Byte the Bullet

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Bonfire
Etichetta: UDR
Uscita: 2017
Durata: 63:33
Voto: 4/5

Hans Ziller, celebre chitarrista tedesco e unico membro originale dell’attuale formazione dei leggendari hard rocker tedeschi Bonfire di Ingolstadt, in Baviera, non molla. Dopo aver rimesso in moto la band due anni fa, con un album di ritorno di altissima qualità, »Glorious«, seguito da una doppia compilation di classici re-incisi intitolata »Pearls« – in entrambe le uscite al microfono c’è l’ex urlatore degli Accept David Reece – il granitico Ziller torna sulla scena con i suoi Bonfire con un altro disco in studio completamente nuovo.

Per farlo, Hans Ziller ha dovuto rinfrescare di nuovo la line-up. Negli attuali Bonfire suonano musicisti esperti, anche se stanno con Ziller solo dal 2015; l’ultimo arrivato, il nuovo cantante Alexx Stahl, si è unito alla band soltanto l’anno scorso, dopo la fugace parentesi di Ziller con Michael Bormann (ex-Jaded Heart), durata nei Bonfire appena due mesi.

Be’, Stahl è fatto di un’altra pasta. Il tipo è ben noto nell’underground del metal tedesco. Suona negli ottimi Roxxcallibur, che rifanno pezzi dell’epoca NWOBHM, ha lasciato il segno in due eccellenti dischi in studio dei Viron, revivalisti del metal classico purtroppo sciolti, e allo stesso tempo imita con enorme successo la figura di Ronnie  James Dio nel tribute ai Rainbow Beyond the Rainbow. Insomma, nella ricerca di un nuovo cantante Ziller non poteva ignorare Stahl, e per fortuna il nuovo arrivato si è rivelato un acquisto eccezionale, non solo perché ha un carisma vocale incredibile, mordente e un carattere esplosivo, ma anche sul piano umano, perché si è incastrato al volo con il resto dei Bonfire rinnovati.

Che il cielo si sia schiarito del tutto e che nel gruppo giri un’ottima energia creativa, carica compositiva compresa, non è difficile intuirlo già dalle prime battute del nuovo album, quando tuona l’opener Power Train, seguita dalla non meno vorace Stand Up 4 Rock, mentre Praying 4 A Miracle prosegue con la sua melodica, invasiva forza d’urto. Tutti e tre i brani hanno un ottimo legame compositivo tra strofe e ritornelli, dove a prendere il comando sono motivetti da ritornello contagiosi al primo ascolto, come nei momenti migliori dei Bonfire, classici dell’era »Point Blank« compresi. L’ispirazione non cala nemmeno dopo e la band mantiene con grande abilità la combinazione di contagiosità ultramelodica e impatto rock diretto, tenendo presente che i tempi della produzione sono ovviamente moderni e che oggi i Bonfire compongono i pezzi nuovi in modo un po’ diverso. Per esempio, la title track tira verso qualcosa che potrebbero aver messo insieme anche Helloween e/o Unisonic. Insomma. »Byte the Bullet« è da cima a fondo un vero, autentico album classico di hard rock tedesco. Più tedesco di così non si può.

È interessante anche che Ziller abbia trovato non poco coraggio per infilare una cover del classico dei Jethro Tull Locomotive Breath, perché è un pezzo che, al primo colpo, non c’entra per niente con un album dei Bonfire, e tantomeno nel cuore del disco. Semmai in coda. Eppure anche stavolta Ziller ha trovato un rimedio efficace: ha rallentato un po’ il ritmo di base, e il riff portante, che ora è affidato alla chitarra, nel nuovo vestito su misura Bonfire funziona alla grande. Prima però dovete masticare amaro il faticoso minuto di intro. Probabilmente ve ne siete già accorti da soli: è l’unico pezzo, più o meno, inutile del nuovo album.

 La band non lesina nemmeno sul lato goliardico. Il buonumore ce lo mette il medley strumentale InstruMetal, dove Ziller passeggia tra le melodie più celebri dei classici, da Beethoven a Musorgskij, fino a Strauss e Grieg, e poi l’intro scherzosa Friedensreich, dove i membri del gruppo prendono in giro il tedesco stentato del bassista anglofono Ronnie Parkes, che è tra l’altro l’unico non tedesco degli attuali Bonfire.  A questo punto ve ne siete accorti da soli per la seconda volta: anche questi due brani sono del tutto superflui sul nuovo album.

Non la faccio lunga. Ah, già. In coda all’album trovate un’altra (nuova) versione del classico dei Bonfire Sweet Obsession. Per il resto, tirando le somme: sicuramente il lavoro più forte dagli anni Ottanta a oggi. Senza giri di parole. Il più chiaramente definito, rifinito sul piano musicale e compositivo. Stahl è semplicemente la chiave di questo successo. Come cantante lascia a bocca aperta con la sua prova. Per questo si merita più che mai una posizione di rilievo in una band più grande. In una band dal nome più altisonante.

I ritornelli si contendono a chi ruba l’attenzione sul disco, e allo stesso tempo possiamo di nuovo goderci senza freni lo straordinario slalom incrociato di assoli tra Ziller e il suo compare Frank Pane’   e i passaggi mid-eight dall’effetto incredibile, dove il gruppo aggiunge con violenta abilità anche ornamenti di armonie di chitarra in terze strazianti.

L’album »Byte the Bullet« è dunque quello giusto per i Bonfire dei tempi nuovi. Nonostante i predecessori in studio perlopiù più che solidi, se non eccellenti, Ziller con la nuova formula di rinnovamento della line-up ha finalmente ottenuto ciò che cercava da tempo. Anzitutto stabilità e la giusta chimica all’interno del gruppo, e così è approdato in una nuova sfera di ispirazione creativa eccezionale, anche negli anni della maturità della band. Con dischi come »Byte the Bullet« i Bonfire sono ben lontani dall’invecchiare. 

La dolce ossessione, a quanto pare, continua e continua!

Bonfire – Praying 4 a Miracle (video ufficiale):

Formazione

Alexx Stahl – voce
Hans Ziller – chitarra, cori
Frank Pane’  – chitarra, cori
Ronnie Parkes – basso, cori 
Tim Breideband – batteria 

Produzione

Hans Ziller

Tracklist

  1. Power Train
  2. Stand Up 4 Rock
  3. Praying for a Miracle
  4. Some Kinds Evil
  5. Lonely Nights
  6. Byte the Bullet
  7. Locomotive Breath
  8. Reach for the Sky
  9. Sweet Surrender
  10. Friedensreich
  11. Instrumental
  12. Too Far From Heaven
  13. Without You
  14. Sweet Obsession
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