Čedahuči (EP)
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Čedahuči
Etichetta: HAD
Uscita: 2013
Durata: 17:35
Voto: 4/5
I Čedahuči sono una nuova conquista per la scena musicale slovena. Dalla parola conquista si arriva facilmente alla parola qualità, e tra i due termini c’è una forte correlazione, quando si parla dei Čedahuči. Nel 2013 hanno pubblicato il loro primo documento ufficiale da studio, l’omonimo EP di cinque brani. Il potenziale della squadra l’ha fiutato presto Gal Gjurin, amico da anni dei due volti di punta della band, Blaž Učakar e Matjaž Jakin, e così, se mi passate il termine da mecenate, sono diventati i protetti di Gal.
La collaborazione con Gal Gjurin nel suo studio HAD (Gal ha anche assunto il ruolo di produttore del disco e ha dato una mano al gruppo con le finezze di suono e arrangiamento) ha partorito un EP che offre uno sguardo diretto sul talento compositivo e lirico della band, anche se ha appena mosso i primi passi in studio.
La band ha preso il nome Čedahuči dal fiume che segna il confine tra gli stati americani dell’Alabama e della Georgia, il Chattahoochee, che nella lingua di un gruppo di tribù indiane di quell’angolo del Nord America significa »pietre colorate«. Una sorta di legame spirituale della band con l’inserimento primordiale, sincero e incontaminato dell’uomo nella natura, come gli indiani sapevano e capivano viverlo ai loro tempi, lo mette in fila già il brano d’apertura, intitolato Geronimo, che ha un effetto di risveglio e dà subito un’idea della praticità degli elementi folk e rock, con la definizione melodica leggera, veloce e contagiosa del profilo pop. Il denominatore comune di tutti e cinque i pezzi è la chiara impostazione delle composizioni. Ritornelli (con pre-ritornelli) e strofe sono scritti con una musicalità travolgente, attraverso la quale gli stati d’animo ondeggiano dinamicamente fino al crescendo in un ritornello cantabile. È difficile scegliere un preferito dell’EP, perché proprio tutti i ritornelli hanno un valore melodico fortissimo che conquista l’ascoltatore all’istante.
Un brano speciale dell’EP è soprattutto Pismo, solenne, gorgogliante e di un misticismo seducente, dove l’organo Hammond del cantautore islandese ospite Sigurdur Gudmundsson aggiunge una dimensione affascinante di commozione che, in una malinconia struggente, risveglia le emozioni in modo particolarmente efficace e smuove anima e cuore di chi ascolta. La fragilità e la grazia di uno sviluppo privo di pretese, su cui naviga l’intreccio colorato delle linee vocali principali maschili e femminili, raggiunge una forza espressiva particolare nella emotiva Če hočeš grem, dove l’elemento folk è ulteriormente sottolineato negli arrangiamenti. Nella conclusiva Listje pada z mano na tla prende le redini Gal Gjurin, che mette anche la voce principale. Anche questo brano, proposto in modo sofisticato, raggiunge una grande intensità emotiva. Attraverso tutto l’EP soffia una malinconia riconoscibile, quella che conosce il melos di origine geografica slovena.
I Čedahuči portano quel battito attuale che mescola melos folk e rock e che, nel fulgore di una pittoresca successione di pastelli sonori naturali, può in qualsiasi momento piacere alle frequenze radiofoniche. L’EP »Čedahuči« è un lavoro di tratti brevi e concisi, in cui l’assioma di partenza della composizione efficace, »meno è più«, raggiunge il suo optimum espressivo.
Formazione
Blaž Učakar – voce, chitarra, piano Rhodes, fisarmonica, basso nel brano n. 3
Matjaž Jakin – voce, chitarra, batteria nel brano n. 3
Tina Javornik – voce
Andrej Ilar – fisarmonica
Ivan Zuliani – batteria e percussioni
Žan Jurca – percussioni
MUSICISTI OSPITI:
Sigurður Guðmundsson – organo Hammond nel brano n. 3
Gal Gjurin – voce nel brano n. 5, basso elettrico (3, 4, 5), chitarra acustica (5), clavinet (2, 3), chitarra elettrica (2)
Domen Gracej – voce, tromba (4)
Marko Kragelnik – violoncello (2)
Jerica Polončič – violino (2)
Produzione
Gal Gjurin
Tracklist
1. Geronimo (03:21)
2. Čas pride in gre (01:58)
3. Pismo (04:47)
4. Če hočeš, grem (03:49)
5. Listje pada z mano na tla (03:41)