Broken Bones

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Artista: Dokken
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2012
Durata: 47:02
Voto: 3/5

»Broken Bones« è il nuovo album in studio dei leggendari Dokken, maestri del glam metal! Il terzo senza George Lynch in formazione, il terzo con John Levin alla chitarra. La cosa più interessante è che oggi, quando si tratta di comporre nuova musica, a tenere insieme i Dokken è praticamente John Levin. Ancora una volta dimostra di essere un chitarrista dannatamente bravo. Veloce, esplosivo, con un controllo superiore e una grande forza espressiva. Tradotto: sa infilare un riff in un pezzo e condirlo con un assolo di chitarra della malora.

Il punto debole della band resta quindi Don Dokken. La sua voce non è più quella che riusciva a tirare fuori un tempo. Ormai alla nuova situazione ci siamo abituati e non è nemmeno giusto pretendere da Don che si butti su registri vocali ormai impossibili per lui. Don si tiene sulle note medie e, quando prova a salire, la voce si assottiglia di pari passo e perde forza. Sotto questo aspetto Don potrebbe ribattezzarsi »Don Brokken« e l’album »Dokken Bones«, ma, come dicevamo, non c’è spazio per prendere in giro un cantante leggendario, che un tempo poteva vantare una delle voci più velenose del glam metal / hard rock.  Don mantiene belle melodie vocali, ben caratterizzate, insomma linee che restano in testa all’ascoltatore in un attimo. La parte del leone negli arrangiamenti, oggi, sugli album dei Dokken la fa Levin. Quindi in pratica questo è il suo album. Più che di Don Dokken, che compare tra i coautori dei pezzi solo due volte (Victim Of Crime, Waterfall). Le armonie che accompagnano le melodie principali nascondono con successo la voce ormai logora di Dokken.

»Broken Bones« ha per lo più un andamento a tempo medio. L’opener Empire è una »scheggia di shrapnel in mezzo agli occhi« e viene solo voglia che il disco continui su quella falsariga, ma non succede. Segue una raffica di pezzi a medio tempo che costruiscono bene sugli stati d’animo e sulle melodie principali, mentre il grosso del suono d’accompagnamento è coperto dalla distorsione leggermente sfocata di chitarre prodotte in modo moderno, con qualche aggiunta occasionale di chitarra acustica, che crea un bell’intreccio d’accompagnamento (For the Last Time).

Curioso che sia solo il brano Tonight a riportare l’album sui binari dell’esplosività con cui si era aperto  (Empire)! Tonight ha uno dei ritornelli più belli in assoluto, che diventerà di sicuro un cavallo di battaglia dei concerti della band in questa nuova era. A Levin parte »irrefrenabile« uno degli assoli più taglienti e ultrasonici  del disco. È uno dei pezzi più forti dell’album dal punto di vista degli arrangiamenti. Insomma, proprio quello che ci vuole per una chiusura intensa!

Comunque la giri, è un album di qualità, costruito alla maniera del rock melodico della nuova era. Niente di eccezionale, ma abbastanza solido da non sfigurare con il nome Dokken. I riff portanti di Levin tengono in piedi con successo la figura dei Dokken dei tempi nuovi, legandola alla tradizione dei giorni classici della band, e allo stesso tempo i suoi fantastici assoli colmano più che degnamente i vuoti lasciati dall’addio di George Lynch. Con »Broken Bones« i Dokken sono quindi sopravvissuti ancora una volta. Il problema è che, se cambiassero cantante, non ci sarebbero più i presupposti per andare avanti, quindi bisogna rassegnarsi alla voce logora di Don Dokken e basta. Del resto, l’album non è un must per la tua collezione: lo prenderanno in mano solo quelli che hanno un forte legame nostalgico con i tempi d’oro della band; altrimenti buttati su uscite più valide, pubblicate quest’autunno da Frontiers Records, come il nuovo disco dei Pride Of Lions intitolato »Immmortal«.

Formazione

Don Dokken – voce
Jon Levin – chitarra
Barry Sparks – basso
Mick Brown – batteria

Produzione

Don Dokken

Tracklist

01. Empire
02. Broken Bones
03. Best Of Me
04. Blind
05. Waterfall
06. Victim Of The Crime
07. Burning Tears
08. Today
09. For The Last Time
10. Fade Away
11. Tonight

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