Camembert Electrique

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Gong
Etichetta: BYG Actuel
Uscita: year
Durata: 39:36
Voto: 4/5

Con il classico space rock »Camembert Electrique« lo stregone psichedelico australiano Daevid Allen è entrato definitivamente nell’orbita gravitazionale del pianeta Gong e ha messo a punto lo stile musicale per cui è ancora oggi più famoso. I Gong, la sua band internazionale di base a Parigi, rispetto a Caravan e Soft Machine, gli altri pionieri di punta della cosiddetta scena di Canterbury del progressive rock inglese, hanno sviluppato un approccio musicale molto più ‘fuori di testa’, segnato nei primi tempi soprattutto da elementi di rock d’avanguardia, psichedelia senza compromessi e free jazz, a cui il folletto sfrenato di voce e chitarra ha aggiunto testi intrisi di una fantasia selvaggia, di quelle che possono nascere solo sotto l’effetto di certe sostanze psichedeliche e di cannabis.

‘Bert Camembert’, come si faceva chiamare Allen in quel periodo, insieme alla sua compagna Gilli Smyth, che allora rispondeva al nome di ‘Shakti Yoni’, ovvero ‘la strega buona Yoni’, ha dato il via al suo viaggio intergalattico tra gnomi radiofonici e teiere volanti, condendo i testi con humour e una critica sociale pungente. Daevid per gran parte della carriera è stato soprattutto un grande burlone, capace però di prendere in giro lo zeitgeist sociale a ogni occasione, in modo intelligente, attraverso testi mimetizzati di psichedelia.

In questa fase ad Allen, alla Smyth, al fiatista Didier Malherbe e al bassista Christian Tristch si è unito il batterista inglese Pip Pyle (poi negli Hatfield and the North, National Health, Soft Heap), arrivato in band su consiglio dell’amico di Allen Robert Wyatt (Soft Machine, Matching Mole). Pyle in coppia con Tristch ha costruito una sezione ritmica potente, mentre Malherbe, con i suoi arrangiamenti jazz al sassofono e al flauto, si è occupato di dare a tutti i brani di »Camembert Electrique« quel tocco generale di follia.

Oltre alle sue doti vocali molto particolari, che andavano dai mantra druidici alle confessioni cinicamente beffarde di ‘Bert Camembert’, Allen è cresciuto anche come chitarrista, visto che in questo disco se n’è uscito con alcuni riff davvero interessanti, ma già allora sapeva probabilmente che non sarebbe stato male chiamare in band un chitarrista tecnicamente più raffinato, cosa che ha fatto poco dopo. ‘La strega buona Yoni’ intanto si assicurava che non mancassero mai le risate, con una raffica di suoni dissonanti e strilli con cui Allen, esempio perfetto di via di mezzo tra genio e matto, imitava i versi dei tipici abitanti del pianeta Gong: omini verdi con il berretto di cannabis.

Dopo la compagnia degli gnomi fischiettanti nell’apertura »Radio Gnome« arriva il catalizzatore space rock »You Can’t Kill Me«, dove in un viaggio caotico tra ‘nuove galassie’ dominano passaggi di chitarra cupi, mantra vocali psichedelici e  sfrenati inserti di fiati jazz. Qui si può già parlare dei Gong classici, anche se non era ancora la versione definitiva, quella canonica, di questa band di culto. »I’ve Bin Stone Before« suona come una presa in giro degli elementi sacri dei riti solenni nelle chiese anglicane. »Fohat Dig Holes in the Space«, con la sua natura oscura, le improvvisazioni cupe e i suoni stravaganti, è uno degli esperimenti più interessanti dell’album. Più avanti, tra passaggi di chitarra deliranti e urla di gioia, con una valanga di effetti sonori folli si trasforma in una vera e propria festa space rock.

Tra i rari momenti un po’ più compatti e melodici dell’album c’è »Tried So Hard«, che rispetto agli altri brani di »Camembert Electrique« suona quasi come un pop rock psichedelico con un ritornello piacevolissimo. A chiudere il disco ci pensa il geniale e folle esperimento »Tropical Fish: Selene««, uno dei vertici di »Camembert Electrique«, dove tra una danza selvaggia psichedelico-jazz e passaggi di chitarra affilati si fondono tutte le qualità dei singoli musicisti in una perfetta coesione space rock. La struttura del pezzo è tagliata da numerose improvvisazioni selvagge e dagli strilli della ‘strega’ impazzita, per cui il vagabondare psichedelico sul pianeta Gong non diventa mai noioso.

Su »Camembert Electrique«, ancora oggi una vera leccornia per chi ama lo space rock e la psichedelia d’avanguardia, Daevid Allen e la sua famiglia cosmica di gnomi col berretto verde, in viaggio su una teiera volante, svelano una volta per tutte la vista sulla galassia dove si trova il pianeta Gong. »Camembert Electrique« (ancora) non raggiunge la ricchezza di colori e le dimensioni mitologiche della celebre trilogia »Radio Gnome«, ma rientra comunque tra i momenti chiave dei Gong classici sotto la guida del capitano cosmico Allen. Per godersi al meglio una musica space rock così sperimentale, come nel caso degli Hawkwind, non serve assumere sostanze psichedeliche, ma soprattutto una testa aperta e un cuore disposto ad accogliere una sperimentazione sonora sfrenata, in cui a ogni nuovo ascolto si scopre qualche dettaglio sonoro nuovo.

Formazione

Daevid Allen (“Bert Camembert”) – chitarra, voce, basso (9)
Gilli Smyth (“Shakti Yoni”) – sussurri spaziali
Didier Malherbe (“Bloomdido Bad De Grass”) – sassofono, flauto
Christian Tristch (“Submarine Captain”) – basso, chitarra (9)
Pip Pyle – batteria

MUSICISTI OSPITI:
Edouard Louise (“Eddy Louiss”) – organo Hammond e pianoforte (3)
Constantin Simonovitch – pianoforte (5)

Produzione

Pierre Lattès

Tracklist

1. Radio Gnome Prediction (0:27)
2. You Can’t Kill Me (6:18)
3. I’ve Bin Stone Before (2:36)
4. Mister Long Shanks/O Mother/I Am Your Fantasy (5:57)
5. Dynamite/I Am Your Animal (4:32)
6. Wet Cheese Delirium (0:31)
7. Squeezing Sponges Over Policemen’s Heads (0:12)
8. Fohat Digs Holes In Space (6:22)
9. And You Tried So Hard (4:38)
10. Tropical Fish/Selene (7:36)
11. Gnome The Second (0:27)

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