Chunga’s Revenge
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Zappa, Frank
Etichetta: Rykodisc Records
Uscita: 1970
Voto: 4.5/5
Con “Chunga’s Revenge” il maestro Frank ha varcato a passo deciso la soglia dei ’70, un periodo creativo che spacca i suoi fan: da una parte chi lo considera il più fecondo, dall’altra chi sostiene l’esatto contrario e non ha mai digerito certe svolte radicali nel sound, che per un artista del calibro di Frank erano invece la normalità, un passo logico per uno che non si è mai accomodato a lungo in un unico genere. Nei primi mesi del 1970 Frank aveva pubblicato “Burnt Weeny Sandwich” e “Weasels Ripped My Flesh”, due album postumi con materiale raccolto e fino ad allora inedito della formazione originale della sua band, The Mothers Of Invention. Entrambi suonavano ancora come il suo rock d’avanguardia satirico anni ’60, con una bella dose di suoni grotteschi alla musique concrète e burlesque sociali e politici. “Chunga’s Revenge” invece segnava già una nuova fase evolutiva nella carriera di Frank e uno stacco sia dalle opere satirico-avanguardiste con la formazione originale dei The Mothers Of Invention, sia dal jazz rock fusion che aveva dimostrato in modo così splendido nel capolavoro “Hot Rats” (1969).
Per “Chunga’s Revenge” Frank si è circondato di una formazione dei The Mothers Of Invention completamente nuova, che nel frattempo avevano accorciato il nome in The Mothers. Oltre al bassista Max Bennett, al batterista John Guerin e all’organista Don “Sugarcane” Harris, che con lui avevano già suonato su “Hot Rats”, ha rinforzato la squadra con il leggendario batterista britannico Aynsley Dunbar (John Mayall, Jeff Beck, David Bowie, Lou Reed, Sammy Hagar, Jefferson Starship, UFO, Whitesnake, Joruney…sono solo alcuni dei nomi con cui ha collaborato nella sua ricchissima carriera), con il non meno prestigioso tastierista jazz George Duke e con una delle scelte più sorprendenti e controverse della sua carriera, il duo Flo & Eddie (all’anagrafe Mark Volman e Howard Kaylan). Questi due erano ex membri delle icone pop americane anni ’60 The Turtles, entrati per sempre nella storia del rock’n’roll con il successo “Happy Together”, uno dei sempreverdi più celebri degli anni ’60. Frank, nel suo tipico stile sarcastico, li ribattezzò Phlorescent Leech & Eddie. E naturalmente, tra tutti questi musicisti, il posto d’onore spettava al pupillo di lunga data di Frank, il polistrumentista Ian Underwood.
Il grande pregio di “Chuga’s Revenge” è soprattutto l’eclettismo stilistico dei singoli pezzi, che attraversano (e sconfinano oltre) tutti i territori musicali più diffusi (per lo più rock e jazz) con cui Frank aveva sperimentato negli album precedenti. Non mancano jam strumentali, improvvisazioni d’avanguardia e bluesy, c’è anche un po’ di jazz fusion, e, a sorpresa, ci sono pure alcuni pezzi pop che sono senza dubbio tra le cose più commerciali della sua carriera e contribuiscono parecchio alla melodicità generale del disco (a fare la differenza, in questo campo, sono stati proprio Flo & Eddie). Stavolta nei testi non c’è traccia di satira politica esplicita. La maggior parte ruota attorno a allusioni sessuali di ogni genere e a esperienze di incontri ravvicinati con le groupie, dove però non manca il tipico umorismo sfacciato di Frank. Insomma, uno degli ultimi campi in cui avrebbe potuto deludere i suoi fan. Come sostiene lo stesso Frank nel libretto, alcuni pezzi dovevano essere una specie di anteprima della colonna sonora del suo film successivo, “200 Motels” (1971). Eppure nessuno di essi, né in versione originale né in altra forma, è finito su quella colonna sonora.
“Transylvania Boogie” è un’apertura bomba e di sicuro uno dei brani più interessanti nel mare di ottimi strumentali della carriera di Frank. In pratica è una jam dritta in faccia, basata sull’interplay tra le improvvisazioni di chitarra mozzafiato di Frank, quelle non meno interessanti al basso e i passaggi da sogno di Dunbar alla batteria. Il riff di chitarra iniziale e il suono piuttosto sinistro dell’organo creano a tratti proprio l’atmosfera di un film horror. “Road Ladies” è un’ottima parodia blues rock con un’introduzione malinconica all’organo e la voce beffarda di Frank, che nel testo racconta qualche gustosa aneddotica su promoter di concerti, groupie e sulla sua band, che suona “some of the most teribble shit you’ve ever known”. Mentre Frank sforna i suoi assoli “da sbronzo” bluesy alla chitarra solista, Ian Underwood gli si affianca ogni tanto alla chitarra ritmica. Quando poi entra la voce soul volutamente patetica e arrabbiata del bassista Jeff Simmons, la parodia del blues rock, che ormai aveva già vissuto il suo tramonto commerciale, è perfetta. Il breve e sottile strumentale “Twenty Small Cigars” è nato già durante la gestazione di “Hot Rats”, e si sente subito: è un ottimo jazz fusion con splendide parti di arpa, pianoforte, basso e chitarra. Secondo me, e la cosa coincide con le sensazioni di un discreto appassionato di buon jazz rock fusion, è uno dei pezzi migliori del disco, peccato solo che sia così corto. Segue l’improvvisazione jazz fusion d’avanguardia “The Nancy & Mary Music”, suonata dal vivo e registrata durante un concerto a Minneapolis. La maggior parte delle improvvisazioni di Frank è un pascolo per le orecchie di chi ama la virtuosità strumentale, e anche questa rientra nel lotto. I singoli strumentisti portano l’ascoltatore in giro per un labirinto sonoro coloratissimo: dall’ottimo assolo di batteria di Dunbar, alle sfuriate di chitarra di Frank, ai capolavori di Underwood e Duke al piano elettrico, mentre ogni tanto la “sanguisuga fluorescente” e il suo inseparabile compare Eddie strillano e fanno le smorfie.
“Tell Me You Love Me” è un hard rocker melodico, uno dei pezzi in assoluto più accessibili di Frank dal punto di vista commerciale, che potrebbe addirittura essere un hit se gli togliessi la componente “bastardizzata”. Oltre a un riff di chitarra incisivo, a un ritornello melodico e a un basso rombante, ha anche le tipiche armonie vocali da hard rock, eseguite da Flo & Eddie. Una specie di risposta satirica, logica e piuttosto divertente, all’hard rock che allora andava fortissimo ed era ancora fresco di nascita, anche se a me personalmente i suoi pezzi più commerciali affascinano parecchio meno delle composizioni più avanguardistico-sperimentali. “Would You Go All The Way?” è una parodia pop rock con un testo satirico sulle ragazze facili, armonie vocali volutamente stonate, batteria saltellante e i caratteristici passaggi di chitarra di Frank, che come burlesque convince davvero solo dopo l’ottimo intervento di trombone di Duke. Segue la title track, che parla di un aspirapolvere zingaro mutante che torna all’accampamento per vendicarsi dei suoi ex padroni. A me, in Frank, sono sempre piaciuti di più questi testi assurdi, mezzi fantascientifici, con una satira sociale nascosta, che non le satire sociopolitiche più esplicite e dirette. Nonostante abbia questo concept, rappresentato in modo spiritoso anche a livello visivo nel libretto dell’album, non è un brano cantato ma un ottimo strumentale jazz rock fusion con entusiasmanti passaggi di chitarra di Frank, che fanno largo uso del wah-wah, mentre tra gli altri strumentisti si distinguono in particolare Underwood al sassofono e Dunbar con le sue vivaci ed energiche acrobazie alla batteria. Direi che questo pezzo rappresenta il culmine del disco. In “The Clap”, un breve strumentale, Frank si presenta per la prima volta anche nel ruolo di ottimo percussionista e, in questa veste inusuale per lui, si prende una bella boccata d’aria, soprattutto quando si tratta di randellare sulle percussioni di legno e sui tam-tam.
“Rudy Wants To Buy Yez a Drink” è secondo me la burlesque più divertente e riuscita del disco, un’ottima parodia pop rock con un testo satirico sulla mentalità media e sul comportamento delle rockstar e delle loro accompagnatrici facili. Già il modo di cantare fa ridere, mentre l’intervento di trombone e tamburello alza ancora di più l’atmosfera smorfiosa, da humour nero. Il pezzo di chiusura, il pop rocker “Sharleena”, dedicato a una delle groupie locali (che probabilmente ha rimpiazzato la fino ad allora favorita di Frank, Suzi Creamcheese), è secondo me il brano pop rock migliore e artisticamente più vario del disco, con ottime armonie vocali sognanti, un ritornello melodico, un testo volutamente patetico e raffinati passaggi jazzistici alla chitarra, al basso, al sassofono e alla batteria. Anche se è concepito come puro sfottò e parodia delle ballad pop/hard rock, risulta persino un filo malinconico e ha un notevole potenziale commerciale, tanto che conquisterà anche chi di solito non rientra tra i tradizionali ascoltatori di Frank.
“Chunga’s Revenge” è secondo me uno degli album più accessibili di Frank del suo periodo iniziale, soprattutto grazie a un numero un po’ più alto di pezzi pop satirici ma al tempo stesso melodici, rispetto a quelli a cui da lui si è abituati (“Teel Me You Love Me” e “Sharleena” in una versione un po’ più “uniformata” potrebbero addirittura diventare hit). Allo stesso tempo il disco è abbastanza eclettico da piacere anche alla maggior parte degli amanti del suo sperimentalismo progressive rock. Chi in Frank apprezza soprattutto il ruolo di critico sociale e le sue stoccate satiriche spietate contro la politica sarà stato di sicuro un po’ meno entusiasta, mentre io credo che sia stato più che benvenuto che qui abbia calmato un po’ (temporaneamente, ovvio) i suoi attacchi senza compromessi alla decadente società americana e si sia invece divertito con certi (spesso patetici) cliché sociali sulla classica relazione ragazzo-ragazza, trovando comunque il tempo per una storia assurda su un aspirapolvere zingaro mutante assetato di vendetta, come solo lui poteva inventarsi.
Formazione
Frank Zappa – chitarra, voce, percussioni
Ian Underwood – pianoforte, piano elettrico, organo, sassofono contralto, sassofono con wah-wah, sassofono tenore, chitarra ritmica
George Duke -piano elettrico, organo, trombone, imitazioni di voci e batterie
Don “Sugarcane” Harris – organo
Jeff Simmons – basso, voce
Max Bennett – basso
Aynsley Dunbar – batteria, tamburello
John Guerin – batteria
Mark Volman – voce
Howard Kaylan – voce
Produzione
Frank Zappa
Tracklist
1. Transylvania Boogie (5:01)
2. Road Ladies (4:10)
3. Twenty Small Cigars (2:17)
4. The Nancy & Mary Music (9:27)
5. Tell Me You Love Me (2:33)
6. Would You Go All The Way? (2:29)
7. Chunga’s Revenge (6:15)
8. The Clap (1:23)
9. Rudy Wants To Buy Yez A Drink (2:44)
10. Sharleena (4:03)
Durata dell’album: 40:22