Cesta
Artista: Kreslin, Vlado
Uscita: 2007
1/3 per sempre ed eccolo di nuovo in strada. Anche se i viaggi di Kreslin non svelano più un mondo nuovo come quelli degli eroi di Kerouac sulla strada, e si tengono sempre più a quella strada silenziosa dove aspetta Joužek, un po’ di spirito d’avventura è comunque rimasto. Se fino a oggi si era mosso soprattutto tra Šiška, la Mura, la Drava, il mare e il cielo, stavolta si è spinto addirittura nell’Africa nera, come canta nella title track (Cesta): “Là oltre la strada ci sono dei posti, là vivono i Masai”. E l’Africa evidentemente gli ha dato nuova linfa, perché dopo quattro anni di pausa torna in forma e con canzoni del classico stampo Kreslin. Eppure resta volentieri un po’ più vicino a casa, sulle strade di casa, tratta Goričko – Pirano. Ma soprattutto quando è da solo: in compagnia di Neisha si fa volentieri una passeggiata fino alla Via Lattea (Kakor zvezdi na nebu), con Severa (Gjurin) va ancora un po’ più in là, fino a un altro mondo, nella speranza che la vita sia (ancora) migliore (Abel & Kajn). Forse lì la vita sarà migliore, ma mettersi a fare congetture adesso, da qui, non ha granché senso. Così come non si sa se, e che strade ci siano da qualche altra parte. Si sa però come sono quelle di qui, e quando due o più si incontrano formano un incrocio – e Križišča è appunto il titolo della seconda parte dell’album, dove Vlado ha raccolto i brani che ha scritto per vari musicisti con cui ha collaborato negli ultimi tempi e che finora non si erano mai incontrati, così accuratamente riuniti sotto un unico nome. Si tratta insomma di una raccolta di canzoni nate in periodi diversi, con formazioni diverse e in occasioni quanto mai varie. Così si ritrovano spalla a spalla Glej, vlak se vije, nata dalla collaborazione con Aleksander Ipavec per il documentario di Martina Repinc, …San sanju, de pride en dan…, tre brani popolari in collaborazione con gli Zuf De Žur, ovvero Bališ, e due composizioni più moderne: la prima, Njen trenutek prihaja, è una rilettura di un vecchio successo di Kreslin dei primi tempi, ripresa dal primo album di Neisha, e il successo che Dražen Turina-Šajeta lo ha aiutato a cantare, Rulet.
Perché si sia arrivati a una scelta del genere non è dato sapere: forse semplicemente c’era troppo poco materiale nuovo e abbastanza vario perché Cesta, in una forma un po’ più lunga, potesse reggersi tutta sulle proprie gambe e Križišča fosse solo un extra all’edizione regolare… Comunque sia, Cesta nel suo insieme (Križišča compresi) è un bell’esempio di come la canzone, nel suo nucleo, resti sempre la stessa: cambia l’uomo, cambiano le persone intorno e cambia il tempo, ma Vlado musicalmente resta esattamente dove si è sempre sentito meglio. Il suo momento un tempo stava per arrivare, è arrivato ed è rimasto. Per sempre e consapevolmente e.
In Cesta si tratta, come già succedeva prima in Generacija, Ptič e così via, soprattutto di un processo di viaggio interiore, piuttosto in sintonia con se stesso e con il mondo esterno, anche se la vita è ben lontana dall’aver portato certe risposte, o almeno non quelle desiderate. Sono sorgenti creative che hanno scambiato la voce del banditore di piazza con un sussurro sottile. Il fermento sociale a cui l’individuo partecipava di proposito, da attivista consapevole che nella sua primavera aveva parecchio da dire, ha lasciato il posto a un autunno di domande esistenziali e a un tempo di speranza nella redenzione. All’incrocio tra catarsi, continuità della tradizione e nuove domande.
Di domande, a dire il vero, non ne mancano mai, semmai ce ne sono ancora di più, e la tradizione è qualcosa che conosce benissimo: il più grande punto interrogativo su questa strada resta quindi quell’inquietudine muta che a volte, comunque, urla in modo piuttosto sguaiato.
Chissà che davvero tutte le risposte non si trovino nel bosco, dove il cuculo canta la sua canzone? Cu cu, cu cu cu cu.
Formazione
CESTA
Vlado Kreslin: Voce, chitarra acustica, pianoforte, armonica a bocca
Miro Tomassini: Chitarra elettrica e acustica, mandolino, basso elettrico
Gal Gjurin: Hammond, chitarra acustica ed elettrica, basso elettrico, contrabbasso, violoncello, bouzouki, rhodes, fisarmonica, armonio, pianoforte, programmazione
Iztok Cergol: Violino
Neža Buh – Neisha: Pianoforte, Voce (#7)
Severa Gjurin: Voce (#5)
Mario Marolt: Sax (#7)
Andraž Mazi: Chitarra elettrica, lapsteel
Matjaž Poravne: Violino (#7)
Gašper Peršl: Batteria (#2 & 8)
Sergej Randjelović – Runjoe: Batteria, percussioni (#3 & 4)
Hanno cantato:
Jana Beltran, Gal Gjurin, Severa Gjurin, Velemir Gjurin, Daša Gradišek, Matjaž Jakin, Naj Kreslin, Čarna Kreslin, Vlado Kreslin, Dejan Lapanja, Oskar Longyka, Gašper Peršl, Ivan Šček, Miro Tomassini, Blaž Učakar e Nada Vodušek
KRIŽIŠČA
Aleksander Ipavec: Fisarmonica (#10)
Paola Chiabudini: Pianoforte (#10)
Davide Casali: Clarinetto (#10)
Neisha: Voce, pianoforte, rhodes (#14)
Matej Mršnik: Chitarra (#14)
Tadej Kampl: Contrabbasso (#14)
Žiga Kožar: Batteria (#14)
Gal Gjurin: Tromba (#14)
Mitja Kavčič: Hammond (#14)
Neža & Darja Drobnič: Voci di accompagnamento (#14)
Elvis Stanič: Chitarra (#15)
Produzione
Gal Gjurin
Tracklist
CESTA
01. Kuku
02. Cesta
03. Z Goričkega v Piran
04. V parku za gradom
05. Abel in Kajn
06. Dokler se srce ne ustavi
07. Kakor zvezdi na nebu
08. Novo, novejše, najnovejše
KRIŽIŠČA
09. Magdalenca
10. Glej vlak se vije
11. Rož, Podjuna, Zila
12. La Brigata Garibaldi
13. Bella ciao
14. Njen trenutek prihaja
15. Rulet
Durata dell’album: 60:39