Cage II

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Mollo, Dario & Martin, Tony
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2002
Durata: 61:03
Voto: 4/5

(per la versione inglese scorri in basso)

Su “The Cage 2” i pezzi sono rifiniti e curati fin nei dettagli, se mettiamo a confronto questo disco con l’esordio “The Cage”. Tra il primo album (“The Cage”) e il seguito del progetto è passato abbastanza tempo e nel frattempo le idee geniali si sono accumulate di nuovo. Già l’opener “Terra Toria”, con il suono moderno e sporcato del primo riff (groove a palla, che spacca), è una bella sorpresa, merito di Tony Martin e del timbro della sua voce, incredibilmente pulito, mentre la linea nel pre-ritornello ricorda stilisticamente Robert Plant. In generale Martin canta i pezzi con mille sfumature, un’enorme partecipazione e a tutto slancio. L’atmosfera ampia e ambientale dei brani è garantita anche dal lavoro alle tastiere della leggenda Don Airey (qualcuno si ricorda ancora la sua fantastica avventura solista “K2”?) e dal contrasto delle linee di back vocal stratificate, che riempiono il suono con gusto. Ehi gente, il basso “fretless” di Tony Franklin è praticamente sempre con noi!

Tutti i pezzi sono compatti, Mollo non si concede nemmeno una volta di far prevalere il proprio ego chitarristico. Con il suo talento si adatta in modo magistrale ai motivi che danno forma alle canzoni. Non posso farci niente, Mollo è vicinissimo proprio a Malmsteen. Lavoro veloce, pulito e preciso, da vero maestro. Gli ornamenti di arpeggi fulminei, quando il tipo proprio non riesce a fermarsi, gli slide e i tremolo tirati, sono innestati alla perfezione dentro i passaggi o le parti introduttive dei brani. La dinamica è garantita dallo scarto stilistico tra i pezzi, una collisione perfetta di hard rock, metal classico, incursioni AOR e perfino deviazioni bluesy. “Balance Of Power”, uaaa che casino selvaggio!!! La linea vocale lì dentro è un serio avvicinamento a Dio.

Uno dei brani più pregiati, puro orgasmo elettrico, è sicuramente “Amore Silencioso”. Gli Hammond qui risuonano per la prima volta. La parte centrale, di taglio kashmiri, sostenuta da percussioni e basso fretless, è adornata da scale arabe che si fondono in armonia con l’impostazione classica di base. E uno dei brani più belli? “Poison Rosses”! Tristissimo, uh, come riesce a “stendere” una persona fino alle lacrime.

Una vera favola anche l’imprevedibile “Wind Of Change”, con una linea vocale (il ritornello) pesantissima, che Tony supera in modo fantastico. Considerando che durante le registrazioni Tony si stava curando per una malattia maledetta, il cancro, la cosa merita un’ammirazione ancora più speciale.

Perfezione della follia chitarristica e delle composizioni classiche, di cui sono colpevoli questi vecchi volponi che non mollano e continuano a “darci dentro” con le loro creazioni: “The Cage 2” è un’altra fantastica prova dell’immortalità dell’eredità d’acciaio e una vittoria totale della verità e della sincerità espressiva attraverso l’arte della musica su tutta la linea! Che sfoggio di chitarra, aaaaaa!!! Un vero inferno!


Uf, caldo, caldo, caldo!!! Era ora. La voce leggendaria degli ex Black Sabbath incontra la furia sonica della chitarra da Malmsteen italiano. Ok, ho esagerato. Quello che questi due ci hanno servito sono 12 superbi pezzi hard rock compatti di prima classe, conditi con la potenza dell’heavy metal classico e tocchi di AOR. Tutto suona così fluido. Il lavoro di chitarra in filigrana di Dario, tra assoli, bridge e intro o outro supersoniche, non sovrasta mai la struttura di base dei pezzi.

Tony sa davvero cambiare le sue doti vocali. Come un camaleonte. Nell’opener “Terra Toria” la sua linea vocale ricorda Robert Plant, anche per il modo di cantare di Tony. Tony ha attraversato momenti difficili durante le session di registrazione di questo album. Era seriamente malato (cancro), per fortuna per lui è andato tutto per il meglio. E se tieni a mente questo mentre ascolti la sua superba prestazione vocale, merita il massimo rispetto. Tony al suo meglio. In “Balance Of Power” avrai l’impressione che Dio si sia unito alla voce. Uf, che potenza porta questo pezzo. Le linee vocali più difficili sono eseguite in modo brillante nel ritornello di “Wind Of Change” (quando parte il verso “More Than These ……”) e più avanti nella cover dei Led Zeppelin “Dazed And Confused”. Per tutto il tempo la band cerca di ottenere un suono più ampio aggiungendo qualche grande armonia di back vocal.

Il primo highlight del disco è “Amore Silencioso”. Questo pezzo scorre dal riff d’apertura tardo gotico-romantico dei Black Sabbath e confluisce nella parte centrale in un “riempimento” orientale sostenuto da percussioni e basso fretless. Questo melos arabo si scontra in modo fantastico con l’approccio classico che attraversa il brano. Senti solo che chimica gira qui. Tony suona il violino. Non preoccuparti per le tastiere: le ha curate Don Airey, un altro grande compositore. Qualcuno si ricorda la sua avventura solista con il nome “K2”? Questo disco è fatto con sincerità e anima. Un’altra prova che i “vecchi buoni amici” non depongono ancora le armi. La musica è il loro stile di vita. Un’altra invenzione di prima classe.

Formazione

Tony Martin – voce
Dario Mollo – chitarra
Don AIrey – tastiere
Dario Patti – tastiere
Tony Franklin – basso
Roberto Gualdi – batteria

Produzione

Dario Mollo

Elenco dei brani

1. Terra Toria
2. Overload
3. Life Love And Everything
4. Balance Of Power
5. Amore Silenzioso
6. II (Instrumental)
7. Wind Of Change
8. Theater Of Dreams
9. What A Strange Thing Love Is
10. Dazed And Confused
11. Guardian Angel
12. Poison Roses

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