Lunedì 16 aprile 2018 è morto dopo una grave malattia Alan Jakin, ex membro dei campioni dell’art rock di Nova Gorica Avtomobili: uno dei chitarristi più riconoscibili in assoluto, che con il suo modo di suonare e il suo approccio ha segnato per sempre il rock’n’roll sloveno e anche quello jugoslavo.
Alan Jakin (nella foto il primo da sinistra), che sulla scena musicale slovena ha sempre colpito per la sua raffinatezza e la ricchezza stratificata della sua espressività, sia nel fraseggio sia negli assoli pieni di fantasia, con una profondità emotiva sempre autentica, si è unito agli Avtomobili nel 1987. Con il suo arrivo inizia il periodo più fertile della carriera della band, e tra il 1988 e il 2006 Jakin ha pubblicato con gli Avtomobili gli album “Krenimo” (1988), “Mraz” (1992), “Skozi leta” (1994), “Drugi svet” (1995), “Navaden dan” (1997), “Enakonočje” (2000) e “Mesta železniških postaj” (2006). Nel 1998 è uscita con gli Avtomobili la raccolta “Največji zadetki”. In quegli anni ha contribuito con il gruppo a una valanga di hit indimenticabili, diventati nel tempo sempreverdi del rock sloveno e grandi favoriti del pubblico ai concerti.
Jakin era attivo già negli anni Settanta, quando con i gruppi Go e Jutro ha pubblicato due album in studio. Con i leggendari Jutro ha registrato l’album “Mozart” (1975), e quattro anni dopo con i Go ha pubblicato “Igra se igra”. Oltre ai Go, più tardi, all’inizio degli anni Ottanta, Jakin ha fondato anche la band Era. Ha suonato inoltre nelle formazioni di accompagnamento di Zoran Predin, Miran Rudan e Tomaž Domicelj.
Gli Avtomobili hanno pubblicato nel 2006 l’album “Mesta železniških postaj”, e subito dopo Alan Jakin ha dovuto lasciare il gruppo per problemi di salute. Al suo posto è arrivato Boštjan Andrejc-Bushy.
Chi è (stato) Alan Jakin, cosa significa il suo lavoro per il rock’n’roll sloveno e quanto era inconfondibile il suono della sua chitarra lo racconta forse meglio di tutto un passaggio della recensione di RockLine dell’album “Mesta železniških postaj” (2006), che vale come epitaffio musicale di Jakin:
“Mesta železniških postaj” è l’«ora migliore» di Alan Jakin! Parliamo di uno dei chitarristi più pregiati, più carismatici nell’espressione, più acuti nelle soluzioni di idee e più raffinati nell’approccio che la Slovenia abbia mai dato alla storia del rock. Con il suo arrivo sull’album «Krenimo», nella seconda metà degli anni Ottanta la band ha potuto fare un salto evolutivo netto verso un livello espressivo superiore, e la maestria stratificata di Alan Jakin ha garantito al gruppo, fino all’album «Mesta železniških postaj» compreso, una maturazione artistica continua e una crescita costante.” (Aleš Podbrežnik, 7. 10. 2012)
Quanto fosse senza tempo la chitarra di Alan lo mostra anche il brano Oblaki (album “Mesta železniških postaj”, 2006), che puoi ascoltare qui sotto.
“Riposa in pace, Alan. Noi abbiamo davanti ancora “Nekaj let”, quindi per ora restiamo un po’ quaggiù; la tua chitarra e la tua musica sono con noi e restano uno splendore eterno lungo il cammino dei nostri giorni, fino al giorno in cui ti raggiungeremo anche noi (la redazione di RockLine, Lubiana, 18 aprile 2018)”.