Burn

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Artista: Roelants, Wim
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2007
Durata: 56:03
Voto: 4/5

Wim Roelants è il tipo di musicista a cui è difficile sfuggire: appena senti il suo approccio, non puoi fare a meno di incoronarlo come l’ennesimo eroe della chitarra. Il belga, che quest’anno ha compiuto 35 anni, è autodidatta quasi al 100%. Che bello, non dover per forza passare dalla scuola di musica per saper suonare. Wim non è un musicista di formazione classica, eppure a tratti il suo modo di suonare ti ricorda che potrebbe tranquillamente fare Beethoven con la chitarra elettrica. E attenzione! Wim non è il tipo di chitarrista che deve flettere i muscoli oltre ogni limite per farsi pubblicità e attirare l’attenzione delle masse.

L’album “Burn” dalla testa ai piedi dipinge un artista che coltiva e mette in mostra un senso innato per la perfezione melodica. Lo senti nel modo in cui gli assoli sono piazzati al punto giusto, senza mai rompere la compattezza dei temi dei brani, e nello stesso principio del soloing, che convive sempre in armonia con l’impianto di quella stessa compattezza tematica. L’assolo prende in prestito il linguaggio della voce, un principio reso popolare negli anni Ottanta da Joe Satriani, il cui nome però va fatto solo qui, quando si parla di “Burn”. Ma basta questo per rendere l’album decisamente interessante anche per tutti voi a cui piacciono Joe Satriani e simili mattatori della chitarra.

A dare carattere a “Burn”, oltre al lavoro di Wim, c’è la sezione ritmica, dinamica e attiva. È lei a far sì che l’album suoni concreto, con i piedi per terra, anche nei momenti delle più vertiginose evasioni chitarristiche di Wim. La sezione ritmica tiene botta con un gioco mosso, e quel “tiro” corposo, anzi, diciamolo, quel “groove”, è ben presente su tutto il disco. Il basso, esplorativo dal punto di vista melodico e “bello grosso” in produzione, fa un ottimo contrasto con l’espressività chitarristica di Wim. In questo modo occupa con abilità lo spazio rimasto nel quadro sonoro di base e, non limitandosi a reggere la nota nuda e cruda, rafforza la dinamica dell’album con una ricca schiera di linee melodiche. Questo completarsi a vicenda si sente soprattutto nelle parti più calme, dove con gli assoli di chitarra crea un contrasto riuscitissimo (per esempio nel passaggio tranquillo di Karnak Karma), oppure nell’intro di Kickstart II.

Wim Roelants poi non è un “metallaro fuori di testa”, un fedelissimo dell’heavy metal. Tagli e seghe, su questo album, li cercherai invano. L’impianto di riff offre per lo più un suono di accordi semiacustico e quindi un caldo velo organico sullo sfondo, con piacevoli schiarite sonore. I brani sono costruiti su più temi, più cambi ritmici, più atmosfere. L’insieme dei 10 pezzi dell’album offre anche un assortimento tematico molto vario. A Roelants, da artista, piace tirare fuori qualche scala orientale, e a volte piazza il tema principale proprio in quella maniera (Karnak Karma, Kickstart II), e non gli è estranea nemmeno una puntata nel soloing dalle sfumature blues, anche se appena appena, giusto in tracce! Brani come In Your Eyes e Whispers in Bronze sono ottimi esempi che mostrano anche il lato più sottile di Wim, quando l’omone dosa con attenzione, in modo controllato, le sue note nelle melodie più delicate. All’opposto, Midsummer Madness potremmo definirla senza problemi il momento più “rumoroso” di “Burn”. La title track ha un tema hard rock vecchia scuola, rinforzato dalle tastiere aggiunte. Sul piano solistico Wim è un chitarrista che sfrutta alla perfezione lo spazio a disposizione. Così “Burn” funziona alla grande, nel senso che l’ascoltatore non ha mai la sensazione che Roelants lo bombardi alla lettera di pentagrammi, e nemmeno che Wim sia per caso un musicista “sciatto” e vago. Wim naviga sempre con successo sulla linea di mezzo. Quella linea mantiene un ascolto molto fluido e una ramificazione dinamica dell’album che non riesce ad annoiare. Forse non è nemmeno fuori luogo dire che qui siamo davanti a una specie di Tony MacAlpine belga.

“Burn” è un album ottimo, molto ascoltabile e piacevole, che mette in risalto il senso di Roelants per la collocazione di una melodicità espressiva e compatta, su cui domina su tutto il soloing solistico a più strati, e coerente, di questo chitarrista. Che Wim Roelants sia un musicista della pasta giusta, dal pedigree di tutto rispetto, lo conferma anche il fatto che in passato ha collaborato con nomi di primo piano del panorama rock come Phil Campbell (Motörhead), Virgil Donati (Steve Vai), Dario Lorina (Warrant), Uriah Heep e Ritchie Kotzen (ex-Mr. Big, ex-Poison), e noi abbiamo avuto l’onore di vederlo di recente a Villaco, in Carinzia, dove ha suonato come membro della band hard rock melodica austriaca Badhoven. “Burn” è un album che tutti gli amanti dell’abilità manuale alla chitarra ascolteranno con piacere. Con “Burn” Wim Roelants ha dimostrato di essere un virtuoso della chitarra che non darà mai la precedenza al “suonare a forza” a scapito dello sfilacciare una compattezza melodica rifinita. Questa volta gli assoli sono pura poesia. Senza pretenziosità, facili da digerire per l’orecchio. Con una raffinata sensibilità nel dosare la giusta misura di buon gusto. Questo album è fatto apposta per l’ascolto in macchina. Durante un viaggio di notte, per le distese delle autostrade. Perché nel frattempo Wim si corre il suo rally con la chitarra!

Formazione

Wim Roelants – chitarra, sintetizzatore
Vander – tastiere
Roman Korolik – basso
Bruno Meeus – batteria

Produzione

Wim Roelants

Tracklist

1. Excalibur
2. Burn
3. Shades
4. The Quickening
5. Whispers
6. Midsummer Madness
7. Bronze
8. Kickstart II
9. In Your Eyes
10. Karnak Karma

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