Čedahuči: Čedahuči (EP)
Etichetta: HAD
Anno di uscita: 2013
Produzione: Gal Gjurin
Durata dell’EP: 17.42 min.
Genere: Folk Rock / Art Pop
I Čedahuči sono una nuova conquista della scena musicale slovena. Da “conquista” si arriva facilmente a “qualità”: tra le due parole c’è una forte correlazione, quando si parla dei Čedahuči. Nel 2013 hanno pubblicato il loro primo documento ufficiale da studio, l’omonimo EP di cinque brani. Il potenziale della band l’ha subito fiutato Gal Gjurin, amico da anni dei due volti principali della formazione, Blaž Učakar e Matjaž Jakin, e così, se mi passate un termine un po’ paternalistico, sono diventati i “protetti” di Gal.
La collaborazione con Gal Gjurin nel suo studio HAD (Gal ha vestito anche i panni del produttore dell’album e ha comunque aiutato il gruppo con le finezze sonore e d’arrangiamento) ha dato vita a un EP che offre uno sguardo diretto sul talento compositivo e lirico della band, anche se ha mosso da poco i primi passi in studio.
Il gruppo ha preso il nome Čedahuči dal fiume che segna il confine tra gli stati americani di Alabama e Georgia, il Chattahoochee, che nella lingua delle tribù indiane di quell’angolo del Nord America significa »pietre colorate«. Una sorta di legame spirituale della band con l’inserimento primordiale, sincero e incontaminato dell’uomo nella natura, come lo sapevano capire e vivere ai loro tempi gli indiani, lo mette in fila già il brano d’apertura, Geronimo: ha un effetto di risveglio e dà subito un’idea della praticità degli elementi folk e rock, con la definizione melodica leggera, veloce e contagiosa del profilo pop. Il denominatore comune di tutti e cinque i pezzi è la chiara impostazione delle composizioni. Ritornelli (con pre-ritornelli) e strofe sono scritti con una musicalità trascinante, attraverso cui le atmosfere ondeggiano dinamiche con un crescendo nel ritornello cantabile. È difficile scegliere il preferito dell’EP, perché tutti i ritornelli hanno un valore melodico fortissimo che conquista l’ascoltatore all’istante.
Un brano speciale dell’EP è soprattutto Pismo, solenne e sussurrante, mistico e ammaliante, dove l’organo Hammond del cantautore islandese ospite Sigurdur Gudmundsson aggiunge una dimensione incantevole di commozione che, in una malinconia struggente, risveglia le emozioni in modo particolarmente efficace e smuove l’anima e il cuore di chi ascolta. La fragilità e la grazia di uno svolgimento privo di pretese, su cui naviga un variopinto intreccio di linee vocali maschili e femminili, raggiunge una forza espressiva speciale nell’emotiva Če hočeš grem, dove l’elemento folk negli arrangiamenti è ulteriormente enfatizzato. Nella conclusiva Listje pada z mano na tla prende in mano le redini Gal Gjurin, che mette anche la voce principale. Anche questo brano, presentato in modo sofisticato, raggiunge una grande sensualità. Lungo tutto l’EP soffia una malinconia riconoscibile, quella che conosce il melos di origine geografica slovena.
I Čedahuči portano con sé quel battito attuale che impasta folk melodico e rock: tra pennellate di pastelli sonori naturali, potrebbero finire in qualsiasi momento sulle frequenze radio. L’EP »Čedahuči« è un lavoro fatto di tratti brevi e asciutti, in cui l’assioma di partenza della composizione efficace, »meno è più«, raggiunge il suo massimo espressivo.
autore: Aleš Podbrežnik
voto: 8.5 / 10
Tracklist:
1. Geronimo (03:21)
2. Čas pride in gre (01:58)
3. Pismo (04:47)
4. Če hočeš, grem (03:49)
5. Listje pada z mano na tla (03:41)
Formazione:
Blaž Učakar – voce, chitarra, piano Rhodes, fisarmonica, basso nel brano n. 3
Matjaž Jakin – voce, chitarra, batteria nel brano n. 3
Tina Javornik – voce
Andrej Ilar – fisarmonica
Ivan Zuliani – batteria e percussioni
Žan Jurca – percussioni
MUSICISTI OSPITI:
Sigurður Guðmundsson – organo Hammond nel brano n. 3
Gal Gjurin – voce nel brano n. 5, basso elettrico (3, 4, 5), chitarra acustica (5), clavinet (2, 3), chitarra elettrica (2)
Domen Gracej – voce, tromba (4)
Marko Kragelnik – violoncello (2)
Jerica Polončič – violino (2)