Bruto Slavo / VBK
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Debeli Precjednik
Etichetta: Moonlee Records
Uscita: 2012
Durata: 45:41
Voto: 4/5
I punkrocker hardcore »sballati« di Osijek, in Croazia, i Debeli precjednik, sono tornati. Finalmente. Dopo quasi vent’anni passati a menare fendenti di sfottò hardcore punk senza troppi pensieri. Con il quarto album. Ci sono voluti ben sei anni per dare un seguito a “Through The Eyes Of The Innocent”, che nel 2007 li aveva fatti incoronare band dell’anno con il premio Zlatna koogla. La band, nonostante un bottino piuttosto magro di uscite in studio fino a oggi, si porta dietro una sacca piena di concerti in giro per l’Europa, in compagnia di nomi come Lagwagon, Beatsteaks o Me First & Gimme Gimmes, e fra i tanti live è finita pure sul palco del Sziget festival; quest’anno li aspettiamo a Tolmin, al festival Punk Rock Holiday.
»Through The Eyes Of The Innocent« ha mostrato, con un nuovo suono e una nuova immagine, che i Debeli Precjednik erano maturati. Il passaggio a Moonlee Records, un’etichetta indipendente e autonoma, una delle poche che dalle nostre parti lavora con sana dedizione alla propria missione, è stato un passo importante in questo percorso di tempra. Su quest’album i Debeli precjednik hanno messo da parte tutta l’ingenuità dei pezzettini anni Novanta, hanno alzato il suono fino a un ruggito di proporzioni pericolose e ne hanno contrastato i mattoni in un conglomerato moderno di fretta adrenalinica e contagiosa, come la conosce oggi il verbo dell’hardcore punk rock.
»Bruto Slavo/VBK« porta avanti con disciplina, in questa maniera, la storia del “grasso presidente”. Certo, resta quella natura allegra della band, la contagiosità melodica da »party time« nata all’inizio dei Novanta con il boom dello skate punk, quando i membri dei Debeli precjednik ascoltavano volentieri gente tipo i NOFX, ma con »Bruto Slavo/VBK« i Debeli precjednik si presentano oggi più seri che mai. I Debeli precjednik non sono più i ragazzini che ogni tanto si fanno una girata in skate e fanno arrabbiare i genitori perché se ne vanno in giro con le stringhe slacciate. Oggi è una formazione compiuta, con una statura da timbro ufficiale e una voce dalla definizione tutta sua!
Dal punto di vista musicale non inventano l’acqua calda, restano fedeli alla loro strada. La presenza di accordi minori nel dipanarsi delle frasi guida è più sentita che mai, mentre la forza motrice resta la voce energica, riconoscibile e super carismatica del cantante Tin Kovačić. I Debeli precjednik sfornano un pezzo dopo l’altro, con uno schema rodato, un carattere affilato, un equilibrio calibrato fra i mattoni del suono d’urto e un’elasticità lirica intelligente, pervasa dal linguaggio della ribellione e della sfida, senza però trascurare una nota di sfogo personale e di rapporti fra le persone (Against The Opposite, Kinda like Pegboy, but not that Good). L’album ha una produzione viva ma controllata. Kovačić, la cui interpretazione vocale si porta dietro un melos di malinconia melodica, con un ululato piagnucolante spinto verso l’alto, sa però mostrare in modo più che convincente anche i denti aggressivi, come nell’ottima, incandescente scheggia hardcore Against the Opposite.
La band continua a mettere una fetta chiara della sua forza espressiva nel linguaggio dell’impegno politico, con cui attacca duramente i carnefici dell’umanità che ci vendono la »vera statura della morale« (Nothing Gold, Calvary). La cupa visione del futuro è sottolineata dall’ottima immagine artistica della copertina, oltre che dal contenuto stesso del booklet, dal design di prim’ordine. Il pianeta delle scimmie è la realtà di chi sopravviverà alla terza guerra mondiale. Il ritorno all’età della pietra. È l’unico futuro che conosce il virus del masochismo planetario, quello di sguazzare nella vasca del proprio sangue. Il virus dell’autodistruzione chiamato umanità.
La pausa di sei anni ha prodotto un sacco di idee e l’album sprizza freschezza e una bella dose di varietà dentro lo stampo di genere strettamente tracciato in cui lavorano i Debeli precjednik. Per tutti voi che avete aspettato instancabilmente il nuovo album della band, questo ha premiato la vostra pazienza con un EP in più, intitolato »VBK«, che contiene tre brani cantati in croato. Per questo l’espressività hardcore punk della band, qui, acquista delle particolarità. Il melos forgiato in Slavonia viene infatti a galla in modo evidente. Allo stesso tempo, un brano come Zaboravi dimostra che i Debeli precjednik non avrebbero alcun problema a sparare a pieno regime se si attenessero a scrivere poesia direttamente nella lingua madre. Questa sensazione la sottolinea la posseduta, hardcore fino al midollo, Puška ne ubija ljude subito dopo, ma a vincere è proprio la conclusiva, uscita anche come primo singolo di presentazione, Moja su koljena umorna od moljenja, che mette in mostra senza mezzi termini l’utilità della succosa tavolozza di espressioni della lingua croata.
»Bruto Slavo/VBK« è un potente documento di sfogo e identità con cui i Debeli precjednik consolidano la loro posizione nella scena dell’alternative rock forgiata nella penisola balcanica e aggiungono alla loro discografia un nuovo passo avanti, misurato e maturo, espressione di un arricchimento del carattere della band e soprattutto della preziosa esperienza di una lunga carriera sui palchi. La vera forza espressiva dei contenuti musicali di band del calibro dei Debeli precjednik, infatti, si misura solo quando te li trovi davanti su un palco.
Formazione
Tin Kovačić – voce
Davor Bestvina – chitarra
Andrej Kolundžić – chitarra
Igor Kovačević – basso
Siniša Rajković – batteria
MUSICISTA OSPITE:
Petar Gerstman “Gera” – assolo di chitarra nel brano n. 14
Produzione
Filip Sertić
Tracklist
BRUTO SLAVO (album):
1. Enemies
2. Music Slaves
3. Heroes Of Today
4. Against The Opposite
5. Yougn And Angry Man
6. Bottle in the Mouth
7. Brave Souls
8. Nothing Gold
9. Calvary
10. Peter Pan Syndrome
11. One Book
12. Kinda Like Pegboy, but not that Good
VBK (EP):
13. Zaboravi
14. Puška ne ubija ljude
15. Moja su koljena umorna od moljenja