Wright!

Nella sua carriera Damian Darlington ha suonato quasi 1300 concerti tondi tondi! Tra tutti vale la pena ricordare soprattutto quelli nelle arene più famose della Gran Bretagna, come la Royal Albert Hall, la O2 Arena e la Wembley Arena, ma anche in giro per il mondo, per esempio al Bell Centre di Montréal (Canada) e al Nokia Centre di Los Angeles (USA).


RockLine: »Pronto Damian?«
Damian: »Sì.«
RockLine: »Qui è Aleš di RockLine Slovenia. Mi senti bene, la linea va?«
Damian: »Ti sento benissimo.«
RockLine: »Alla grande, allora! Come stai?«
Damian: »Perfettamente, grazie.«
RockLine: »Ok. Allora iniziamo pure.«
Damian: »Va bene.«

RockLine: Il tour estivo in Gran Bretagna ormai è alle spalle. Che impressioni hai, cosa puoi raccontarci, e come sta il tuo piede?
Damian: Il tour in Gran Bretagna è andato molto bene. Abbiamo suonato in tutta la Gran Bretagna. Il piede è migliorato, me lo sono rotto poco prima dell’inizio del tour. Nella prima parte del tour mi sono aiutato con le stampelle e durante i concerti stavo seduto su una sedia.

RockLine: Per questo tour in Gran Bretagna avete unito le forze con un’organizzazione benefica che si occupa di persone con disturbi mentali, chiamata Squeaky Gate. I clienti che frequentano la struttura hanno suonato con voi sul palco, nell’ambito dei concerti dell’ultimo tour britannico. Com’è nata questa collaborazione?
Damian: Sì. Squeaky Gate è un’organizzazione che si prende cura di persone con problemi mentali e gestisce anche un reparto speciale in cui è organizzata una scuola di musica, dove i clienti imparano a suonare strumenti, si esercitano,… A mostrare un grande interesse a collaborare con noi è stata Rosemary Breen, la presidente della fondazione, da sempre grande fan della musica dei Pink Floyd. Abbiamo parlato insieme della possibilità di raccogliere un po’ di soldi con i concerti per scopi benefici, soldi destinati all’assistenza dei pazienti con disturbi mentali. Sul palco si sono uniti a noi i musicisti che frequentano Squeaky Gate. Abbiamo suonato insieme in parecchi concerti, tra gli altri  a Londra, alla Royal Albert Hall, e anche a Cambridge, che è poi la città natale dei Pink Floyd. Ci siamo divertiti un sacco insieme.

RockLine: Il nuovo tour si chiama »A Foot In The Door«: che tipo di concept per gli spettacoli dal vivo nasce da questo titolo?
Damian: Il titolo l’abbiamo preso da una compilation »best of« di musica dei Pink Floyd uscita da poco su CD, intitolata appunto »A Foot In The Door«. La compilation è uscita poco prima della fine dell’anno scorso. Dal vivo suoniamo proprio tutti i brani di quella raccolta, più altri pezzi famosi dei Pink Floyd, ma anche brani più lunghi, come Echoes nella sua versione integrale. Eseguiamo poi la sezione originale dell’album The Wall, molto simile alla versione scenica dello spettacolo con cui Roger Waters è andato in tour l’anno scorso. Il concerto copre davvero tutto il repertorio. Dai primi album dei Pink Floyd, cioè i brani con Syd Barrett, fino alle ultime cose dei Pink Floyd, che comprendono anche pezzi dell’album »Division Bell«.

RockLine: Immagino che il concept dei vostri concerti cambi da un tour all’altro. Come vi mettete d’accordo, nella band, su quali brani infilare nel repertorio di ogni singolo tour?
Damian: Ogni repertorio, per ogni tour, di solito è composto da una sezione che mette insieme i brani più riconoscibili dei Pink Floyd: quelli che conosce la maggior parte della gente e che non possono mancare. In nessuna scaletta. Tra questi ci sono Wish You Were Here, Shine On You Crazy Diamond, Comfortably Numb, Another Brick In The Wall, eccetera … e naturalmente i pezzi dell’album Dark Side Of The Moon. Poi facciamo attenzione agli anniversari, ai giubilei, per esempio gli anni tondi dall’uscita di un certo album dei Pink Floyd, o, nel caso del tour in arrivo, alla compilation uscita da poco, »A Foot In The Door«. E adattiamo il repertorio di conseguenza, così come le scenografie sul palco. Per ogni tour comunque cerchiamo di costruire una setlist il più varia e mossa possibile, per coprire tutti i periodi creativi della musica dei Pink Floyd. Ogni fan dei Pink Floyd trova in queste setlist qualcosa che lo spinge ancora di più ad andare ai concerti dove si suona la musica dei Pink Floyd.

RockLine: Per te, musicista così completo, suonare i Pink Floyd oggi sarà ormai quasi routine, anche se in questo lavoro ti diverti. Di sicuro ti sei dedicato anche a qualche altro progetto e sfida musicale. Uno di questi è Acoustic Unlimited. Cosa puoi dirci su questo e sugli altri progetti che vanno avanti in parallelo ai Brit Floyd?
Damian: Certo. Quando non sono in tour con i Brit Floyd o comunque impegnato con loro, mi dedico ad altre cose musicali. Una è, come hai detto tu, Acoustic Unlimited. La chitarra acustica è stata un grande amore fin da quando ero bambino e ho iniziato a suonarla come primo strumento. Mi piace rielaborare gli arrangiamenti di artisti rock e jazz famosissimi, e anche di qualche classico, vestendoli in abito acustico. Nella band, oltre a me, ci sono mio fratello Gareth, mia sorella Johanna, il nostro tastierista dei Brit Floyd Rob Stringer e il mio mentore musicale Steve Gaffney. Con Acoustic Unlimited cerchiamo ovviamente anche delle date dal vivo. In più sono coinvolto in un altro progetto simile, Classic Rock Show, dove rifacciamo i pezzi più noti dei grandi nomi degli anni Settanta e Ottanta, come Led Zeppelin, Dire Straits, Fleetwood Mac, The Eagles, eccetera… Anche questa roba mi diverte da matti e soprattutto mi rilassa.

RockLine: Prima di fondare i Brit Floyd hai suonato ben 17 anni in un’altra formazione »tribute to Pink Floyd«, chiamata Australian Pink Floyd Show. Puoi dirci quali sono le differenze chiave tra Australian Pink Floyd Show e Brit Floyd?
Damian: I Brit Floyd sono un’evoluzione degli Australian Pink Floyd Show.  Con i Brit Floyd, nella ri-creazione del sound dei Pink Floyd, siamo arrivati alla perfezione.  Abbiamo limato ogni singola nota fin nei minimi dettagli. Nota per nota. Con l’arrivo dei Brit Floyd la ri-creazione del sound dei Pink Floyd è in realtà più vicina all’originale che mai. Lo stesso vale per l’uso delle scenografie e per l’aspetto visivo dei concerti. In più, ora inseriamo anche proiezioni video animate, che ricalcano gli originali ma sono realizzate in modo moderno. In questo senso l’esperienza che vive chi viene al concerto si avvicina moltissimo all’originale. Gli Australian Pink Floyd Show erano sulla strada per trovare l’approssimazione perfetta ai veri Pink Floyd, uno dei nostri gradini di crescita che con i Brit Floyd abbiamo decisamente superato.

RockLine: Come hanno reagito i membri originali dei Pink Floyd e il loro entourage la prima volta che hanno sentito i Brit Floyd, e come vi siete messi d’accordo sui diritti d’autore per l’uso delle visualizzazioni originali e della scenografia ai vostri concerti?
Damian: Ho conosciuto David Gilmour nel 1994. Qualche anno dopo sono stato invitato alla sua festa di compleanno, quando David ha compiuto 50 anni tondi. C’erano anche Nick Mason e Rick Wright. Due ragazzi eccezionali. Tra i membri originali dei Pink Floyd l’unico che non ho conosciuto di persona è Roger Waters. Abbiamo suonato come »tribute to Pink Floyd« alla festa di compleanno di Dave e durante Comfortably Numb si è unito a noi sul palco alle tastiere Rick Wright, che per me personalmente è stata un’esperienza straordinaria e un onore enorme, poter dividere il palco con uno dei membri originali dei Pink Floyd. Per quanto riguarda la parte visiva della ri-creazione dei Pink Floyd, non dobbiamo chiedere nessun permesso – nei nostri tentativi di ri-cattura scenica, di ri-creazione dell’iconografia dei Pink Floyd. Insomma. Non c’è bisogno di ottenere permessi speciali in anticipo.

RockLine: Quanto è importante per te il fatto che la musica dei Pink Floyd, dal vivo, vada portata al pubblico anche attraverso animazioni video guidate e con l’aiuto di scenografie speciali sul palco?  Come vedi l’importanza di questo aspetto nella ri-interpretazione scenica della musica dei Pink Floyd? In questo ti aiuta molto anche Brian Kolupski.
Damian: Crescendo come musicista, con gli anni si è svegliato in me il desiderio di perfezionare le caratteristiche dell’esecuzione scenica della musica dei Pink Floyd anche attraverso una visualizzazione curata delle proiezioni video, e mi ha cominciato ad attirare anche la tecnica di produzione dei DVD dei singoli concerti, così come uno speciale programma di illuminazione scenica, di effetti di luce particolari, costruito in Germania per il concerto. La musica dei Pink Floyd è senza dubbio vitalmente legata, nella sua interpretazione scenica, alla combinazione con la videografia e con l’uso di effetti di luce speciali. Senza questo è difficile immaginarsi i Pink Floyd. Per me è una grande sfida, questa ri-interpretazione dell’animazione cinematografica dello show dei Pink Floyd. Ovviamente non abbiamo tanti soldi quanti ne hanno gli stessi Pink Floyd, ma ci impegniamo al meglio delle nostre possibilità. L’uomo che si occupa della produzione dell’animazione è Bryan Kolupski. È un nostro grande amico e una persona con cui lavoro insieme da dieci anni. Per far rivivere la musica dei Pink Floyd attraverso la produzione dell’animazione ha un senso straordinariamente sviluppato, direi un senso straordinariamente raffinato, soprattutto quando si tratta di trasformare le immagini dell’iconografia dei Pink Floyd da una resa bidimensionale a un effetto tridimensionale. Bryan ha anche un ottimo senso per la creazione di video legati a un determinato concept della musica dei Pink Floyd.

RockLine: Oltre a suonare tutte le chitarre principali nei Brit Floyd, sei anche il cantante. Quale registro vocale ti riesce meglio? Quello di Roger Waters o quello di David Gilmour?
Damian: Decisamente quello di David. Il mio timbro non va bene per imitare la voce di Roger Waters, ma è perfetto per imitare quella di David Gilmour. Il nostro bassista dei Brit Floyd, Ian Cattell, invece si occupa delle linee vocali di Roger Waters. Ian si avvicina benissimo a Roger Waters, quindi nelle caratteristiche vocali dei Brit Floyd abbiamo studiato e rielaborato molto bene, fin nel dettaglio, gli arrangiamenti vocali, con cui cerchiamo di imprimerci in particolare nella mente degli ascoltatori, ed è anche un elemento e una garanzia che porta tanta soddisfazione a chi viene ai nostri concerti.

RockLine: Parecchi ottimi chitarristi arrivano dalle isole britanniche e nel loro approccio si ispirano allo stile chitarristico tipico dei Pink Floyd, cioè di David Gilmour. Per esempio Steve Rothery (Marillion) o Dave Kilminster. Ti si è mai presentata l’occasione di collaborare con uno di questi musicisti? Magari persino con i pionieri del suono e dello stile chitarristico nel rock progressivo, come David Gilmour, Andrew Latimer o Steve Hackett?
Damian:  I musicisti che hai citato sono davvero fantastici e mi piacerebbe molto che mi capitasse prima o poi un’occasione del genere. Dave Kilminster l’ho conosciuto di persona anni fa, ma non si è mai arrivati a parlare seriamente di una possibile collaborazione musicale.

RockLine: Hai in programma magari di pubblicare un album in studio da solista?
Damian: Al momento mi sto concentrando su Acoustic Unlimited, nel senso che vorremmo trovare un momento, quando i Brit Floyd si prendono una pausa, per registrare i pezzi in quell’intervallo e pubblicare il nostro album acustico. Mi piacerebbe mettere insieme anche qualcosa da solo, ma è difficile dire qualcosa a breve termine. Probabilmente nei prossimi anni, ma dipende ovviamente da quanti impegni ci saranno con i Brit Floyd.

RockLine: Alla prossima domanda non sei assolutamente obbligato a rispondere, se non vuoi. Come vivi questa litigata infinita tra David Gilmour e Roger Waters? Qual è la tua posizione personale in merito?
Damian:  Per fortuna questa storia non ha più quel finale senza fine. Cioè, in qualche modo si è chiusa. Negli ultimi anni almeno si fanno vedere in pubblico insieme, suonano insieme. Di sicuro non sono migliori amici, ma almeno comunicano normalmente tra loro. Ed è una cosa bellissima, di cui siamo potuti essere testimoni. Spero anche che in futuro facciano ancora più concerti insieme. Sono convinto che una vera reunion dei Pink Floyd per un nuovo tour non la vedremo più, ma è bello vedere almeno entrambi, sia Roger che David, insieme sul palco.

RockLine: Questo novembre andrete nel vecchio continente. Nel fitto calendario di date, voi Brit Floyd toccherete tra le altre anche la capitale slovena, Lubiana. Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro concerto?
Damian: Potete aspettarvi un elenco davvero, davvero compatto di musica dei Pink Floyd che suoneremo. Passeremo in rassegna tutte le ere creative della musica dei Pink Floyd e in più offriremo uno spettacolare show video, compresi i famosi maiali e tutto il resto che ci va insieme. Assisterete quindi a tutto quello che dovrebbe offrire un classico concerto dei Pink Floyd. Non vedo l’ora, tra le altre cose, anche di venire in Slovenia, dove finora non abbiamo mai suonato. Ci fa molto piacere stare insieme ai fan della musica dei Pink Floyd nel vostro paese.

intervista di: Aleš Podbrežnik
testo tradotto e curato da: Aleš Podbrežnik
foto: Brit Floyd fotoarhiv

I Brit Floyd suoneranno il 09.11.2012 alla Hala Tivoli di Lubiana! Tutti i dettagli su questo spettacolo e le informazioni sull’acquisto dei biglietti sono disponibili QUI.

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