Return / Mr. Abject EP

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Artista: Battlestations
Etichetta: Autoprodotto
Uscita: 2011
Durata: 11:27
Voto: 4.1/5

Dopo l’ottimo esordio omonimo, i belgi Battlestations, com’è nella loro natura sperimentale, hanno di nuovo tessuto tra le loro inafferrabili ragnatele sonore qualcosa di astrattamente inconcepibile, difficile da mettere in parole, senza forma ma con più che abbastanza sostanza. Se il loro debutto Battlestations era un conglomerato di generi e stili e soprattutto una ricerca di focus (che comunque funzionava alla grande), Return / Mr. Abject EP è molto più definito. Non definito in senso convenzionale, e ci mancherebbe, ma più orientato, più suddiviso, con la sensazione che la band abbia iniziato a tenere a freno il proprio suono caotico. Questo non vuol dire che Return / Mr. Abject EP si possa semplicemente incasellare come buona parte della musica di oggi. La musica resta inafferrabile. Forse le linee guida sono solo un filo più chiare.

Return / Mr. Abject EP resta legato all’esordio soprattutto per l’ormai tipico, minaccioso intreccio tra chitarra acustica ed elettrica. La manipolazione elettronica c’è ancora, ma molto meno, e allo stesso tempo anche la costruzione stessa dell’EP si avvicina al post-punk sperimentale di fine anni Ottanta e a quei suoni post-rock più coraggiosi. La musica è ancora avvolta in un velo di mistero, come la band stessa, ma si lascia scoprire un po’ di più. Diventa gestibile per le orecchie di chi ascolta e si presenta comunque come qualcosa di più coerente e più morbido, nella sua indocilità, rispetto al debutto.

La seconda uscita in studio della band funziona quindi un po’ come un ponte verso la loro futura espressione musicale. Un ponticello che porta dalla ricerca iniziale di forme musicali e dalla fusione di mille influenze verso qualcosa di più maturo. E anche se così guadagna in ascoltabilità e riconoscibilità (nel senso di melodie che ti restano in testa), perde un po’ di quel caos primordiale, di quella sperimentazione viscerale che i ragazzi mettevano nel debutto. Resta comunque un’uscita ottima, per chi la band la conosce già e per chi la sta scoprendo adesso.
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Dopo l’uscita del loro fantastico esordio omonimo, la band belga Battlestations, com’è nella sua natura sperimentale, ha creato, attraverso le sue formazioni musicali a dir poco inafferrabili, qualcosa che è di nuovo astrattamente inconcepibile, qualcosa di così difficile da mettere in parole, qualcosa senza forma e tuttavia con sostanza più che sufficiente per andare avanti. Il debutto Battlestations era un conglomerato di generi e stili musicali, una ricerca di qualcosa di definibile (che funzionava perfettamente), ma Return / Mr. Abject EP, al confronto, è molto più definito. Non definito in modo convenzionale, ma definito comunque – più orientato, diviso in parti riconoscibili. Si ha la sensazione che la band abbia iniziato a limare il proprio suono sparpagliato ovunque. Questo non significa che Return / Mr. Abject EP si possa semplicemente appiccicare un’etichetta e via.  La loro musica, in questo senso, resta molto inafferrabile. Ma la band ha decisamente fissato qualche linea guida.

Return / Mr. Abject EP si collega al debutto della band soprattutto grazie all’ormai tipico intreccio tra chitarre elettriche e acustiche. La manipolazione elettronica c’è ancora, ma è stata ridotta parecchio. Quelle linee guida hanno spinto la loro musica in un territorio più familiare – il suono si avvicina ai gruppi post-punk più sperimentali degli anni Ottanta e ai gruppi post-rock più audaci dei Novanta. La musica in sé è ancora in qualche modo nascosta dietro un velo di mistero, come la band stessa, ma allo stesso tempo è molto più allo scoperto rispetto al debutto. Le orecchie di chi ascolta riescono a gestire i suoni con più chiarezza e la musica, nel complesso, è molto più coerente.

La seconda fatica in studio della band rappresenta quindi una specie di ponte verso la loro potenziale espressione musicale. Un ponte dall’adolescenza all’età adulta. Ma anche se la loro musica è molto più riconoscibile e melodica (e quindi più facile da ricordare), ha perso un po’ di quel caos primordiale, di quella sperimentazione viscerale che era davvero ciò che rendeva il loro debutto un’esperienza così impressionante. Detto questo, Return / Mr. Abject EP è un’ottima uscita e dovrebbe essere ascoltata sia da chi conosce già la band sia da chi la sta appena scoprendo.

Formazione

Non pervenuta.

Tracklist

Return / Mr. Abject

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