Cardiology
Artista: Good Charlotte
Etichetta: Capitol Records
Uscita: 2010
Durata: 46:52
Voto: 2.5/5
Nel lettore è finito il quinto album “pop punk” (!) del quintetto Good Charlotte. Ci si pongono subito un paio di domande fondamentali: i ragazzi sono cresciuti? Che fine ha fatto “Lifestyle of the rich and famous”?
I Good Charlotte non si sono fatti travolgere dall'”evoluzione alla Radiohead” e non hanno provato a lasciarsi il pop alle spalle per tentare il grande salto filosofico verso una (possibile) illuminazione musicale. Macché! Musicalmente i ragazzi sono ancora sul solito vecchio binario di sempre. I Good Charlotte restano i Good Charlotte, e anche il nuovo album “Cardiology” non fa niente per nasconderlo. Amali o odiali, ma spesso i ragazzi sono parecchio più credibili dei loro rivali o coetanei tipo Simple Plan, Papa Roach, eccetera…
L’album era stato annunciato già a dicembre 2008 per l’anno successivo, il 2009, ma evidentemente ci sono state delle complicazioni. I ragazzi hanno scelto un approccio decisamente diverso. Diciamo che sono un filo più maturi, ma lo stesso non si può dire dei testi. Gli ex ribelli sono diventati i piagnucoloni “emo” di oggi. Come ha raccontato Benji Madden, tutte le canzoni nascono dal titolo stesso dell’album – Cardiology. Tutto ruota attorno al cuore. Che qui vuol dire: emozioni (soprattutto), malattie e “spiritualità” (quest’ultima è proprio al verde). Anche se i testi, bene o male, riesci a mandarli giù, confrontando i lavori passati con il nuovo materiale è un dato di fatto che le voci sono diventate ancora più lagnose. La musica in sé funziona in modo discreto. Si tratta di una specie di mix tra il tempo rallentato del punk rock e il pop da colonna sonora. Come se la musica l’avesse scritta Paris Hilton in persona. E visto che oggi l’uso dell'”auto-tune” va fortissimo, nemmeno i GC hanno fatto eccezione.
“Cardiology” si rivela esattamente come ti aspetti. È un insieme di pezzi che si ripetono, con la solita formula collaudata e sempre uguale. Le melodie però funzionano abbastanza bene da farti dimenticare la “superficialità”, se ti armi di una volontà ferrea e testarda nell’ascolto del nuovo materiale, e da trasformarti nel corista dei fratelli Madden mentre nel tuo lettore CD gira il nuovo album dei Good Charlotte . Ma è più l’eccezione che la regola. Anche se le chitarre sono belle distorte e la batteria regge il confronto con una certa potenza, all’album non possiamo comunque assegnare il titolo di rock. Nemmeno tenendo conto dei nomi “metal” Justin Bieber e Taylor Swift.
Su un paio di pezzi i GC provano ad allargare i propri orizzonti, ma alla fine si va comunque a finire in un’eclissi totale. Una spiegazione più che sufficiente di questa fiacchezza è ”Like It’s Her Birthday”, che parte con delle chitarre molto “alla Franz Ferdinand”, ma quando entra la voce hai la sensazione che sul disco stia ospite Enrique Iglesias.
Per giustificare l’uso del termine “rock band”, i GC non si sono certo spremuti più di tanto in questo album. Quanto il concetto di rock possa essere a doppio taglio e come lo si possa sfruttare con abilità a scopo di manipolazione lo dimostra il confronto tra l’espressività del nuovo brano originale dei CG intitolato 1979 e il linguaggio dell’omonimo pezzo degli Smashing Pumpkins.
L’ultimo pezzo dell’album è anche la title track e un altro tentativo fallito: i GC vogliono suonare efficaci, ma andando avanti il brano non riesce a sfruttare il potenziale iniziale né a mantenere l’interesse dell’intro. Comunque sia. Al di là di tutte le osservazioni sull’enorme mediocrità e sulla credibilità dubbia per quanto riguarda l’essenza tangibile del carattere espressivo della band, anche col nuovo album i Good Charlote riescono a mantenere in modo sorprendentemente efficace l’uso della formula che porta profitti dalle vendite. I “marmocchi”, come possiamo chiamare la loro base di fan, restano quindi fedeli e li sostengono. I Good Charolote invece si sono fermati a livello evolutivo e non si evolvono più. “Cardiology” ha infatti tanta ispirazione creativa e tanto artismo espressivo quanto piume ha una rana sulla testa.
A tutti voi che amate la musica pop di cui oggi è piena MTV con spruzzate di punk rock e piagnistei “emo” nelle strofe: potete sentirvi liberi di dare un ascolto anche a “Cardiology”, senza remore. In fondo la musica è anche molto ritmata e perfetta per le feste delle medie. Si può ballare in tutti gli stili. Dallo “slow” al “party style” fino al semplice saltare. Godetevi la cardiologia che ci ha riservato Yahweh in persona.
Formazione
Joel Madden – voce
Benji Madden – voce e chitarra
Billy Martin – chitarra e tastiere
Dean Butterworth – batteria
Paul Thomas – basso
Bart Hendrickson – tastiere e programmazione
BC Smith – tastiere e programmazione
Produzione
Don Gilmore
Tracklist
1. Introduction to Cardiology
2. Let the Music Play
3. Counting the Days
4. Silver Screen Romance
5. Like It’s Her Birthday
6. Last Night
7. Sex On the Radio
8. Alive
9. Standing Ovation
10. Harlow’s Song (Can’t Dream Without You)
11. Interlude: The Fifth Chamber
12. 1979
13. There She Goes
14. Right Where I Belong
15. Cardiology