“Il carbone è pane!” (2012)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Fotografie: Aleš Podbrežnik

Luogo: Velenje / Muzej premogovništva Slovenije / Slovenia
Data del concerto: 19.10.2012
Numero di spettatori: 200
Prezzo del biglietto: 35,00€ / 45,00€

Al Muzej premogovništva Slovenije hanno riaperto la parte sotterranea, che adesso è stata messa in sicurezza, rinnovata e ampliata. In una vecchia galleria mineraria, parte di questo restyling e oggi aperta alle visite turistiche, per l’occasione si sono inventati qualcosa di speciale. Hanno allestito una sala improvvisata con un palco di legno, l’hanno imbottita di tendaggi e illuminata con qualche lucina spartana. Concerto  sarà. E non uno qualsiasi. Appena si è saputo chi era l’ospite scelto, i biglietti sono andati a ruba alla biglietteria. Alla fine l’organizzatore ha infilato in programma pure un terzo show, e c’è stata addirittura l’idea di piazzare i concerti anche sabato, il 20.10.2012. E il nome? Laibach! Un nome che in questo caso dice tutto.  La miniera è la culla dei Laibach: Trbovlje, anno 1980. Combinazione folle. 200 persone pigiate una dietro l’altra su panche disposte su due file, lungo la galleria. Allora! Con un ascensore vecchio di oltre 120 anni scendi 200 m sotto la superficie della Terra, passeggi lungo il pozzo più antico della miniera fino a »Ligi« – la parte del pozzo che ha preso il nome dalla mascotte delle miniere di Šalek. Lì c’è anche lo spazio acustico dove stava il palco.

L’interesse per l’evento è stato dunque eccezionale. Nonostante i prezzi gonfiati, che già in prevendita toccavano la bellezza di 35,00 €, l’organizzatore ha dovuto aggiungere un terzo concerto, in scaletta alle undici e mezza di sera. Così i Laibach in un solo giorno hanno suonato tre volte. Ogni show è durato 35 minuti, che alla fine, sommati, fanno la durata di un classico spettacolo da concerto.

Per questo evento i Laibach si sono reincarnati in una formazione speciale. Metà della line-up era composta dai due membri fondatori, che insieme hanno commesso il peccato originale, Dejan Knez (basso, voce) e Ivan (Jani) Novak (programmazione, proiezioni, tastiere, voce), e dai membri della versione più recente dei Laibach, Sašo Vollmaier (tastiere, programmazione) e Dejan Jamnik (tastiere, programmazione). 

I Laibach ci hanno portati, con lo show intitolato »Kohle ist Brot« (Il carbone è pane), dritti nella culla dei loro inizi, quando non si può dimenticare la leggendaria esibizione a Križanke al Novi Rock festival (tra l’altro, tra il pubblico c’era anche l’uomo che aiutò la band a muovere i primi passi, il leggendario Igor Vidmar del »Š.K.U.C. Ropotov«), a Lubiana nel 1982. I ragazzi hanno quindi tracciato il set con il trittico d’apertura del disco live che racconta quell’esibizione, »Ljubljana – Zagreb Beograd«, cioè Unsere Gescichte, Rdeči molk e Siemens. Un thriller psichedelico-industriale di quasi quindici minuti, in cui il quartetto ha stratificato strati sonori da brividi, sparati uno sull’altro in perfetta disarmonia, capaci di portare i »non preparati« a dolori seri da »emorragia auricolo-cerebrale«. Ogni tanto si fondevano in un tono unico, ma per lo più irradiavano ciascuno per la sua strada. Un vero caos sonoro retro, un inno provocatorio alla perfetta avanguardia punk industriale di tempi lontani, oggi riconosciuta come parte di culto dell’arte dei Laibach, ma che un tempo era l’ingranaggio di una ribellione intellettuale che si è scontrata con fin troppe situazioni intriganti dentro il regime di allora, e perfino con l’espulsione dal paese. Al trionfo della volontà segue il brano Smrt za smrt (entrambi tratti dall’album »Rekapitualcija 1980-1984«), dove Knez ha dimostrato per la prima volta perché sul palco c’è anche un microfono. Nell’insieme dell’apparizione dei Laibach, a dare stavolta dopo tanto tempo la sensazione di una rinascita del culto è stato anche il »ceppo« di Knez, che fa da basso.

Una macchina irrigidita che becca e demolisce senza pietà. Facce del quartetto senza un filo di mimica, noiose da morire, ma nell’ottica dell’artismo dei Laibach parte irrinunciabile dell’implacabile marcia di una malvagità tonante, fredda come il metallo. In Boji e Mi kujemo bodočnost (»Laibach«,1985) Novak impugna il megafono, che rafforza l’incantesimo funebre delle citazioni dettate da Dejan Knez, che nell’autoripetizione funzionano come ipnosi di massa, parodia di ciò che un tempo sfruttavano i »capi amati« dei sistemi totalitari per ottenere l’obbedienza del popolo. Tutto »affondato« ancora nella figura unica e irripetibile dell’immagine musicale originaria di un eccesso musicale caotico e provocatorio! Trentacinque minuti di spettacolo sostenuti dalla classica visualizzazione dello show dei Laibach, il celebre contenuto della videoproiezione legato al periodo della nascita del gruppo. Molti paralleli sensati mantengono ancora oggi questa eredità nel messaggio e nell’espressione. La domanda però è se i Laibach, nella loro visione artistica, oggi osino ancora essere così provocatori e sfidanti verso l’attuale apparato statale e alzargli con una nuova parodia, in modo raffinato, il dito medio ben in alto. Di ispirazioni per una cosa del genere, ai giorni nostri, non sarebbe stato proprio difficile trovarne. Ma questa è un’altra storia. 35 minuti. Come se non fossero mai passati. L’universo Laibach, unico nel suo genere, ha funzionato di nuovo alla perfezione. Unico e irripetibile. L’evento è stato sostenuto anche da una speciale diretta in rete!

Oltre ai concerti dei Laibach, la giornata è stata segnata da altre cerimonie incluse nel programma. La parte sotterranea del museo è stata inaugurata ufficialmente con la consegna della statuetta di Santa Barbara ai Laibach da parte del presidente del consiglio di amministrazione di Premogovnik Velenje. Nei piani alti, cioè fuori terra, del museo è aperta da settembre anche la mostra »Laibach Kunst – Glűck auf«, che resterà visitabile al Muzej premogovništva Slovenije fino al 18 novembre 2012. La mostra è accompagnata da uno speciale film documentario sui Laibach. L’inaugurazione della mostra a »Ligi« è stata accompagnata anche dall’esibizione della Pihalni orkester Premogovnika Velenje, che per l’occasione ha riarrangiato a modo suo brani dei Laibach, e proprio i più riconoscibili del periodo di mezzo e di quello successivo della carriera del gruppo, e che il 19.10.2012 ha tenuto un’esibizione speciale nella parte esterna della miniera.

È stata dunque una giornata varia e irripetibile nella storia di Premogovnik Velenje e del Muzej premogovništva Slovenije, e speriamo che la struttura resti anche in futuro il luogo di commemorazioni simili, legate all’essenza musicale unica dei Laibach.

Scaletta

  1. Intro
  2. Unsere Geschicht
  3. Rdeči molk
  4. Siemens
  5. Zmagoslavje volje
  6. Smrt za smrt
  7. Boji
  8. Mi kujemo bodočnost

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